Marco Morello
Smartphone e tablet

Terremoto nel mondo smartphone. Huawei primo produttore al mondo

Nel secondo trimestre dell'anno i cinesi hanno superato Samsung grazie alla ripresa dei consumi in Cina, mentre i coreani pagano la diffusione del virus in mercati strategici come Usa e Brasile. Apple si accontenta dei buoni risultati dell'iPhone Se 2020

Huawei è il primo produttore di smartphone al mondo, dopo aver scavalcato Samsung nel corso degli ultimi tre mesi. Il cambio al vertice è certificato da Canalys, principale società di analisti del settore tecnologico, rappresenta una impresa perché erano nove anni che nessuna azienda era riuscita a scalfire il primato di Samsung e Apple. E nel caso specifico, assume un significato ancora più grande perché da oltre un anno Huawei ha un margine d'azione limitato dal ban imposto, e più volte prolungato, dal governo statunitense, che vieta ai cinesi di chiudere affari con aziende americane, mentre negli ultimi tempi è tornato alla ribalta il contrasto Usa-Cina sul fronte 5G.

Samsung Galaxy Z Flip

Samsung


I numeri di un balzo sorprendente

Per mettere a fuoco il sorpasso, che concerne la distribuzione di smartphone da aprile a giugno 2020, servono i numeri: in questo periodo Huawei ha spedito 55,8 milioni di dispositivi, mentre Samsung ne ha piazzati 53,7 milioni. Cifre importanti, che tuttavia segnano un calo su base annua in entrambi i casi, con i cinesi che scendono del 5% e i coreani che registrano invece una discesa del 30%. Se il dettaglio in questione rientra nella pandemia che soprattutto nella sua prima fase, in momenti diversi ma su scala globale, ha frenato i consumi, il balzo di Huawei è ancora più sorprendente, perché lo stop deciso dal Dipartimento del Commercio a stelle e strisce ha impedito alla società di poter utilizzare i servizi di Google, bloccando in pratica le vendite in mercati come quelli europei (-27% le spedizioni all'estero nel secondo trimestre 2020) dove, a differenza di quanto accade in Asia, gli utenti sono legati a un'esperienza d'uso basata proprio su tante applicazioni di Big G. E nel discorso generale riguardo gli ultimi dodici mesi di Huawei va considerata anche la pressione esercitata dalla politica statunitense circa le reti di quinta generazione per la vicinanza della compagnia di Shenzhen al governo cinese e la minaccia rappresentata per la sicurezza nazionale, possibilità smentita più volte da Huawei, che però nelle ultime settimane ha registrato l'esclusione dai lavori per lo sviluppo della rete 5G da Regno Unito, Australia e Giappone.

Il fattore Cina

A fronte della limitata parabola estera, quindi, come si spiega la conquista del trono di Huawei? La risposta è la Cina, cioè le enormi dimensioni del mercato interno che, ripartito in primavera dopo la crisi tra fine 2019 e inizio 2020 dovuto al diffondersi del coronavirus, ha riscontrato una crescita dei consumi generalizzata, con Huawei che ha guadagnato un aumento delle spedizioni dell'8%. L'insieme dei mutamenti avvenuti nell'ultimo anno ha provocato uno stravolgimento delle vendite, con il significativo passaggio dall'equilibrio tra vendite in mercati internazionali e mercato domestico del giugno 2019 (51% contro 49%) al dominio del secondo sui primi (72% contro 28%) rilevato nelle scorse settimane proprio per le cause riportate sopra.

Samsung, il futuro è roseo

Lasciare il ruolo di battistrada non preoccupa troppo Samsung per due ragioni. In primo luogo, perché la differenza con Huawei sta, appunto, nel mercato cinese dove, con tanti grandi marchi popolari e in crescita anche in Europa, i coreani contano su una quota di mercato minima, e nella frenata dei consumi di mercati strategici e importanti come Stati Uniti, Brasile, India ed Europa (dove comunque Samsung è ancora il primo produttore). E proprio la discrepanza tra mercato locale e il resto del mondo di Huawei apre uno scenario positivo per Samsung: "Sarà difficile per Huawei mantenere la leadership, perché la forza nella sola Cina non sarà sufficiente per restare al vertici a lungo", ha spiegato Mo Jia, analista di Canalys. Senza dimenticare, inoltre, che tra pochi giorni Samsung lancerà il nuovo top di gamma per l'utenza business, il Galaxy Note 20, che al di là della pandemia resta lo smartphone di riferimento per i professionisti che scelgono Android.

L'iPhone economico spinge Apple

Poche ore fa Apple ha comunicato i conti del secondo trimestre che, come consueto, conta su una ottima prestazione degli iPhone. Dalla vendita dei vari modelli di smartphone sono arrivati 26,418 miliardi di dollari, 430 milioni di dollari in più rispetto al traguardo segnato nello stesso periodo dell'anno scorso. Da qualche tempo, su scala globale la compagnia di Cupertino non è al livello di Huawei e Samsung quanto ai volumi di vendita (del resto Apple conta su un modello a fronte dei molteplici proposti ogni anno dai competitor), e come sottolineato dal numero uno Tim Cook, nel secondo trimestre dell'anno è stato iPhone SE 2020 il più gettonato del lotto, anche e soprattutto per via del cartellino: 399 dollari (ma in Italia si parte da 499 euro per il modello da 64GB di memoria).

Ti potrebbe piacere anche
Video Divertenti

Cane che esulta per un goal

I più letti