Apple pagherà 500 milioni di dollari per gli iPhone "rallentati"
iPhone 6S (Apple)
Apple pagherà 500 milioni di dollari per gli iPhone "rallentati"
Smartphone e tablet

Apple pagherà 500 milioni di dollari per gli iPhone "rallentati"

L'azienda californiana trova un accordo per risolvere la class action nata per le ridotte prestazioni dei dispositivi in seguito all'aggiornamento del sistema operativo

Apple pagherà 500 milioni di dollari per il rallentamento degli iPhone che negli Stati Uniti hanno provocato una class action contro l'azienda di Cupertino. L'accordo tra le parti è stato raggiunto venerdì scorso in un tribunale californiano e diventerà ufficiale dopo l'approvazione definitiva dello stesso palazzo di giustizia. La decisione premia, dunque, tutti i possessori di vecchi iPhone, costretti a fare i conti con un dispositivo che, perdendo velocità e reattività, ha spinto molti clienti all'acquisto di un nuovo modello. Dopo aver già in passato ammesso i rallentamenti degli iPhone, Apple ha patteggiato accettando di rimborsare chi ha avanzato la richiesta di class action tra il 2017 e il 2018.

Rimborsi: 25 dollari ai possessori di vecchi iPhone, 1.500 dollari ai membri della class action

Più nello specifico, a tutti i possessori degli iPhone interessati dal provvedimento (si parla dei modelli 6, 6 Plus, 6s, 6s Plus, 7, 7Plus o SE con sistema operativo iOS 10.2.1 o successivo e di iPhone 7 e 7 Plus con sistema operativo iOS 11.2 o successivo prima del 21 dicembre 2017) andranno 25 dollari a testa, cifra considerata "adeguata" dal pool di avvocati, mentre coloro che hanno sposato la causa in tribunale riceveranno un rimborso incluso nella forbice tra 1.500 e 3.500 dollari, con circa 90 milioni che finiranno invece nelle tasche del team legale. Nel complesso, perciò, Apple sborserà almeno 310 milioni di dollari, con l'incremento che dipenderà dal numero dei proprietari di iPhone che si presenteranno per ottenere i 25 dollari garantiti dall'accordo (con il massimo esborso che resta, comunque, pari a 500 milioni di dollari, perché se si supererà tale cifra, i possessori di iPhone dovranno accontentarsi di avere indietro meno di 25 dollari ciascuno).


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Il Batterygate

Come ricorderanno i più attenti, la diatriba deriva dal Batterygate, con la ridotta velocità del processore degli iPhone conseguenza dell'aggiornamento del sistema operativo che convinse molti clienti ad acquistare un nuovo modello per superare il problema, nonostante il rallentamento dei dispositivi sia stato operato in maniera intenzionale da Apple per conservare la durata della batteria. Ma la mancata comunicazione, "costrinse" gli affezionati utenti a rimettere mani al portafogli mentre, come riportato dai membri della class action, essendo a conoscenza dell'operato di Apple avrebbero optato per l'acquisto di una nuova batteria con una spesa assai minore in confronto a quella che hanno poi effettuato. La società californiana, però, uscì allo scoperto solo successivamente, cercando di farsi perdonare con la riduzione del prezzo delle batterie da 79 dollari a 29 dollari. L'accordo per frenare le proteste degli americani arriva dopo la multa di 25 milioni di euro rimediata in Francia e la sanzione da 10 milioni di euro inflitta dall'Antitrust nostrano, inflitte sempre per il mancato avviso sulle minori prestazioni degli iPhone generate dall'aggiornamento del software.

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