shopping-online
Unsplash
shopping-online
Tecnologia

Tanti acquisti ma poca convenienza, il Black Friday non sfonda

Le promozioni anticipate, la spesa media più limitata e la mancanza di affari riducono l'effetto dell'appuntamento, che per gli italiani resta comunque un'occasione per soddisfare desideri hi-tech

Bene ma non benissimo, tanti sconti ma pochi affari da urlo. Si può sintetizzare così la lunga maratona del Black Friday, uno degli appuntamenti più attesi dell'anno da acquirenti e rivenditori. A forza di allungare il periodo di promozioni, inizialmente concentrato nel fine settimana aperto dal quarto venerdì di novembre, le offerte reali sono sempre più diluite, con un effetto accentuato quest'anno (e probabilmente pure il prossimo), dovuto alla scarsità di materie prime che, con le festività natalizie alle porte e l'obbligo di mantenere scorte in magazzino, ha ridotto quasi a zero le possibilità di scuotere il mercato con occasioni d'oro.

Il ragionamento vale soprattutto confrontando la stagione degli sconti con quelle degli anni scorsi, guardando anche alla maggiore attenzione degli italiani alle offerte o presunte tali, poiché l'abitudine a comprare online e il focus su determinati prodotti spinto da un budget medio più sgonfio rispetto al passato, ha generato un monitoraggio dei prezzi che ha portato ad acquisti in parte più consapevoli, in parte rinviati. Su quest'ultimo punto conta pure la ritrovata voglia e possibilità di shopping nei punti vendita, concetto che va al di là del Black Friday, tanto che secondo un'analisi Coldiretti/Censis circoscritta tuttavia al commercio al dettaglio, lo scorso ottobre è arrivato il primo calo delle vendite online negli ultimi cinque anni (-3,7%), nonostante i timori per l'aumento dei contagi da Covid-19. Una tendenza confermata nella settimana del venerdì nero, in particolare per il mercato tecnologico, con code diffuse in molti punti vendita e non solo nelle catene dei marchi più popolari e presenti in maniera capillare sul territorio.

GfK

Nella settimana di maggior interesse, 22-28 novembre, il comparto tech in Italia ha registrato un incremento di valore del 6% rispetto all'anno scorso. Un dato che, proprio in virtù dell'anticipo delle promozioni, indica quanto alta sia l'attenzione e la voglia per accaparrarsi i dispositivi elettronici nei giorni principali dedicati agli sconti. A certificarlo sono le rilevazioni effettuate da Growth from Knowledge (meglio nota come GfK) sul Panel Weekly, con dati basati sul sell-out delle principali insegne online e offline attive sul mercato che, considerando i 25 prodotti prodotti tecnologici più importanti, in sette giorni ha generato un controvalore pari a 492 milioni di euro. Un dato prevedibile ma comunque rilevante per le cifre in questione riguarda l'incremento delle vendite del 116% nella settimana del Black Friday rispetto al valore della settimana media del resto dell'anno, mentre l'impatto delle vendite online ha contribuito al 32,7% del fatturato complessivo di tutti i prodotti hi-tech.

Guardando alle classifiche di gradimento e ricerca, quello degli smartphone resta il comparto che fattura di più (124 milioni di euro), davanti alle TV, con il cambio agevolato anche dal Bonus Rottamazione legato allo Switch-off (107 milioni di euro) e ai PC portatili a chiudere il podio (53 milioni di euro). In termini di migliori performance, gli acquisti hanno premiato i grandi elettrodomestici (+16%), mentre più distaccati sono i comparti informatica e ufficio (5%) ed elettronica di consumo (4%). Restringendo il campo alle categorie, infine, nel confronto col 2020, la crescita più netta ha premiato i condizionatori (+44%), seguiti da dispositivi indossabili (+41%), asciugatrici (+32%) e sistemi audio (+23%, grazie anche alle richieste in aumento degli assistenti vocali).

Con la settimana del Black Friday che è diventata per una buona parte del pubblico l'occasione per anticipare i regali di Natale sfruttando, appunto, le promozioni in serie, sarà impossibile raggiungere risultati simili nell'ultima settimana prima delle festività. Anche perché a pesare è soprattutto la cosiddetta crisi dei semiconduttori, che si traduce in problemi di approvvigionamento, minore disponibilità di prodotti e stime di vendita al ribasso per le aziende (uno dei casi più eclatanti è Nintendo, che nel trimestre luglio-settembre ha spedito 3,83 milioni di Switch, rispetto ai 6,86 milioni di unità spedite nello stesso periodo dell'anno scorso). Per questo non bisognerà sorprendersi di fronte agli stessi prodotti proposti a prezzi più alti del recente passato.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti