L'ospitalità riparte dalla formazione e dalla tecnologia
(Les Roches)
L'ospitalità riparte dalla formazione e dalla tecnologia
Tecnologia

L'ospitalità riparte dalla formazione e dalla tecnologia

Nei centri di eccellenza svizzeri di Les Roches e Glion, gli open day si fanno con la realtà virtuale e ad ottobre parte il primo master dedicato all'ospitalità e alla digital trasfromation

Il settore del turismo e dell'ospitalità è stato uno di quelli più colpiti dalla pandemia di coronavirus ed è anche tra quelli che necessiteranno di maggiore tempo per tornare alla normalità. La situazione inattesa che ha condizionato il comparto ha però evidenziato alcune mancanze e una certa impreparazione nel gestire l'emergenza. A parte grandi gruppi e qualche protagonista virtuoso, l'ambito dell'hotellerie e della ristorazione soffre infatti spesso della mancanza di una adeguata preparazione manageriale e gestionale, almeno in Italia.

(Les Roches)


Non solo le piccole realtà a conduzione familiare ma anche iniziative più robuste a volte pagano lo scotto di non avere alle spalle una formazione specifica, che solo in minima parte viene offerta dagli istituti alberghieri. Esistono però centri di eccellenza che puntano a formare i futuri manager dell'accoglienza proprio con l'obiettivo di prepararsi a un mercato sempre più difficile, competitivo e con una forte necessità di rinnovamento.

Tra questi centri ci sono le scuole di alta formazione di Les Roches e Glion, in Svizzera, due tra i più rinomati Istituti al mondo specializzati proprio in questo ambito. Per conoscere le attività di queste "università" dell'hotellerie abbiamo seguito un tour virtuale all'interno del campus. Tutti gli anni queste scuole organizzano dei veri e propri Open Day per far conoscere la loro offerta a ragazzi provenienti da tutto il mondo, ma l'epidemia di Covid-19 ha costretto le strutture a riprogettare questo tipo di eventi.

«Per poter garantire la massima sicurezza di tutti, personale e visitatori, quest'anno non è stato possibile organizzare i tour di persona, ma abbiamo deciso di trasformare questo limite in una opportunità», ci dice Mario Sgarella Head of Marketing Les Roches Global Hospitality Education. «In pochissimo tempo abbiamo messo in piedi l'infrastruttura tecnologica per poter effettuare un open day virtuale, un percorso a distanza capace però di far esplorare alcune delle aree più significative del nostro campus, ma anche di percepire lo spirito che si respira nella nostra scuola».

Proprio come in un videogame, indossando anche dei visori per la realtà virtuale, gli studenti hanno la possibilità di essere guidati all'interno dell'Istituto accompagnati dagli avatar delle persone che in condizioni normali avrebbero incontrato di persona. Il tour che abbiamo fatto, riesce a trasferire sia il senso degli spazi del campus con gli edifici incastonati negli splenditi scenari montani di Crans Montana, sia la grande serietà dell'offerta formativa.

Proprio il sapiente mix tra esperienza teorica e sul campo, anche attraverso internship obbligatori per tutti gli studenti, è un po' "un marchio di fabbrica" di Les Roches e Glion ed uno degli elementi che gli Istituti intendono trasferire ai potenziali studenti che parteciperanno al virtual tour. «Ogni anno in media vengono ai nostri open day circa 3000 studenti, con questo nuovo sistema puntiamo a coinvolgerne molti di più facilitando l'accesso alle nostre strutture a tanti ragazzi interessati che si trovano in ogni parte del mondo», ci conferma Sgarella.

Presso le strutture svizzere di alta formazione sono presenti infatti studenti di oltre 100 nazionalità, a dimostrazione del blasone che Les Roches e Glion hanno conquistato nel tempo diventando assoluti centri di eccellenza. Il merito è anche della capacità di queste scuole di guardare sempre al futuro per rispondere in modo puntuale alle richieste del mercato. Non sorprende quindi che proprio Les Roches organizzerà a partire da ottobre il primo master in Hospitaly Strategy e Digital Trasformation.

«C'è una differenza sempre più ampia ed evidente tra le start up digitali che stanno cambiando il mondo del turismo e dell'ospitalità e le strutture più tradizionali», ci dice Scott Dahl, program director del master. «E necessario formare oggi quelle figure che possono unire questi due mondi apparentemente distanti, manager in grado non solo di conoscere la gestione di un hotel o di una catena di ristoranti, ma che conoscano gli aspetti dei data analytics, dell'online distribution, che si intendano di e-commerce e di molte altre materie del mondo digitale».

Il futuro di un settore così importante, soprattutto per l'Italia, appare chiaro che dipenda proprio da questa scommessa: traghettare il settore nell'era 4.0, un passaggio che non si può improvvisare e che passa necessariamente dalla formazione.

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