Flying-V è l'aereo del futuro che trasporterà i passeggeri nelle ali
Delft University
Flying-V è l'aereo del futuro che trasporterà i passeggeri nelle ali
Tecnologia

Flying-V è l'aereo del futuro che trasporterà i passeggeri nelle ali

Primo volo dimostrativo per il velivolo dal design inedito che punta a voli più sostenibili con risparmio di costi e carburante. E intanto dal Giappone agli Usa si fanno largo i taxi volanti per gli spostamenti urbani

C'è tanto traffico sui cieli e sempre più dovrebbe essercene a breve, non solo perché le compagnie aeree stanno riprendendo a riempire i voli dopo la forte crisi patita durante il lockdown, ma anche perché velivoli ancora inediti decolleranno in tutto il mondo. Per quest'ultimo scenario bisognerà pazientare ancora un po', poiché quando si punta a sviluppare tecnologie innovative servono tantissimi test per dimostrare sicurezza e possibilità di utilizzo su ampia scala.

Flying-V, il velivolo che colloca i passeggeri nelle ali

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Questo è il percorso seguito da Flying-V, l'aereo a forma di V che, oltre a ricordare la chitarra elettrica Gibson, ha l'ambizione di mutare i voli commerciali con un modello dal design originale in grado di solcare i cieli risparmiando fino al 20% del carburante utilizzato finora dall'Airbus A350-900, l'attuale riferimento per i voli di linea. Nata dall'intuizione dello studente Justus Benad ripresa e sviluppata dai ricercatori dell'Università tecnologia di Delft, nei Paesi Bassi, il velivolo colpisce per la collocazione dei sedili per i passeggeri, della stiva e dei serbatoi nelle ali, con la carlinga più piccola che permetterà di ridurre il consumo di carburante. Finanziato dalla compagnia olandese KLM per migliorare l'efficienza e la sostenibilità ambientale dei viaggi aerei (quindi anche minori costi), Flying-V dovrebbe trasportare fino a 314 passeggeri, contando su una apertura alare di 65 metri e una lunghezza di 55 metri.

Dopo i test nella galleria del vento, il primo passo per portare a compimento l'innovazione è stato il volo dimostrativo avvenuto nei giorni scorsi in una base aerea tedesca con un modello in scala lungo poco meno di 3 metri, pesante 22,5 chilogrammi e con l'apertura alare di 3 metri. Per quanto lontano dall'assetto finale, il primo decollo guidato via drone dal pilota Nando var Arnhem ed effettuato sotto l'occhio vigile di un team di Airbus si è rivelato utile per vedere l'effetto pratico di quanto ipotizzato dai ricercatori e ottenere una serie di dati utili per apportare migliorie sulle varie manovre, a partire dalla partenza alla velocità di 80 km/h e qualche incertezza nella fase di atterraggio, anche se nel complesso è stato valutato un buon esordio.

Le mire di KLM è trovare alternative valide e sostenibili perché la necessità di una maggiore efficienza energetica cozza con la possibilità di affidarsi a una flotta interamente elettrica, con velivoli troppo pesanti non in grado di trasportare persone da una sponda all'altra dell'Oceano Atlantico. E la possibilità che la via elettrica possa soddisfare i luoghi voli di linea passa, intanto, dall'opportunità di sfruttare la propulsione green come alternativa valida per gli spostamenti di corto raggio. Intendiamoci, il futuro aerospaziale e quello dei taxi volanti segue per ovvi motivi direzioni differenti, tuttavia questi ultimi sembra possano davvero emergere entro i prossimi anni come mezzo ideale per muoversi in città evitando il traffico su gomma.

Non c'è ancora un mercato perché non ci sono strutture, anche se EHang promette di battezzare presto il primo eliporto per aeromobili in Cina, ma il fermento è tanto e riguarda molti produttori. Uber è stato tra i primissimi ad avviare i lavori per il suo taxi dei cieli, rafforzando il progetto Uber Air con la collaborazione di Hyundai (cui spetta costruire il velivolo da utilizzare mediante l'app dell'azienda statunitense, come succede già per i viaggi in auto, biciclette e monopattini) per mettere a punto un mezzo elettrico in grado di decollare e atterrare in verticale, volare a 600 metri di altitudine e dotato di un'autonomia da 100 chilometri. L'obiettivo è debuttare a Dallas, Los Angeles e Melbourne entro il 2023, stesso anno sulla tabella di marcia di SkyDrive con il suo SD-03 che due settimane fa ha completato il primo volo di prova.

Nel Toyota Test Field si è alzata in volo la macchina volante con equipaggio a bordo, con il pilota che ha toccato i 3 metri di altezza per un test durato quattro minuti. Supportato dal governo giapponese che vuole trovare un'alternativa efficace per alleggerire la viabilità sulle strade dei grandi centri (Tokyo e Osaka su tutti), il progetto ruota attorno al velivolo lungo e largo quattro metri, dotato di otto motori per evitare problemi anche in caso di emergenza. L'obiettivo della società nipponica è migliorare velocità, autonomia e sicurezza del mezzo per venderlo ai privati interessati a fornire il servizio di trasporto a un costo che oscilla tra i 300.000 e i 500.000 dollari. Prezzi importanti per un futuro tutto da scrivere, specie a livello normativo, di una frontiera che continua ad attirare l'interesse di vecchie e nuove realtà di settore: tanto che gli analisti si attendono un successo su larga scala, con un giro di affare globali che potrebbe sfiorare i 3 trilioni di dollari entro i prossimi due decenni.

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