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(Getty Images)
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Reputazione online, boom di richieste per ripulire l'immagine digitale

Eliminare o deindicizzare i contenuti indesiderati è un'attività che accomuna semplici cittadini e grandi aziende. Tutela Digitale sa come si fa e con un nuovo algoritmo reputazionale anticipa probabilità di successo e tempistiche per la rimozione di foto, video e notizie

C'è l'imprenditore vittima di ricatto a sfondo sessuale, la ragazza vittima di revenge porn che vuole far sparire video compromettenti o imbarazzanti condivisi dell'ex fidanzato, la soubrette desiderosa di eliminare le fotografie in topless del passato in vista di una nuova carriera, il professionista finito nei database di World-Check, che sforna report per le banche raggruppando persone con alto rischio finanziario, per colpa di una inchiesta che aveva segnalato società di proprietà a Malta e in Lussemburgo, pur senza avere processi e giudizi sulle spalle. E ancora il medico indagato per reati fiscali risalenti a diversi anni precedenti, condannato in primo grado e poi assolto in appello, gli adolescenti presi di mira dai compagni di classe su Facebook e WhatsApp, il noto industriale infastidito dalle immagini con la ex moglie dopo la separazione, il diplomatico omonimo di un camorrista costretto a ricostruire la sua immagine sul web e le aziende a caccia di aiuto per difendersi dal malcontento di clienti e non che si manifesta perlopiù sui principali social media.

Gli altri due strumenti della società bolognese sono LinkMonitor e LinkBetter 

Tutela Digitale


Proteggere o ricostruire l'identità digitale

Tanti casi diversi e tutti con un punto in comune, la necessità di proteggere o ricostruire la propria identità digitale, che ormai da anni è un'estensione di quella reale. E non per modo di dire, perché in rete è facile commettere errori o cadere in trappola: che sia un commento, un motto equivocabile o una clip azzardata e la frittata è dietro l'angolo, anche a distanza di tempo, perché internet non dimentica e non si perde nulla. A meno che non ci si mette al lavoro per far scomparire o almeno rendere particolarmente difficile rintracciare i contenuti ritenuti lesivi. Non che si possa risolvere tutto con la buona volontà, bensì con l'aiuto di chi la rete la setaccia 24 ore su 24, per monitorare cosa succede e intervenire a colpo sicuro in base alle richieste del cliente. «Essere tra i primi risultati delle ricerche di Google è cruciale per un'azienda e molti professionisti, starci per contenuti imbarazzanti o per link relativi a una indagine, magari conclusa senza neanche andare a processo, cambia tutto e provoca un danno enorme che si traduce con un calo della clientela», spiega Sveva Antonini, avvocata specializzata in proprietà intellettuale e capo del team legale di Tutela Digitale, società con sede a Bologna che si dedica alla reputazione digitale. «Consiglio sempre a tutti di monitorare almeno una volta al giorno il proprio nome sui motori di ricerca, pratica utile per avere consapevolezza su cosa circola in rete». Anche perché le ricadute dei giudizi, veri o presunti, che rimbalzano tra siti e social network possono pregiudicare la candidatura per un impiego o, come successo in Cina, la possibilità di acquistare un biglietto per viaggi aerei e in treno.

L'algoritmo che prevede possibilità di successo e tempistiche per la rimozione dei contenuti indesiderati

Nata come costola della spagnola Red Points, società tra le note nella lotta alla contraffazione online a livello globale, Tutela Digitale cura l'immagine e la percezione che si ha su privati e aziende spulciando il web, perché se in molti non riflettono sulla veridicità delle informazioni che circolano e non hanno voglia, tempo o capacità per verificarle, il danno è pressoché inevitabile. Per rimuovere i contenuti negativi entra in gioco LinKiller, applicazione che scova e segnala foto, video e articoli giornalistici sgraditi per eliminarli o deindicizzarli, che non è la stessa cosa: «Nel primo caso il contenuto è rimosso dalla rete e non si trova più, nel secondo invece è rimosso la parola chiave riferita alla persona, così il link in questione non compare più sui motori di ricerca disperdendosi nel mare magnum del web», chiarisce Antonini. Avere un quadro chiaro e consapevolezza circa la rimozione e i tempi di esecuzione è cruciale per chi vuole ripulire l'immagine, per questo l'azienda emiliana ha messo a punto un nuovo algoritmo reputazionale: «Si tratta di un completamento di LinKiller che ci permette di capire tempistiche e probabilità di successo, il livello di collaborazione da parte delle circa 20mila tra testate, blog social e provider, italiani e stranieri, rispetto a una specifica richiesta, dettaglio rilevante perché da parte loro non c'è una strategia definita e ognuno reagisce con tempi differenti», specifica Gabriele Galassi, co-fondatore e capo del Business di Tutela Digitale. Uno spaccato, questo della procedura di rimozione dei contenuti, che si basa sulle norme che regolamentano il diritto all'oblio, non collegato a tempistiche precise ma alla perdita di pubblica utilità di un fatto e di una notizia.

Nuove professioni crescono: il data protection officer

Vuoi per lo stretto intreccio tra mondo reale e digitale, vuoi per le news (incluse le fake) che online girano a moto continuo, la necessità di salvaguardare l'immagine sul web è in grande ascesa sia tra i cittadini (non c'è spazio per chi ha commesso reati contro la persona), sia in caso aziendale. «Nel 2020 abbiamo registrato un incremento del 15%, con richieste aumentate molto durante il lockdown, un momento di stasi che ha offerto più tempo per effettuare ricerche su Google», afferma Galassi, a caccia di nuove figure per ampliare il team. «Siamo in 14 e saliremo presto a 16, stiamo cercando giuristi esperti nella protezione dei dati, perché il data protection officer diventerà un ruolo di punta per le aziende, ma siamo vigili anche su commerciali e copywriter». Una ricerca non facilissima, le cui difficoltà derivano anche dal modo in cui sono strutturati corsi universitari e master: «L'attitudine al problem solving è una dote fondamentale, i neolaureati invece sono preparati a livello teorico e poco dal lato pratico, quindi dobbiamo formarli noi», dichiara con una punta di amarezza la Antonini.

Come rifarsi una vita online

Un altro strumento sviluppato da Tutela Digitale è Link Monitor, che rappresenta il punto di partenza per scandagliare la rete e ricevere una mail giornaliera sulla propria reputazione online, con prezzi che partono da 50 euro al mese. In questo ambito, a disposizione dei clienti c'è un servizio in grado di rintracciare link e contenuti cinque secondi dopo la pubblicazione online. Quando invece si è colpiti da una crisi reputazionale, succede soprattutto alle imprese, o c'è il bisogno di costruire immagine e narrazione personale per iniziare una nuova vita o prendere le distanze da omonimi famosi per misfatti entra in gioco Link Better, servizio basato sulla creazioni di contenuti ad hoc mirati a sopravanzare e far slittare indietro le notizie negative derivanti dalle ricerche online, così da trasformare la percezione e tutelare la reputazione di privati e società.

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