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Mark Zuckerberg @Facebook
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Social network

Facebook si ispira a Clubhouse, in arrivo una novità solo voce

Il social network lancerà un clone della piattaforma del momento. E Twitter lo ha già fatto con Spaces

Ti compro o ti copio. Funziona così quando Mark Zuckerberg e compagni si trovano davanti a un qualcosa di inedito, con potenzialità di crescita e in grado di catturare l'attenzione di un gran numero di persone. Per questo, il prossimo obiettivo di Facebook è creare un'applicazione che rispecchi l'essenza di Clubhouse, la piattaforma basata sulla voce che sta riscuotendo un successo importante e in costante crescita in molti paesi. La capacità di richiamare molti personaggi noti e tanti di quegli utenti un po' stanchi della dominante monotonia di Facebook ha fatto raddrizzare le antenne dei grandi capi di casa a Menlo Park, tanto che lo stesso Zuckerberg (dopo Elon Musk) nei giorni scorsi è passato da Clubhouse, in una stanza a tema realtà virtuale e aumentata, altro tema caro alla sua piazza virtuale da oltre 2,8 miliardi di utenti (che non corrispondono a quelli attivi ogni giorno).

Per quanto sia ancora in versione beta e frequentata soltanto dagli utenti Apple (quindi con l'arrivo dell'app per Android scatterà immediata un'impennata di iscritti), Clubhouse sembra avere le qualità per emergere come un canale inedito e innovativo, che consente di parlare e ascoltare esperti e personaggi noti (tra gli italiani hanno già lasciato il segno Fiorello e Andrea Delogu), condividendo un momento e uno spazio esclusivo, poiché per accedere al social vocale serve un invito da chi è già dentro. Quanto basta per innescare la sete di novità di Facebook, che secondo le fonti consultate dal New York Times è già al lavoro per sviluppare un'alternativa simile, anche se non ci sono dettagli né indicazioni se si tratterà di una nuova funzionalità o di un'applicazione da integrare con il social network più seguito, oppure con le altre anime della galassia Zuckerberg, cioè Instagram e WhatsApp.

Queste ultime sono l'esempio dell'approccio di Facebook, quando si trova dinanzi a nuovi fenomeni social con le potenzialità per sparigliare lo status quo. La parola d'ordine è acquisizione, che nel caso di Instagram è valso uno degli affari migliori conclusi nell'ultimo decennio per le big del tech (nel 2012 bastò 1 miliardo di dollari per assicurarsi la social-app delle immagini, mentre quattro anni dopo sono serviti 19 miliardi di dollari per accaparrarsi WhatsApp). L'altra modalità d'azione è replicare ciò che non si può comprare, e qui l'elenco è lungo: dalle storie a scomparsa integrate su Instagram dopo il successo su Snapchat (che Facebook non riuscì ad acquisire per i continui dinieghi del cofondatore e attuale amministratore delegato Evan Spiegel), alle Rooms per le videochiamate lanciate anche per tentare di frenare l'ascesa di Zoom, Microsoft Team e Google Meet, fino al più recente Reels che su Instagram replica uno dei tratti distintivi di TikTok. Niente di strano, intendiamoci, se non una difesa di successo, poiché nessun altro social media può competere con i numeri di Facebook, una volta che vengono introdotti nuovi strumenti già testati con successo altrove.

A confermare che Clubhouse abbia fatto centro, però, è anche Twitter, che si è mossa ancora prima di Facebook per offrire ai suoi utenti un'opzione che ricalca da vicino il funzionamento dell'app che in pochi mesi ha raccolto finanziamenti superiori ai 100 milioni di dollari. Si tratta di Spaces, che ai pochi utenti selezionati dal sociale piattaforma consente di aprire stanze per parlare agli altri, mentre a questi ultimi è permesso di ascoltare e lasciare un segno di apprezzamento (come un saluto o un cuore). A breve la funzionalità sarà ampliata, in modo da giocare in tre una battaglia basata sulla voce e a favore di chi ha qualcosa da dire per farsi seguire (pardon, ascoltare) dai followers.

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