Google ci avvisa via smartphone quando arriva un terremoto
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Google ci avvisa via smartphone quando arriva un terremoto
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Google ci avvisa via smartphone quando arriva un terremoto

Il programma Erthquake Alerts consentirà ai telefoni Android di allarmare gli utenti prima della scossa, con un anticipo che spazia da pochi secondi a un minuto. Quanto basta per salvare la vita

Gli smartphone Android ci avviseranno pochi secondi prima in caso di terremoti. La novità arriva grazie a un aggiornamento di Google che, se si rivelerà efficace, offrirà un sostanziale aiuto per cercare una via di fuga durante un evento sismico. Con particolare riferimento alle persone che si trovano più distanti dall'epicentro, per le quali sapere dell'imminente disastro naturale può significare salvarsi la vita. Già da anni zone e paesi più colpiti dalle scosse, su tutti Giappone, California, Florida e Messico, utilizzano un sistema di sensori per monitorare le onde sismiche e inviare avvisi al fine di ridurre i danni a persone ed edifici, ma con la mossa di Google è evidente che le informazioni potranno giungere a molte più persone, anche perché nel mondo 85 smartphone su 100 girano con sistema Android (nel complesso si parla di più di 2,5 miliardi di dispositivi).

Ma come funziona il sistema che consente a Big G di capire quanto accade e segnalare il pericolo? Considerando gli altri costi per realizzare un'infrastruttura pubblica in grado di rilevare e avvisare le persone sull'arrivo di un terremoto, la società di Mountain View ha avviato negli anni scorsi il programma Android Earthquake Alerts partendo dall'uso degli accelerometri "abbastanza sensibili per rilevare l'onda sismica P, primo effetto di un terremoto che precede la più pericolosa onda S", spiega Marc Stogaitis, ingegnere capo del programma nella nota condivisa sul blog aziendale. Da questo primo passaggio, il segnale viene spedito ai server di Google che, dopo aver valutato i dati di una moltitudine di telefoni per aver conferma del terremoto in corso, invia notifiche istantanee agli utenti Android. Secondo gli studi effettuati su vari eventi sismici accaduti più recenti, il team dedicato ha scoperto che l'azione degli accelerometri può garantire un preavviso che spazia da alcuni secondi a un minuto.

Il piano di Google è iniziare circoscrivendo l'area di interesse alla California, per poi espandersi e coprire altre zone nel corso del prossimo anno. E l'aggiornamento che consentirà di utilizzare la funzionalità arriverà su Google Pay, in modo da esser disponibile su un gran numero di dispositivi, con l'eccezione dei paesi, come la Cina, in cui il servizio è bloccato e di chi ha uno smartphone molto recente privo della suite di app Google. L'avvio sulla costa ovest statunitense non è un caso, poiché la California offre un sistema già oliato basato sui sismometri, ma anche l'Università di Berkeley, una delle più note al mondo, che da quattro anni lavora a MyShake, l'applicazione che miscela i dati dei sismografi con le informazioni ottenute dagli smartphone per giocare d'anticipo e allarmare i cittadini in caso di terremoto, con un raggio d'azione limitato al territorio locale. Un database importante che d'ora in poi si arricchirà dei dati ricavati da Android, così da affinare monitoraggio e rilevazioni (magari anche per valutare i falsi allarmi) e assicurare informazioni più precise in un ambiente dove le scosse sono un'abitudine e pochi secondi per la fuga fanno la differenza.

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