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Addio al Galaxy Note, Samsung punta sugli smartphone pieghevoli

In rampa di lancio ci sono la terza generazione di Z Fold e Z Flip, i due modelli flessibili. Ma in generale non si vedono novità clamorose sul mercato

Se l'iPhone 13 in uscita a settembre resta lo smartphone più atteso dagli appassionati, a stretto giro della speciale classifica troviamo i modelli di punta di Samsung. Che quest'anno mescola le proprie carte e opta per un cambio di direzione importante, perché è ormai certo che non ci sarà più (da capire se al momento o per sempre) un altro Galaxy Note, rimpiazzato dalle nuove proposte con display flessibili. A confermare le voci filtrate già nei mesi scorsi ci ha pensato direttamente TM Roh, presidente di Samsung Electronics e capo della comunicazione della divisione mobile business, che con un lungo post sul sito aziendale ha chiarito come "invece di svelare un nuovo Note, questa volta amplieremo le amate funzionalità dei Note a più dispositivi della gamma Samsung Galaxy".

Va da sé, quindi, che le citate caratteristiche saranno a bordo dei pieghevoli che i coreani sveleranno nel corso del Galaxy Unpacked in programma il prossimo 11 agosto, l'ormai consueto appuntamento in cui Samsung mostra per la prima volta gli smartphone più quotati che arriveranno sul mercato nelle settimane successive. Sul trampolino di lancio stavolta c'è la prossima generazione dell'accoppiata dei Fold già noti al pubblico: Galaxy Z Fold 3 e Galaxy Z Flip 3. "Il prossimo Z Fold combina il meglio che offrono oggi smartphone e tablet, mentre il prossimo Z Flip esibisce uno stile ancora più raffinato e materiali più forti e resistenti", continua lo stesso TM Roh.

Era nell'aria da tempo la scomparsa del Galaxy Note, il dispositivo che ha aperto la strada ai phablet (il primo in assoluto fu nel 2010 il Dell Streak, il primo a riscuotere successo, invece, fu il primo modello lanciato da Samsung l'anno successivo), telefoni smart che si staccavano dai device dell'epoca per le dimensioni più grandi e le funzionalità mirate a favorire l'utilizzo dello smartphone tra i professionisti. Con la svolta verso le unità flessibili, puntare su tre telefoni top di gamma non ha molto senso, anche per via di una distribuzione semestrale operata dall'azienda coreana negli ultimi anni (con il lancio della serie Galaxy S a gennaio-febbraio e il Galaxy Note ad agosto), perciò il sacrificio del dispositivo preferito dall'utenza business era prevedibile. Anche perché, come già avvenuto con l'ultimo Galaxy S21 Ultra 5G, pure sui futuri pieghevoli saranno integrati elementi tipici del Galaxy Note.

A garantirlo è stato sempre il presidente di Samsung Electronics: "Condivideremo alcune sorprese sui pieghevoli, compresa la prima S Pen progettata appositamente per tali telefoni". Chissà che non la vedremo con la sua custodia, bissando quanto fatto con il Galaxy S21 top di gamma, come lasciano presupporre alcune immagini postate sul web da diversi rivenditori. Restando proprio a quanto filtrato finora, secondo il noto leaker Evan Blass, Z Fold 3 potrebbe sfoggiare uno schermo da 7,2 pollici e un secondo display esterno da 6,2 pollici, con una fotocamera posteriore dotato di triplo sensore da 12 megapixel e obiettivo esterno per i selfie. Possibile che siano addirittura due i modelli di pennino disponibili (per Z Fold 3), anche se non sono chiari quali siano punti di forza e differenze. Profilo più compatto, invece, per Z Flip 3, con schermo da 6,7 pollici e uno esterno da 1,9 pollici e certificazione IPX8 per resistere ai liquidi.

Al di là di cosa mostrerà Samsung, va riconosciuto alla società coreana la volontà (per qualcuno una necessità) di spingere verso un'orizzonte innovativo - in questo caso partendo dal form-factor e dalle relative tecnologie da ottimizzare per l'utilizzo su dispositivi con schermi flessibili - perché pur continuando a macinare vendite (a livello globale anche grazie alla possibilità di sfruttare reti 5G) il settore sembra annaspare, con i produttori che continuano a investire tante risorse in ricerca e sviluppo a fronte, tuttavia, di progressi limitati perlopiù a migliorie tecniche, cioè a spingere un po' più in là elementi e funzionalità utili ma non certo determinanti da influire nella scelta di acquisto da parte dei clienti. Non che sia facile proporre soluzioni inedite, che oltre ai soldi necessitano di tempo per essere sviluppate, testate e affinate, però l'auspicio è che possa arrivare qualcosa di più sostanzioso rispetto all'aggiornamento del tempo di ricarica di una batteria o della frequenza di aggiornamento del display.

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