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Pagamenti senza contatto, gli alleati inaspettati della Fase 2

Usare carte di credito con il chip e smartphone per saldare il conto è molto più sicuro dei contanti. E tra i nuovi strumenti ci sono anche link e social network. Che possono far decollare il meccanismo pure per le piccole transazioni

«Da sempre sosteniamo la maggior sicurezza rispetto al contante, ma certo non avremmo mai pensato che questo potesse valere anche in ambito sanitario». Enrico Trovati, direttore Merchant Services & Solutions di Nexi, azienda punto di riferimento dei pagamenti digitali in Italia, è consapevole di quanto carte di credito con il chip di serie e smartphone che fanno le veci delle banconote possano essere utili nella Fase due. Come già lo sono stati nel decollo dell'e-commerce durante il lockdown.

Se dobbiamo mantenere il distanziamento sociale, se l'igiene deve essere messa al primo posto, allora i pagamenti contactless, che funzionano avvicinando carta o telefono a un lettore senza appoggiarlo sopra, sono da preferire e favorire rispetto allo scambiarsi contanti. Tanto per i grandi importi, quanto per le piccole transazioni, come un caffè o un giornale. All'estero è già prassi uscire senza un euro in tasca, da noi potrebbe essere l'occasione giusta per provarci.

Possiamo aspettarci nella fase due un calo dei pagamenti in contanti e un aumento di quelli digitali? Pensa che sarà una prova di maturità anche per le piccole transazioni?

È evidente come questa fase stia profondamente incidendo sulle nostre abitudini, cambiandole anche in maniera piuttosto radicale. La chiusura degli esercizi commerciali e il confinamento domestico stanno facendo emergere una spinta rilevante sul fronte della fruizione dei servizi digitali, inclusi quelli di pagamento. Molti di noi, infatti, si trovano a utilizzare strumenti digitali che non avrebbero mai pensato di usare prima: pensiamo a quanti nonni, genitori, hanno scoperto i sistemi di videochat per parlare con i propri cari e a quanti, a causa del lockdown, hanno fatto il loro primo acquisto online. La tecnologia semplifica la vita e chi in questo momento sta utilizzando i pagamenti digitali non rinuncerà a questa semplificazione, a prescindere dall'importo della transazione.

Come i pagamenti digitali possono facilitare il distanziamento sociale? In quali momenti il pagamento contactless può diventare un argine per il coronavirus?

Oltre alla semplicità che le ho citato, gli altri due elementi che caratterizzano i pagamenti digitali sono proprio la sicurezza e la velocità. Il contante prevede inevitabilmente il passaggio di mano in mano delle banconote piuttosto che delle monete, mentre con i pagamenti digitali i contatti sono praticamente limitati se non del tutto annullati nel caso di quelli contactless: come dice la parola stessa, «senza contatto». Il cliente prende la carta o il cellulare, li avvicina al POS e il pagamento è fatto. Ma c'è di più, per sostenere i piccoli commercianti che non hanno un loro sito di e-commerce, e che in questo momento hanno l'esigenza di vendere a distanza, abbiamo lanciato «Pay By Link». Anche in questo caso il nome dice tutto: è un nuovo servizio molto semplice che consente all'esercente di inviare al cliente un link via mail, sms o tramite i canali social, e quest'ultimo non deve far altro che cliccarci sopra ed inserire i dati di pagamento. Tutti casi nei quali il distanziamento è garantito, cosa impensabile con il cash.

Tornando alla fase della quarantena, ci sono dati o evidenze su come sono cambiate le abitudini di consumo e come si sono riflesse sui pagamenti?

Dai dati di queste ultime settimane, a parte un inevitabile calo dei consumi e delle spese, si notano due trend: il primo spinto riguarda i piccoli esercenti che si sono trovati nella condizione di doversi affacciare al commercio elettronico per garantirsi delle entrate e che hanno chiaramente compreso come questo tema rimarrà rilevante anche dopo la fase acuta dalla crisi; il secondo riguarda i consumatori che hanno fortemente aumentato l'utilizzo di pagamenti digitali in modalità contactless o tramite mobile payments caricando i dati della carta sul proprio smartphone. Aggiungo che un'indagine BVA Doxa ha evidenziato che 35 persone su 100, durante la pandemia, hanno dichiarato di aver usato di più la carta di credito anche per saldare somme sotto i 20 euro: questo potrebbe comportare un aumento, per il futuro, dei pagamenti digitali anche per le piccole spese.

trovati-nexi Enrico Trovati, direttore Merchant Services & Solutions di Nexi

Anche i social network potranno avere un ruolo? Per esempio, per incassare a distanza senza disporre di un sito di e-commerce?

Certo, anche i social. È evidente che in un momento in cui le attività commerciali sono chiuse, tutto ciò che è legato alle vendite a distanza rappresenta una valida alternativa per i merchant e per i cittadini: e-commerce in primis, ma anche social commerce.

Come Nexi, quali iniziative avete messo in campo per favorire in questo passaggio esercenti e professionisti?

La diffusione dei pagamenti digitali è la nostra missione, abbiamo soluzioni per liberi professionisti, le imprese, gli esercenti, i cittadini. In questo particolare periodo, abbiamo messo in campo tre iniziative ad hoc per supportare partite iva e negozianti. Nello specifico: Pay By Link, di cui ho parlato prima, pensato per gli esercenti che già dispongono di un POS fisico ma non di un sito e-commerce. Nexi Welcome, ideale per chi accetta pagamenti digitali in maniera sporadica: garantisce, infatti, di usufruire del Mobile POS a canone zero. Infine, fino a fine dicembre abbiamo deciso di rinunciare agli incassi derivanti dalle commissioni per i pagamenti sotto i 10 euro, rimborsando quelli effettuati con carte di pagamento dei Circuiti Visa, Mastercard e Pagobancomat.

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