Congresso Stati Uniti Washington
(Ansa)
Congresso Stati Uniti Washington
Difesa e Aerospazio

Usa, dal Congresso via alla costruzione di armi «come in tempo di guerra»

Contratti da rispettare con Taiwan, promesse di armi a Kiev, mancanza di componenti e scorte nazionali finite mentre la Cina fa pressione nel Pacifico

Con la promessa di fornire armi a Taiwan e all’Ucraina, gli Usa non ne hanno abbastanza per la loro Marina e devono ricorrere a leggi speciali, come in tempo di guerra. Il Congresso degli Stati Uniti sta valutando l’invio di altre batterie di missili Patriot in Ucraina, mentre ha già preso la decisione di stanziare oltre otto miliardi di dollari per sostenere la produzione di munizioni ad alta priorità, concedendo al Pentagono poteri di approvvigionamento da tempo di guerra per aiutare l'Ucraina a combattere la Russia e, al tempo stesso, rifornire le scorte statunitensi destinate ad altre zone definite “calde” come l’area asiatico-pacifica, nonché onorare le commesse ricevute da Taiwan.

Nasce così il National Defense Authorization Act da 8,58 miliardi per l'anno fiscale 2023 che la Camera ha approvato giovedì scorso e che dovrebbe passare rapidamente anche il voto al Senato questa settimana, autorizzando in prima battuta oltre 2,7 miliardi destinati alla costruzione di munizioni, ai quali si aggiungeranno i 5,9 destinati all’acquisto di materiali e alla creazione di linee di produzione necessarie per espandere la capacità di produzione bellica statunitense. Tuttavia, Il Congresso sta ancora negoziando un pacchetto finale di provvedimenti che sarà illustrato insieme a quelle che vengono definite priorità nazionali, accelerando così il processo di finanziamento e costruzione di armi per l’approvvigionamento del Pentagono, consentendo al contempo di utilizzare contratti pluriennali tipicamente riservati a grandi programmi, come navi della Marina e aeroplani.

“Il fatto inevitabile è che quando forniamo armi all'Ucraina per difendere la loro sovranità, le togliamo dalle nostre stesse scorte”, ha detto lunedì 12 dicembre il senatore texano e repubblicano John Cornyn alla testata Defence News, che ha puntualizzato: “Il trasferimento di armi verso l’Ucraina, combinato con le difficoltà di produzione della base industriale dellaDifesa, ha reso difficile ricostituire rapidamente le nostre scorte. Ma questi nuovi provvedimenti ci aiuteranno perché dobbiamo essere pronti non soltanto ad affrontare le attuali sfide in Europa, ma a rispondere a qualsiasi crisi indipendentemente da dove essa si presenti, specialmente in Asia”.

L’impegno dell’industria militare statunitense, in questo momento, è particolarmente oneroso: oltre al problema del munizionamento, specialmente legato ai missili antiaerei, i soldi dei contribuenti americani vengono spesi per rinnovare e rafforzare la flotta della Marina per competere con la Cina nel Pacifico meridionale con 1,1 miliardi di dollari in più rispetto a quanto richiesto inizialmente dall'amministrazione Biden, necessari percompensare una situazione di potenziale inferiorità americana, aumentando anche la produzione di missiliantinave Harpoon, lo stesso tipo d’arma che ora è in produzione ma destinata a Taiwan. La U.S. Navy riceverà anche 25,9 milioni di dollari per procurarsi 79 missili aria-aria Sidewinder aggiuntivi, destinati agli F/A-18 schierati sulle portaerei, ordigni che però hanno alcuni componenti identici alle versioni del missile destinate ai sistemi di difesa aerea a medio raggio forniti a Kiev. Attualmente sono in essere contratti per l'acquisto di 5.600 missili antiaerei Stinger e di 700 sistemi missilistici ad alta mobilità M142, armi cheTaiwan sta ancora aspettando, mentre gli Usa hanno inviato all'Ucraina 1.400 Stinger e soltanto venti M142. Con il National Defense Authorization Act sarà anche possibile costruire 28.300 missili anticarro Javelin, dopo che 5.500 sono stati mandati in Ucraina e, da quanto si apprende, già in larga parte utilizzati.

I più letti