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Tecnologia

Servizio civile digitale: colmare il gap tecnologico con il volontariato

Al via il primo bando per mille giovani e 40 enti, c'è tempo fino al 29 luglio

Il Servizio Civile Digitale, avviato quest'anno in forma sperimentale, è stato incluso anche nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza come una delle azioni strategiche per le competenze digitali. Inserito anche nel programma NextGenerationEU "Reskill and Upskill", il governo ha deciso di estenderlo e ampliarlo nel triennio 2021-2023.

Il progetto ha l'obiettivo di far crescere le competenze digitali della popolazione e incentivare l'uso dei servizi pubblici online. Saranno 1000 gli operatori volontari che verranno formati e opereranno con il ruolo di "facilitatori digitali" nell'ambito dei progetti presentati dagli Enti del Servizio Civile Universale.

I giovani potranno favorire, con il loro operato, l'uso consapevole e responsabile delle nuove tecnologie, promuovendo il pieno godimento dei diritti di cittadinanza attiva da parte di tutti. Al termine del servizio, gli operatori volontari potranno anche veder riconosciute, tramite una specifica certificazione, le competenze digitali acquisite.

L'intervento coinvolgerà diverse strutture su tutto il territorio nazionale. Il primo avviso, già pubblicato, permetterà a 40 Enti iscritti all'albo di servizio civile universale di presentare programmi di intervento specifici e progetti che andranno a coinvolgere i ragazzi. La scadenza prevista per la consegna delle proposte è fissata per il prossimo 29 luglio.

L'iniziativa è una delle azioni per lo sviluppo delle competenze digitali di base previste dai Ministri per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone, e dell'Innovazione tecnologica e della Transizione Digitale, Vittorio Colao.

Proprio il Ministro Colao ha sottolineato come «l'obiettivo dell'Italia è colmare il divario di competenze con almeno il 70% di popolazione digitalmente abile entro il 2026. Non possiamo trascurare il capitale umano, abbiamo il dovere di rafforzare e incoraggiare le competenze perché grazie al digitale possiamo costruire una società più moderna e inclusiva».

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