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Fibra ottica e 5g: la ricetta per affrontare il dopo emergenza

Con un aumento del 30% delle connessioni fisse e del 40% di quelle mobili, Vodafone ha sottolineato la necessità di investire sulla rete. Mai stata così importante a livello strategico.

L’emergenza sanitaria e il conseguente lockdown hanno portato a un aumento di traffico dati che, nel corso di due mesi, ha messo alla prova le reti internet italiane. Lo scorso marzo la Commissione europea ha persino avanzato una richiesta alle piattaforme di streaming, alle compagnie telefoniche e agli utenti per «l’adozione di misure per garantire il corretto funzionamento di internet durante la battaglia contro la propagazione del virus». Netflix e Youtube hanno risposto alla richiesta riducendo la loro qualità di streaming video di circa il 25% e così anche le maggiori compagnie telefoniche hanno messo alla prova i loro algoritmi per la gestione del traffico.

Parlando di numeri, nelle prime settimane di lockdown, il traffico voce e dati ha registrato un aumento del 30% per le richieste di connessione alla rete fissa e del 40% per la rete mobile. Le reti Vodafone hanno così dovuto avviare una serie di interventi per rafforzare l’infrastruttura di rete e permettere l’assorbimento delle richieste di traffico e una gestione fluida delle connessioni. Attraverso l’utilizzo di sistemi automatici, Vodafone è riuscita a intercettare le possibilità criticità e intervenire in maniera rapida, garantendo così la piena operatività delle reti in ogni momento. Grazie a queste soluzioni, le reti internet su linea fissa e mobile e le reti per il traffico voce sono riuscite a reggere senza interruzioni o cadute di segnale nel periodo di lockdown.

Rispetto al periodo pre-covid si è notato uno spostamento dei momenti di picco del traffico internet. Se prima dell’emergenza il traffico sulle reti domestiche era concentrato maggiormente nelle ore serali, nel periodo di lockdown le richieste di connessione si sono concentrate nella fascia oraria compresa tra le 9 e le 13 a causa dell’effetto combinato di smart working e didattica a distanza. I pomeriggi e le ore serali hanno visto invece un aumento (il traffico si è triplicato) dei servizi di gaming e di intrattenimento.

L’ingresso nella fase 2 agli inizi di maggio ha fatto rientrare solo marginalmente la domanda di traffico sulle reti fisse e mobili, per questo motivo Vodafone, durante la tavola rotonda «Costruire insieme internet del futuro» ha scelto di dare grande spazio all’importanza strategica delle reti e del loro conseguente sviluppo. Marco Zangani, Head of mobile access engineering di Vodafone, ha inoltre sottolineato come l’Italia si sia distinta per un aumento del traffico dati su rete mobile più sostenuto rispetto agli altri Paesi.

La crescita di questo tipo di connessione, concentrata nelle aree suburbane e rurali ha altresì evidenziato la necessità di rafforzare l’integrazione tra reti mobili e fisse con investimenti nel 5g e nelle reti Fwa, capaci di raggiungere le aree bianche e grigie del Paese e di superare il «digital divide». Questi investimenti permetteranno così di sfruttare tutte le possibili applicazioni delle reti a banda ultralarga: dalla telemedicina alle auto a guida autonoma.

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