Il futuro della sanità per gli anziani passa da realtà virtuale e assistenti vocali
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Il futuro della sanità per gli anziani passa da realtà virtuale e assistenti vocali
Tecnologia

Il futuro della sanità per gli anziani passa da realtà virtuale e assistenti vocali

Le sperimentazioni delle nuove tecnologie al servizio degli anziani fanno ben sperare: riduzione dell'ansia, rimedi contro la solitudine e uno stimolo per comunicare con gli altri sono alcuni degli aspetti positivi emersi con gli studi sul campo

Associate sempre a divertenti passatempi e alla semplificazione di varie attività quotidiane, realtà virtuale e assistenti vocali si stanno rivelando due alternative valide ed efficaci in ambito sanitario per combattere dolori fisici e psicologici poiché, oltre a fornire sostegno contro la sofferenza in certe zone del corpo, rappresentano un rimedio contro la solitudine e, in determinati contesti, emergono pure come soluzioni capaci di ridurre l'ansia che spesso attanaglia i senior colpiti da acciacchi più o meno debilitanti.

Più benessere e voglia di comunicare con gli altri grazie agli assistenti vocali

Una delle ultime testimonianze a supporto della tesi arriva dal progetto Voice4Health, realizzato dal Centro di ricerca dell'Università Cattolica EngageMinds HUB in collaborazione con Datawizard, che ha condotto una ricerca su 60 uomini e donne tra i 65 e gli 80 anni, andando a verificare stati d'animo, azioni e umori in quattro momenti differenti prima e dopo la sperimentazione, basata sull'utilizzo di un dispositivo Alexa ricevuto per l'occasione e mai usato dai partecipanti fino ad allora, per capire quale impatto potesse avere su di loro l’utilizzo di un assistente vocale. Dalle risposte fornite dai protagonisti emerge che tre persone su quattro hanno percepito un miglioramento del proprio benessere, in chiave generale e dal punto di vista emotivo e relazionale, collegato a una riduzione dello stress psicologico.

«Dal punto di vista emotivo – spiega la ricercatrice della Cattolica Serena Barello – il 52% degli intervistati ha dichiarato di aver mantenuto un elevato stato di benessere anche nelle settimane successive alla sperimentazione. Ma di tutto rilievo è stato anche l’impatto sulle relazioni sociali – prosegue Barello – perché dopo la sperimentazione, ben il 62% degli intervistati ha avuto la sensazione di sentirsi meno solo e il 98% ha espresso una maggior volontà di comunicare con altre persone mediante le nuove tecnologie».

Si tratta solo di un primo passo, con la sperimentazione che dovrà essere consolidata con studi randomizzati e su un campione più vasto, tuttavia i segnali positivi riguardo la facilità d'uso dell'assistente vocale rappresenta una chiave di lettura importante in proiezione futura, perché ricorrendo soltanto all'uso della voce si può impostare un promemoria, riprodurre musiche e video, ascoltare notizie e rimanere in contatto con parenti e amici. Tutti aspetti preminenti per gli anziani, ancor più per chi si trova a trascorrere tanti momenti in solitudine; non a caso, il concetto del dispositivo considerato come elemento di compagnia è stato il più evidenziato dai partecipanti allo studio. «Abbiamo registrato dati molto significativi e i risultati di Voice4health sono la conferma di un quadro abbastanza chiaro: nei prossimi 2-3 anni le tecnologie digitali avranno un impatto decisivo sulla cosiddetta 'Silver Economy'», dichiara Riccardo Emmolo, Digital Stategist di Datawizard, società di consulenza sulla salute digitale che ha progettato e realizzato l'esperimento assieme ad EngageMinds HUB.

La realtà virtuale come soluzione contro stress e infortuni

Sempre ancora in fase preliminare ma già utilizzati in più tentativi, anche i visori per la realtà aumentata possono garantire un aiuto concreto ai senior, specie per la gestione del dolore e la riduzione dello stress. Il National Health Service, servizio sanitario nazionale del Regno Unito, l'ha testato in diversi programmi terapeutici, definendo le tecnologie immersive promettenti e con il potenziale per trasformare l'assistenza sanitaria. Anche perché permette di viaggiare con la mente e sperimentare ambienti differenti, con le esperienze che permettono di cancellare certe barriere che limitano movimenti e possibilità dei pazienti. "Non sono in grado di camminare ma con la realtà virtuale mi sento leggera e posso muovermi nello spazio o nel mare (l'ambientazione dipende dal tipo di esperienza che si prova, nda), e in questo modo riduco l'ansia", ha spiegato una paziente che ha sperimentato il kit di realtà virtuale messo a disposizione dall'NHS, che utilizzando questi ultimi per trattare dolore e fobie ha stimato di poter risparmiare fino a 2,3 milioni di euro all'anno.

La diffusione della realtà virtuale in progetti dedicati agli anziani non è una novità assoluta. Tenendo a mente possibili problematiche legate all'affaticamento e alle sensazioni di nausea generate perlopiù in chi si avvicina per la prima volta ai visori e chi si diletta con sessioni prolungate nel tempo, un altro esempio che connette realtà virtuale e sanità si trova presso il Medical Treviso, centro riabilitativo che ha messo a punto un percorso diagnostico per il recupero delle funzionalità motorie che include anche le ultime tecnologie. Protagonista è il sistema Khymeia Virtual Reality Rehabilitation, che prevede una serie di sensori applicati sul corpo del paziente, mentre il suo avatar proiettato su un grande schermo fornisce ai medici una dettagliata ricostruzione del corpo e delle condizioni fisiche, consentendo agli specialisti di intervenire e suggerire un percorso di recupero personalizzato.

Frutto di un'alleanza internazionale è CoCare, progetto cofinanziato a livello italiano dal Ministero della Salute, mirato a valorizzare esercizi in realtà virtuale per la riabilitazione geriatrica. Insieme all'IRCCS Fondazione Don Gnocchi nell'iniziativa sono coinvolti l'ETH Zurigo, i ciprioti di Agecare Limited e l'azienda elvatica Dividat AG, con l'obiettivo di attuare una riabilitazione supportata dalla tecnologia che, specifica la Fondazione, "consente al paziente di mantenere il contatto umano con il fisioterapista, godendo inoltre del beneficio motivazionale legato al fatto che gli esercizi sono presentati sotto forma di giochi che danno feedback e gratificazioni in tempo reale", ricordando che un sistema simile "permette una più efficace rilevazione dei parametri e un’oggettiva valutazione dei risultati dei trattamenti". Avviato lo scorso maggio con una durata di 30 mesi, la sperimentazione interesserà 180 anziani (80 useranno l’ecosistema CoCare, l'altra metà seguirà invece metodi tradizionali) e punta a realizzare un ecosistema innovativo da utilizzare nei centri geriatrici, come pure a domicilio, per la valutazione delle funzionalità dei pazienti anziani e la loro riabilitazione grazie a esercizi personalizzati che integrano componenti fisiche e cognitive.

Siamo solo all'inizio, con percorsi e protocolli che richiedono maggiori approfondimenti, però è evidente che le condizioni per aprire una nuova frontiera per l'assistenza terapeutica degli anziani, basata sullo sviluppo di tecniche legate alle nuove tecnologie, sia una realtà che sta gradualmente prendendo forma e sostanza.

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