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Smartphone e tablet

Come sarà lo smartphone del futuro

Display pieghevoli e form factor inediti, fotocamere integrate nello schermo e batterie più efficienti sono i punti cardine dei prossimi modelli che arriveranno sul mercato

L'arrivo sul mercato dei modelli con display flessibile rappresenta la nuova strada intrapresa dai produttori di smartphone. Non si tratta di un'inversione a U, bensì di una alternativa rispetto al tradizionale form factor di un dispositivo che è, con molte probabilità, l'unico pezzo tecnologico insostituibile per la nostra quotidianità (basta fermarsi a riflettere sulla moltitudine di informazioni che contiene e di usi che ne facciamo). La comparsa del primo pieghevole, il Samsung Galaxy Fold con la sua apertura a libro e gli immediati problemi al display, aveva lasciato dubbi sulla scelta dei coreani, costretti a posticipare il lancio sul mercato, esempio peraltro seguito pure da Huawei con il suo Mate X.

Display flessibili, avanti tutta

La seconda ondata aperta dal Motorola Razr e proseguita con il Samsung Galaxy Z Flip (ma nei prossimi mesi vedremo tanti nuovi modelli) ha senza dubbio migliorato lo scenario, sia nel design a conchiglia, che rimanda alla prima era dei cellulari e riserva un certo fascino, sia nei prezzi ben più bassi rispetto ai debuttanti: con il Razr e lo Z flip siamo nella fascia dei 1.500 euro, 500 euro in meno rispetto al Fold, che tuttavia, come il Mate X, segue una concezione opposta rispetto ai due modelli più recenti, poiché offre uno schermo più ampio che si sviluppa in orizzontale. Guardando al futuro a medio-lungo termine, la certezza è che i produttori continueranno a investire nel segmento per proporre display flessibili in grado di assumere forme diverse, alcune nemmeno immaginabili al momento (chi si sente di escludere, giusto per fare un esempio, il lancio di uno smartphone stile origami?), con un riflesso positivo per i consumatori, poiché la maggiore disponibilità di modelli, unita all'incremento della capacità di produzione e alla conseguente riduzione del costo dei materiali, favorirà una riduzione del prezzo.

Le prossime fotocamere? Invisibili e integrato nello schermo

Tra le principali aziende dedite allo sviluppo di smartphone, però, c'è pure chi si dice non interessato al display flessibile concentrando gli sforzi su innovative soluzioni di design. Tale visione è al centro dei piani di Pete Lau, Ceo di OnePlus, che ha conquistato la scena all'ultimo Ces di Las Vegas con il Concept One caratterizzato dal vetro elettrocromico in grado di oscurare la fotocamera posteriore, che compare invece quando la si utilizza. E le camere sono infatti l'altro elemento, insieme ai display, sul quale si focalizzano le attenzioni dei produttori. Se sul lato posteriore il progressivo aumento numerico dei sensori sembra possa essere arrivato al capolinea, parecchie novità sono attese sulla fotocamera frontale, che a breve saranno integrate sotto il display, come già successo con il lettore per le impronte digitali. Una mossa che porterà all'eliminazione di fori e notch per un ulteriore ampliamento della superficie touch del display, utile per guardare video e operare in multitasking.

Sos batteria e i vantaggi del grafene

Il terzo elemento su cui convergono investimenti miliardari per progetti sperimentali è la batteria, perché l'intento di tutti è superare gli attuali limiti degli attuali accumulatori agli ioni di litio. Dopo anni di test e promesse, sembra sia giunto il momento della batteria al grafene, che ha tempi di ricarica più rapidi e cicli di carica tripli rispetto a quelli garantiti, in media, da un accumulatore tradizionale. Resta da capire, ora, quale sarà il primo smartphone a integrarla. Interesse l'ha suscitato anche il prototipo di batteria al litio-zolfo messo a punto da un team di ricercatori del dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale della Monash University di Melbourne, capace di assicurare agli smartphone un'autonomia vicina ai cinque giorni. Ancora maggiori sono le speranze riposte nella batteria sperimentata da IBM, che sfrutta materiali estratti dall'acqua di mare ed è priva di cobalto, nichel e altri metalli pesanti: per farsi un'idea del passo in avanti, si tratta di un modulo che, oltre alla ridotta infiammabilità, è capace di ricaricarsi dell'80% in cinque minuti. In sostanza, una vera rivoluzione, anche e non solo per gli smartphone.

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