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(Ansa)
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Smartphone e tablet

I 5 flop tecnologici del 2020

Da Google a Facebook, passando per Uber, gli smartphone pieghevoli e il caso Cyberpunk 2077, ecco i progetti che avrebbero dovuto cambiare presente e futuro e che invece si sono rivelati un fallimento

L'anno che ci stiamo per lasciare alle spalle è già entrato nel grande libro della storia umana per la diffusione dell'emergenza sanitaria che ha sconvolto il mondo (è arrivata anche in Antartide, dove si contano per ora 36 positivi all'interno di una base cilena) e più difficilmente lascerà tracce indelebili per le novità tecnologiche, che ci sono state restando però lontane da quell'effetto wow, diventato un miraggio in un settore che procede per piccole evoluzioni e manca di rivoluzioni. Non che sia facile, intendiamoci. C'è chi ha provato a innovare, tra l'altro in uno dei settori più complesso come il ramo smartphone, chi invece mirava a trasformare in cielo in autostrade per velocizzare gli spostamenti cittadini. Ma pure chi aveva puntato tante fiches per realizzare una città del futuro; e che dire di un videogame atteso come il titolo dell'anno costretto a rimborsare parte dei clienti, perché l'esperienza di gioco si è rivelata disastrosa. Insieme a tanti nuovi gadget utili e affidabili, insomma, ecco cinque progetti ad alto tasso tecnologico che si sono rivelati dei fallimenti, assoluti o provvisori ma comunque flop.

Uber Elevate, il progetto dei taxi volanti tramonta, con la società che ha venduto la divisione

Uber



Gli smartphone pieghevoli

Se l'anno scorso si erano fatti attendere, annunciandosi e poi mancando in toto o quasi l'appuntamento, quest'anno i foldable sono arrivati. E hanno attirato le attenzioni che meritano, poiché si tratta del primo cambiamento sostanzioso di un oggetto destinato nel futuro prossimo ad abbandonare le tradizionali dimensioni per trasformarsi in un qualcosa di più flessibile e avvolgente. Samsung, Huawei e Motorola hanno mostrato al mondo i rispettivi, differenti, approcci, con i coreani che sono i più decisi a puntare sul nuovo form factor. Nonostante l'arrivo di vari modelli, per quest'anno i pieghevoli finiscono dietro la lavagna per la disponibilità limitata, che unita a prezzi importanti (dai 1.300 agli oltre 2.000 euro, d'altronde l'innovazione si paga) hanno conquistato pochi appassionati. Che restano perlopiù entusiasti di provare modelli innovativi, ma attendono il tempo (e le tasche) buono per farlo. Non bisogna essere Nostradamus per prevedere un futuro promettente per questa categoria di smartphone, che per ora, tuttavia, non ha rispettato le grandi premesse e promesse della vigilia.

La città del futuro di Google

Strade ricche di sensori per migliorare il funzionamento dei semafori e alleggerire la viabilità, marciapiedi riscaldati per favorire pedoni e ciclisti ma anche in grado di allargarsi e restringersi in base alle condizioni del traffico, con nuovi edifici in legno a caratterizzare un quartiere capace di ridurre dell'85% la produzione di gas serra rispetto al centro città. Queste erano sono una parte delle innovazioni inserite all'interno di "Idea district" (la prima parola sta per Innovative Development and Economic Acceleration), il progetto mirato a realizzare un pezzo della città del futuro che Sidewalk Labs, dipartimento di Alphabet, che è la holding che controlla Google e tutte le sue ramificazioni, puntava a costruire a Toronto. Un lavoro enorme che ha richiesto oltre 18 mesi solo per finalizzare il piano da presentare alle autorità cittadine e per il quale Big G era pronta a mettere sul piatto più di 900 milioni di euro, per favorire una serie di ricadute positive tra occupazione, entrate fiscali e turismo per la città canadese. Un programma troppo ottimistico, frutto tra l'altro di feroci critiche per l'utilizzo massivo delle tecnologie sviluppate a Mountain View e la conseguente raccolta di dati personali, che non ha retto alla furia del Coronavirus, con lo stesso Sidewalk Labs costretto ad alzare bandiera bianca lo scorso maggio: "L'incertezza economica senza precedenti rende il piano non sostenibile dal punto di vista finanziario". Resta da capire se il sipario sulla città del futuro sarà definitivo o solo passeggero.

I taxi volanti di Uber

Era in prima fila in una delle innovazioni col maggior potenziale per cambiare le nostre vita, nello specifico la modalità di spostamento in città, aggirando l'ostacolo del traffico su strada grazie ai taxi volanti. Uber ci credeva così tanto da aver messo in cantiere un progetto di ampio raggio, con una serie di accordi e partnership per trasformare i tetti di alcuni dei più noti edifici dei grandi centri statunitensi in eliporti (e Melbourne scelta come prima città internazionale), con i velivoli da prenotare tramite l'app del gruppo per voli che azzeravano i tempi di attesa. Si scrive tutto al passato perché pochi giorni fa Uber ha venduto la divisione Elevate - quella appunto dei taxi volanti guida autonoma - a Joby Aviation, startup che da un decennio sviluppa mezzi in grado di decollare e atterrare in verticale e conta su partner di livello come Toyota. Con i conti peggiorati dalla pandemia e la necessità di tagliare i rami secchi per guardare con fiducia al futuro (e al profitto, come voluto dagli investitori), la società californiana ha ceduto a stretto giro prima la divisione dedita allo sviluppo della guida autonoma, poi Elevate, mettendo la parola fine ai sogni di gloria per la conquista dei cieli.

Cyberpunk 2077

C'è una campana per la quale è il titolo dell'anno, c'è l'altra che invece non può sentirlo neppure nominarlo per la delusione che ha provocato. Difficile, quindi tirare le somme su Cyberpunk 2077, videogame da sballo se gira sulle console di nuova generazione ma disastroso con i modelli più vecchi. Chi ha una PlayStation 4 o una Xbox One, quindi, è meglio che si risparmi l'acquisto con inevitabile arrabbiatura perché, nonostante le patch correttive già rilasciate, la qualità grafica non è all'altezza e l'esperienza pessima. Un vortice di critiche e problemi che ha costretto lo sviluppatore Cd Projekt Red a rimborsare chi non fosse soddisfatto del gioco. Oltre a ciò, Sony ha rimosso Cyberpunk 2077 dal PlayStation Store, al contrario di Microsoft che ha scelto di estendere i rimborsi a chiunque ne faccia richiesta, senza però eliminare il videogame dallo store Xbox.

Hobbi, l'app di Facebook ispirata a Pinterest

Lanciato a febbraio e tramontato a inizio luglio, la parabola di Hobbi è stata rapida quanto fallimentare. Non che sia un grande problema per Facebook, abituata a testare in un limitato numeri di mercati (in questo caso Stati Uniti, Spagna, Belgio, Ucraina e Colombia) le novità che potrebbero trovare uno spazio definitivo sulla piattaforma. E così l'app ideata per consentire agli utenti di collezionare e condividere immagini e video su attività e passatempi preferiti, ricalcando in modo chiaro lo spirito e in parte la struttura di Pinterest, è finita nel dimenticatoio poiché incapace di suscitare l'interesse del popolo social: i numeri al riguardo sono tremendi, con neanche 10mila download registrati negli Usa.

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