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Smartphone e tablet

I migliori smartwatch per l'estate 2020

Gli orologi evoluti tengono sotto controllo il battito cardiaco, il livello di stress, l'ossigenazione del sangue. Sanno persino dire dove allenarsi per rispettare le distanze. Sono un po' medici e un po' personal trainer. Ecco i più interessanti tra gli ultimi modelli

Mentre la pandemia flagellava i principali settori dell'elettronica di consumo, gli smartwatch non hanno sentito la morsa della crisi. Al contrario, hanno continuato a guadagnare terreno, a ritagliarsi spazio sui nostri polsi. Secondo i dati diffusi a inizio giugno dalla società di ricerca Strategy Analytics, il punto di riferimento per capire il mercato della tecnologia da polso, nel primo trimestre del 2020 le vendite globali sono cresciute in doppia cifra. Sono aumentate del 20 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, sfiorando quota 14 milioni di pezzi.

La ragione è intuibile: «Gli smartwatch sono stati usati per monitorare lo stato di salute e l'attività fisica durante il lockdown legato al virus» spiega l'analista Steven Waltzer. La loro innata versatilità li ha resi assistenti provetti in un presente di ipocondrie diffuse e derive da immobilismo forzato. Vogliamo sapere come stiamo, se è il caso di riposare o bruciare calorie? Loro lampeggiano e notificano sempre una qualche risposta.

SUUNTO 7

Grazie alle sue speciali mappe integrate, permette di trovare i percorsi più affollati ed evitarli, rispettando il distanziamento sociale quando ci si allena. A 479 euro.


A differenza degli orologi tradizionali, questi bracciali con lo schermo non si limitano a scandire il tempo. Lo razionalizzano, lo sezionano per ottimizzarlo: sono un po' dottori e un bel po' personal trainer. Tengono d'occhio il battito cardiaco e, senza vederci, scrutano il nostro respiro per registrare quanto dormiamo, invitandoci a farlo a dovere; ci aiutano ad allenarci con profitto quando stiamo per soccombere all'affanno. Non dobbiamo nemmeno dirgli qual è lo sport con cui ci siamo cimentati: lo riconoscono in autonomia e ne annotano distanze, frequenze, ripetizioni.

La loro ultima generazione ha stracciato quelle precedenti, si è adeguata alle urgenze dell'attualità. Ecco che la Suunto si è inventata la sua ricetta per far rispettare il distanziamento sociale tra gli atleti: le «Heatmaps», mappe di calore visibili sul quadrante, la cui intensità varia in base all'affollamento di strade e sentieri. Così si può scoprire quali sono i percorsi preferiti dai cercatori di sudore, per sceglierne di alternativi, orientarsi verso i meno battuti. E non vale solo per la corsa, ma anche per il ciclismo, la mountain bike, l'alpinismo, persino per le attività in spiaggia.

Huawei, oltre all'ultimo arrivato Watch GT 2e che lo integra di serie, ha aggiunto a vari dispositivi come il Band 4 e Band 4 Pro, il test del livello di saturazione di ossigeno nel sangue: basta un minuto per avere una stima di un parametro fondamentale per individuare se il nostro respiro si è fatto pericolosamente corto. Il che potrebbe essere uno dei segnali di Covid-19. Sia chiaro, il dato fornito dallo smartwatch non ha valenza medica né certezza scientifica, però può rappresentare un utile campanello d'allarme. Un segnale da approfondire. Anche Fitbit ha provveduto a integrare la funzione con un aggiornamento software progressivo per vari modelli.

Apple, che rimane la sovrana assoluta del mercato (supera il 55 per cento, significa che più di uno smartwatch su due venduto porta il marchio della mela), con il suo Watch Series 5, oltre ad auscultare i battiti di chi lo indossa per controllarne il ritmo cardiaco, sente pure l'ambiente circostante e ci avvisa qualora il rumore eccessivo possa danneggiare l'udito. Mentre Samsung, il secondo produttore in graduatoria, con il suo Watch Active2 misura persino lo stress, invitandoci a compiere esercizi di respirazione per recuperare la calma anziché rispondere male a chi ci sta intorno. Quanto a Garmin, che chiude il trio di testa, con il Venu sorveglia finanche l'idratazione dell'organismo e il ciclo mestruale, oltre a stimare il livello di energia del nostro corpo. Per dirci se è meglio schiacciare un pisolino o spossarci in una sessione di sport. E anche se non è del tutto vero, finiremo comunque per crederci.

Gli smartwarch, d'altronde, sono cari. Non in senso letterale (alcuni modelli non arrivano a 40 euro), ma per le attenzioni che ci rivolgono. Il quasi affetto che simulano. Ci incitano con premi e medagliette a camminare o faticare ancora un po', a non esagerare con i grassi, ad alzarci da quella maledetta sedia e fare un giro attorno al divano. Sviluppiamo l'assurdo desiderio di compiacerli, quantomeno è per il nostro bene.

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