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Difesa e Aerospazio

Satelliti, addestratori, l'Eurodrone e l'Expo di Dubai: settimana maratona per Leonardo

Settimana importante per Leonardo, quella appena trascorsa: il Qatar ha finalmente rivelato ufficialmente l'acquisto di sei addestratori M-346, mostrandoli per la prima volta durante una parata militare. La vendita fu perfezionata lo scorso anno verso un cliente “non divulgato” e fa parte di un più ampio accordo tra i due Paesi lanciato nel novembre 2020 che ha portato i piloti arabi a compiere parte del loro addestramento in Italia presso la scuola di volo gestita da Leonardo e dall'Aeronautica Militare Italiana tra Galatina (Puglia) e Decimomannu (Sardegna), dove si trovano anche allievi piloti provenienti da Giappone e Germania. Finora gli M-346 esportati si trovano a Singapore (12), in Polonia (16) e Israele (30). Considerando quelli italiani, l'accordo con il Qatar porta il numero totale delle vendite a 82 unità poiché anche la Grecia acquisterà dieci velivoli come parte di un accordo con Israele per creare una propria scuola di volo. Nessuna conferma invece riguardo la vendita verso un altro cliente tenuto riservato, anche se la testata Defence News ritiene possa trattarsi del Turkmenistan. Altre nazioni hanno finora manifestato interesse per la versione caccia-leggero dell'aeroplano italiano: Nigeria e Polonia. In borsa gli ultimi sette giorni avevano visto, inizialmente, la ex Finmeccanica patire i ribassi del mercato ma poi recuperare nei giorni seguenti con le azioni del gruppo che sono salite dell'1,74%, a 6,446 euro, grazie a indiscrezioni apparse sui giornali riguardanti la possibile vendita di Global Enterprise Solutions (Ges), azienda che controlla l'americana Drs (sistemi militari e di missione). Resta comunque l'interrogativo sul destino di altre aziende del gruppo come la ex Oto Melara e Wass, ma la società guidata da Alessandro Profumo ha confermato di valutare costantemente tutte le possibilità offerte dal mercato, precisando però anche a oggi non è stata presa alcuna decisione. Intanto nella giornata di martedì 25 gennaio nell'Expo di Dubai, Leonardo ha organizzato un importante dibattito intitolato “The Flying Society” al quale ha partecipato Sheikha Mozah bint Marwan Al Maktoum, la prima componente della famiglia reale emiratina a prendere il brevetto da pilota commerciale e prima donna a essere nominata ufficiale pilota della Dubai Police, forza che opera con elicotteri Made in Italy. “Avevo dodici anni quando ho provato a volare la prima volta, è stato un incontro casuale e un amore a prima vista” ha detto Sheikha Al Maktoum, “spero di potere essere d'ispirazione a tutte le giovani donne che stanno cercando la loro strada. È tempo di raccontare anche le storie delle donne che hanno contribuito al progresso dell’aviazione, affinché le nuove generazioni possano raggiungere gli stessi risultati, lasciandosi ispirare dalla loro eredità.” Un evento dal carattere politico e motivazionale che ha ribadito l'impegno del nostro Paese nel settore aerospaziale e la volontà di mantenere il primato tecnologico. All'Expo Dubai Leonardo, insieme a Falcon Aviation Service, ha realizzato un nuovo terminal per elicotteri nel quale gli spazi riservati ai viaggiatori sono pensati per ospitare attività commerciali e culturali all’interno di una struttura realizzata con materiali ecologici che può essere facilmente rimodellata e ricollocata secondo le esigenze. Un altro evento ha caratterizzato questa ultima parte del primo mese del 2022 in casa Leonardo: l'approvazione definitiva del progetto Eurodrone da parte del governo spagnolo che segna il via delle operazioni ma apre anche la possibilità di ridare lavoro agli stabilimenti di Foggia e Grottaglie, che attualmente vedono le maestranze in cassa integrazione dopo il rallentamento della produzione per Boeing. Qui la divisione Aerostrutture potrebbe essere coinvolta per la costruzione di elementi importanti in materiali compositi. Si tratta del progetto per il velivolo a pilotaggio remoto di classe Male (media altitudine, lunga autonomia), dal valore di circa 7 miliardi di euro, al quale partecipano, oltre l'Italia, anche Germania, Francia e Spagna con Airbus e Dassault. In pratica la versione internazionale e aggiornata di quanto Piaggio Aerospace aveva sviluppato con il P1 Hammerhead tra il 2013 e il 2017. Di Eurodrone ne saranno realizzati venti esemplari, dei quali cinque saranno destinati alla nostra Aeronautica Militare. Infine il brutto tempo sta costringendo i tecnici a rimandare il lancio del secondo satellite della Costellazione Cosmo-SkyMed II, il più importante programma di monitoraggio della Terra con compiti civili e militari, finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) con fondi assegnati dal Ministero dell'Università e della Ricerca e dalla Difesa. La costellazione è in orbita da 15 anni ed è frutto del lavoro di Thales Alenia Space (33% Leonardo) e Telespazio, oltre a numerose altre aziende nazionali.

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