Lo smart working conquista il mondo dell'hotellerie con Daybreakhotels
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Lo smart working conquista il mondo dell'hotellerie con Daybreakhotels
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Lo smart working conquista il mondo dell'hotellerie con Daybreakhotels

La piattaforma online permette di prenotare oltre 5.000 strutture in Italia e nel mondo. «Le richieste dopo il lockdown sono cresciute del 500%» ha raccontato il fondatore.

L’emergenza sanitaria ha per sempre modificato le nostre abitudini. Lo smart working, fino a qualche anno fa un’utopia, è diventato l’unica soluzione possibile per milioni di lavoratori in giro per il mondo. «Entro il 2022, il 40% dei dipendenti opererà da remoto» ha raccontato Simon Botto che nel 2014 - ben prima dello scoppio della pandemia - aveva dato vita a daybreakhotels.com, una piattaforma che rende disponibili anche di giorno stanze e servizi di hotel di lusso in 16 paesi del mondo.

Daybreakhotels ha rivoluzionato il concetto stesso di hotel, puntando a massimizzare l’uso delle stanze e dei servizi, che diventano accessibili non solo per il pernottamento e non solo per i turisti, ma anche di giorno per i residenti delle città o per chi viaggia in giornata, sia per lavoro o per una «staycation». Oggi, mentre il mondo degli hotel affronta una crisi senza precedenti «con perdite di 100 milioni di euro al mese solo nel Bel Paese» come riferito dal presidente di Federalberghi Giuseppe Roscioli, molte strutture faticano a ripartire. Per far fronte a questa crisi e aiutare lavoratori e aziende a rispettare le nuove norme anti-Covid, Daybreakhotels.com ha deciso di rivoluzionare di nuovo il ruolo dell’hotel, trasformandolo in un luogo di lavoro agile. Abbiamo chiesto al fondatore Simon Botto di raccontarci il suo progetto - oggi il primo canale esecutivo per hotel - in tutte le sue sfaccettature.

Come nasce daybreakhotels.com?

«Nasce da una sfida: rivoluzionare il concetto dell’hotel, rendendolo uno spazio in grado di trasformarsi in ciò di cui il cliente ha bisogno. Avendo giocato a pallanuoto per tanti anni, ho avuto molte esperienze in albergo come cliente diurno. Arrivavamo il giorno della partita, facevamo uno spuntino, ci riposavamo e magari sfruttavamo i servizi come palestra o piscina, poi la sera tornavamo a casa dopo aver giocato».

Chi è il vostro cliente tipo?

«Si dividono principalmente in due tipologie: il cliente business e quello che cerca un momento di relax. I primi sono quelli che viaggiano molto per riunioni e hanno bisogno di un luogo di appoggio, per questo motivo siamo partner di alcune società come Mastercard e Trenitalia. I secondi sono più interessati ai servizi della struttura alberghiera: palestra, spa, ristorante».

Come è cambiata questa formula nel periodo del lockdown?

«Le maggiori richieste sono per lo smart working. Durante il lockdown abbiamo registrato un aumento delle ricerche pari al 300%. Un numero che ha raggiunto il più 500% nell’ultimo mese. Proprio per questo motivo abbiamo inserito soluzioni a medio e lungo termine per i nostri clienti e per le aziende con cui stiamo stringendo accordi. Una stanza può essere prenotata per un giorno, una settimana o anche un mese».

Perché scegliere Daybreakhotels invece di un ufficio o una postazione co-working?

«Gli alberghi offrono qualcosa in più di un semplice desk e una connessione internet veloce. Dopo i due mesi di lockdown, abbiamo notato che i nostri clienti prediligono alberghi con piscine, giardini e ristoranti all’aperto. C’è un bisogno di stare a contatto col mondo esterno. Inoltre, da un punto di vista meramente economico, scegliere una stanza è molto più economico. Le nostre offerte partono dai 49 euro».

Quante realtà alberghiere hanno scelto Daybreakhotels?

«Ora siamo a 5.000 strutture ma è un numero in costante crescita. Di norma, in una struttura alberghiera il 60% delle stanze restano vuote, figuriamoci in questo periodo di crisi».

Simon Botto presenta Daybreakhotels

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