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WhatsApp Pay sta per arrivare, ma non in Italia

Il sistema per fare acquisti e inviare denaro con l'app di messaggistica sarà disponibile in molti paesi nei prossimi mesi, ma il gruppo di Zuckerberg è al lavoro anche su altri servizi per Facebook e Instagram

Nel futuro potremo scambiarci soldi ed effettuare pagamenti su Facebook, Instagram e WhatsApp. Tale scenario è quello che da tempo sogna Mark Zuckerberg, ossessionato dalla volontà di integrare sistemi per effettuare acquisti e scambi di denaro all'interno delle tre piattaforme che contano ben più d'un miliardo di utenti attivi al giorno. Sul piatto della bilancia della compagnia di Menlo Park ci sono molte opzioni, da Facebook Pay a Instagram Shopping, oltre alla discussa Libra, sempre più dal futuro incerto considerato che nell'ultimo periodo sta perdendo importanti partner (l'ultimo è stato Vodafone, che si è accorto a PayPal, Mastercard, eBay e Visa). Il fronte più caldo è però un altro e riguarda WhatsApp.

L'applicazione di messaggistica è una delle poche risorse indispensabili per gli utenti del mondo occidentale - non perché sia obbligato scaricarla, bensì perché la quasi totalità dei possessori di smartphone non intende rinunciarvi - e si appresta a diffondere a livello globale il proprio sistema di pagamento. Nel 2018 Facebook ha ricevuto l'autorizzazione dal governo indiano per testarlo su un milione di utenti del subcontinente, così dopo il lungo periodo di test Zuckerberg ha annunciato l'introduzione di WhatsApp Pay in altri mercati entro i prossimi sei mesi.

Dal punto di vista funzionale, non ci sono novità di rilievo nel sistema sviluppato all'interno dell'applicazione, perché si basa su tecnologia UPI (che sta per Unified Payment Interface), che agisce in tempo reale e permette di concludere in maniera semplice e veloce le transazioni, sia in fase di acquisto online su siti e piattaforme ecommerce che ne supportano l'utilizzo, sia per effettuare pagamenti tra persone, mediante i rispettivi account WhatsApp. Il passepartout per sfruttare il sistema resta la carta di credito, collegata a un portafogli digitale, replicando in sostanza il processo dei vari Apple Pay e Google Pay.

Al netto dei mancati dettagli comunicati da Zuckerberg, sembra difficile pensare che a breve il servizio sarà disponibile in Italia. Nella visione della compagnia statunitense, infatti, Facebook e, ancor più, Instagram saranno le piattaforme che offriranno metodi per lo shopping e per ricevere denaro nei paesi più sviluppati, al contrario di WhatsApp che sarà invece destinato ai paesi più popolosi del mondo. "Stiamo lavorando a prodotti diversi per paesi diversi", ha affermato Zuckerberg a margine della presentazione dei dati finanziari del gruppo per l'ultimo trimestre 2019, specificando "che per WhatsApp prevediamo che gran parte della comunità arriverà da paesi come India, Brasile, Messico e Indonesia".

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