Da WhatsApp a Telegram, Signal e Twitter, con Beeper gestisci 15 app di messaggistica in una
Beeper
Da WhatsApp a Telegram, Signal e Twitter, con Beeper gestisci 15 app di messaggistica in una
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Da WhatsApp a Telegram, Signal e Twitter, con Beeper gestisci 15 app di messaggistica in una

La piattaforma in rampa di lancio consente di monitorare tutte le chat in modo più comodo e veloce. Disponibile su abbonamento: 10 dollari al mese

Strana ma curiosa è l'idea alla base di Beeper, nuova app di messaggistica che si differenzia dalle tante popolari e gettonate alternative perché le ingloba al suo interno. L'elemento di distinzione più netto, infatti, è che si tratta di un aggregatore, grazie al quale si può dialogare con i propri contatti senza rinunciare a WhatsApp, Telegram, Signal e altre 12 applicazioni utili allo stesso scopo, ma senza dover saltare da un icona all'altra. Tutto avviene all'interno di Beeper, che in tal modo consente di comunicare in maniera più comoda e veloce, monitorando all'interno di un solo ambiente tutte le app per lo scambio di testi, audio e video che utilizziamo ogni giorno.

Beeper è una piattaforma che permette di gestire 15 app di messaggistica

Beeper


Per quanto stia muovendo i primi vagiti, il progetto sta riscuotendo consensi per i vantaggi che garantisce e perché nasce da un'idea di Eric Migicovsky, imprenditore canadese che nel 2013 salì alla ribalta grazie a Pebble, uno dei primi smartwatch in grado di attirare l'interesse degli appassionati, accumulare oltre 10 milioni di dollari con una campagna di raccolta fondi su Kickstarter e vendere 1 milione di pezzi nel giro di un anno. Superato poi dai modelli più sviluppati che contavano su un negozio virtuale per applicazioni ottimizzate per lo smartwatch, Migicovsky si è dedicato ad altro e ora torna a far parlare con una piattaforma che include altre 14 applicazioni: Whatsapp, Facebook Messenger, Telegram, Twitter, Slack, Hangouts, Signal, Skype, Instagram, Matrix, IRC, Discord, Android Messages e iMessage.

Quest'ultima merita un focus a parte, poiché è un servizio esclusivo per i dispositivi Apple, che Beeper punta a rendere fruibile anche a chi si muove in ambiente Android, Windows e Linux tramite due modalità particolari: da una parte si può sfruttare un Mac come ponte grazie alla versione Beeper Mac, per chi non ha un portatile della Mela invece c'è la possibilità di utilizzare un iPhone 4S con jailbreak fornito dalla stessa Beeper (scontata la reazione di Apple in tal caso, considerato che Migicovsky ha mostrato 50 smartphone da spedire), che del resto è al momento disponibile su invito e prevede un abbonamento mensile di 10 dollari, con l'eventuale iPhone quasi certamente da pagare a parte.

Al di là del tweet di lancio dello stesso Migicovsky, che racconta di aver utilizzato l'app "per due anni" riscontrando una efficacia che "convince a non tornare indietro" per tirare acqua al proprio mulino, il progetto ha un certo potenziale poiché nel futuro prossimo nessuno sembra poter rinunciare all'uso di queste app per tenersi in contatto con colleghi, amici e famigliari. E le quotazioni potrebbero aumentare in modo esponenziale qualora più avanti verranno aggiunte app come WeChat e Line, che macinano numeri e soldi nei paesi asiatici.

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