youtube
iStock
youtube
Social network

YouTube insegue Instagram e Facebook, via ai test per lo shopping online

Costretto a recuperare terreno contro la galassia di Zuckerberg, il Tubo consentirà di acquistare prodotti durante le dirette streaming. Per ora solo negli Stati Uniti

Quando si è indietro non c'è altra strada che tentare il recupero, anche se sei un gigante, nato prima degli altri e tuttora la piattaforma per la visione di video più diffusa in Italia e in molti altri paesi del mondo. Così mentre Instagram e Facebook hanno ampliato i rispettivi orizzonti diventando anche piazze virtuali dedite allo shopping online, YouTube corre ai ripari e prova a infilarsi nella sfida tra titani, sperimentando nuove funzionalità per consentire gli acquisti di prodotti direttamente dalla piattaforma di condivisione video. Anche perché, considerando la storia del Tubo e dell'enorme quantità di recensioni, opinioni e confronti su prodotti - tecnologici in primis, ma non solo - che ospita da decenni, appare quasi naturale l'integrazione di passaggi che permettano agli utenti interessati sparsi per il mondo (sono oltre 2 miliardi quelli che frequentano la piattaforma nel corso del mese) di portarsi a casa quegli stessi prodotti che vedono analizzati e raccontati ogni giorno.


YouTube


Se lo scorso febbraio era arrivato l'annuncio della fase di test in versione beta per lo shopping circoscritta ai video on demand, adesso l'azienda guidata da Susan Wojcicki (la cui camera fu la prima sede di Google, dove entrò poco dopo come 16esima dipendente assunta, scalando la gerarchia fino a diventare responsabile della comunicazione e poi suggerire a Larry Page e Sergey Brin l'acquisto di YouTube) ha raddoppiato la sperimentazione includendo anche le dirette streaming, nel corso dei quali, senza interruzioni o necessità di affiliazioni e link esterni, si potranno visualizzare, sfogliare e acquistare prodotti nel giro di pochi secondi e ancor meno click. Sarà sufficiente dirigersi verso il pulsante View Product e da lì concludere l'eventuale acquisto.

Il piano riguarda al momento soltanto il mercato statunitense ed è limitato a un numero ristretto di creativi e brand, il cui numero aumenterà entro la fine dell'anno. Se l'obiettivo è in sostanza uno, e cioè aprirsi all'ecommerce per restare in scia dei social network di Mark Zuckerberg (e senza dimenticare TikTok che si sta muovendo nella stessa direzione, mentre Amazon gioca un campionato tutto suo), i vantaggi sono molteplici: gli utenti potranno essere soddisfatti di acquistare i prodotti che desiderano, gli influencer/youtuber e le aziende, invece, saranno felici di poter sfruttare un altro canale per piazzare la propria merce (o quella sponsorizzata, nel caso dei creativi).

I test di Youtube precedono per gradi, non solo per aver ampliato quanto avviato nell'ultimo inverno, ma anche guardando alla giornata di vendita dello scorso giugno, nel corso della quale gli utenti hanno potuto comprare una serie di oggetti apparsi nella diretta video. Stretta tra l'obbligo di riconquistare terreno e la necessità di correre veloce, la scorsa settimana il Tubo ha chiuso l'acquisizione di Simsim, startup indiana specializzata nell'aiutare le piccole e medie aziende a sbarcare nel commercio online proprio mediante clip e creatori ad hoc (non sono stati diffusi i termini dell'accordo, ma fonti vicine parlano di circa 70 milioni di dollari). Sullo sfondo, poi, si muove anche Google, proprietaria di YouTube, che ha inserito nuove funzionalità video nella sezione Shopping che compare quando si cercano informazioni su prodotti sul motore di ricerca, con la possibilità per i commercianti di inserire gratuitamente clip degli oggetti in vendita.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti