Fase 2, la tecnologia a favore del distanziamento sociale
Fase 2, la tecnologia a favore del distanziamento sociale
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Fase 2, la tecnologia a favore del distanziamento sociale

Dallla napoletana MC sistemi, controlli discreti per il distanziamento in luoghi pubblici

Ciò che spesso dimentica chi ama la tecnologia è che nell'uso quotidiano non sempre la più recente delle innovazioni è la più opportuna. Spesso infatti meglio affidarsi a sistemi sperimentati e ben conosciuti, magari concentrandosi sulla possibilità di renderli fruibili a tutti. Ecco perché in un momento di proliferazione di applicazioni e software anti pandemia, troviamo interessante la proposta Smart Health Control della software house napoletana MC Sistemi (mcsistemi.net), che permette di contare le persone presenti in aree di pubblico interesse aiutando così le aziende a gestire l'affluenza della gente. Finalmente nulla di invasivo ma qualcosa utilizzabile negli uffici, nelle fabbriche, dentro ai centri commerciali e in occasione di eventi sportivi o di spettacolo.

«Bisogna prepararsi a ripartire perché ci troviamo davanti a una sfida epocale, dopo il reset sociale ed economico dobbiamo ripensare a nuovi schemi per poter tornare a vivere in sicurezza» ha dichiarato Michele Celone, Ad di MC Sistemi. E in effetti pensando che i prossimi decreti prevederanno alcune limitazioni alla presenza di più persone in taluni ambienti, la MC Sistemi ha affiancato la società Checkpoint Systems nel lancio sul mercato del suo prodotto.


Smart Health Control utilizza soltanto raggi infrarossi e agisce con due sotto sistemi: SmartOccupancy determina il numero di persone all'interno dell'ambiente misurando anche la distanza tra gli individui, mentre SmartTemperature rileva restando a distanza la temperatura corporea dei singoli soggetti. Entrambi hanno la funzione di tutelare sia lavoratori sia i clienti e sono pensati per il pubblico della grande distribuzione (supermercati, centri commerciali), industrie, piccole e medie attività commerciali, uffici pubblici, ospedali, fiere oppure eventi sportivi o di spettacolo. Il collegamento a un sistema che controlli gli accessi crea quindi un modo non invasivo per mantenere il numero di persone presenti in un locale al di sotto il numero massimo consentito indipendentemente dalle sue dimensioni. Ma niente registrazione di connotati e violazione della privacy, né tantomeno limitazioni personali.

La tecnologia a raggi infrarossi è ampiamente conosciuta e sperimentata già a partire dagli anni Cinquanta, e seppure sia nata per scopi militari oggi è utilizzata in una grande quantità di prodotti di largo consumo, dai termometri al telecomando delle televisioni, fino alla trasmissione dati mediante Bluetooh presente in ogni telefonino. L'Infrarosso è una piccola porzione delle frequenze emesse dal sole nello spettro elettromagnetico, esattamente come la luce, ma al contrario di questa, seppure venga percepita in parte dalla nostra pelle sotto forma di calore, non viene rilevata dagli occhi, esattamente come se questi fossero un ricevitore sintonizzato su altre frequenze, ovvero quelle che dal rosso arrivano al violetto. Ecco perché oltre questi ultimi si parla di ultravioletti, mentre prima del rosso c'è appunto infrarosso, peraltro a sua volta suddiviso in gamme. Nessun pericolo quindi nel suo utilizzo anche se si incrocia con lo sguardo il foto-emettitore presente nelle videocamere a raggi infrarossi, al contrario di quanto invece avviene con il laser, che in taluni casi può causare gravi danni all'occhio umano.

Dunque prossimamente entrando al supermercato o in un ufficio, al posto di un addetto vestito in tuta e maschera, potremo trovare ad attenderci qualche sensore silente e discreto che trasmette a un computer i parametri per mantenere il distanziamento fisico tra le persone. Certamente meglio dell'invasiva e inopportuna applicazione per il telefonino a sorvegliarci giorno e notte.

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