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Competenze: la piattaforma di Marco Montemagno per imparare dai migliori

La nuova piattaforma offre decine di lezioni tenute dai protagonisti italiani più importanti di molti settori, dalla moda allo sport, dalla cucina alla musica

La pandemia ci ha costretti alle lezioni virtuali ma non è necessariamente un male. L'esperienza americana di Masterclass.com ha infatti dimostrato che questo modo di interazione ha il vantaggio di poter accedere a docenti di comprovata eccellenza altrimenti difficili, se non impossibili da raggiungere.

Una formula, quella a stelle e strisce, che Marco Montemagno sta provando a replicare anche nel nostro paese coinvolgendo le migliori risorse che abbiamo a disposizione. L'imprenditore seriale ha infatti lanciato da poco Competenze, una piattaforma di edutainment che punta a diventare una sorta di "Netflix dell'apprendimento continuo" di altro profilo.

Con l'obiettivo di ispirare e favorire crescita personale e professionale, a prescindere dal settore di appartenenza, Competenze ha già coinvolto oltre 50 personaggi blasonati che diventeranno 100 nel corso del 2021. Tra questi ci sono l'imprenditore Tomaso Trussardi, il primatista mondiale di apnea e formatore Umberto Pelizzari, lo chef stellato Davide Oldani, il DJ e produttore Big Fish, ma anche Jury Chechi ed Enrico Bertolino. Ecco cosa ha detto a Panorama Marco Montemagno.

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Perché oggi più che mai è importante fare formazione?
Prima dell'arrivo Covid, l'idea che tu potessi avere un lavoro unico e fisso tutta la vita, era un'idea dominante nella cultura dell'Italia. Ora la pandemia ha messo in evidenza che il mondo è molto più complesso e incerto e che un evento, certo straordinario, è però in capace di bloccare interi settori produttivi. E questa volta la colpa non è dei robot che rubano i posti di lavoro. Questa incertezza però si può affrontare e uno dei modi migliori è quello della formazione, imparare nuove competenze, reinventarsi.

Perché rivolgersi a Competenze?
La cultura del posto fisso, a dire il vero è molta già da anni, ma il cambio culturale non avviene mai in poco tempo, forse ad accelerare inaspettatamente questo processo ci ha pensato il Covid. Ora c'è sicuramente un'urgenza e la formazione non è più rimandabile. A questo punto però il tema è "dove" formarsi, dove andare ed è qui che si inserisce Competenze, che vuole proprio qualificarsi come punto di partenza per la formazione ad alto livello. Il nostro obiettivo è quello di stimolare l'apprendimento con lezioni accattivanti, ampliare gli orizzonti e poi lasciare che sia l'utente ad approfondire ulteriormente le varie tematiche se le ritiene utili alla propria carriera.

Si dice gli esami non finiscono mai, quindi dobbiamo continuare a imparare?
La domanda non sarà più "che università hai fatto", ma "che università stai facendo", perché saremo (o dovremo essere) sempre all'università. Spesso infatti capita che si impari molto di più quando si inizia a lavorare rispetto a quando avevamo i libri davanti e questo è molto più vero oggi con un mercato del lavoro sempre più fluido e dinamico. Il requisito di oggi è quindi quello di essere in uno stato di formazione permanente: life long learning. Questa è la formula di Competenze, noi infatti selezioniamo i migliori formatori nelle loro discipline, gli utenti si abbonano e ogni mese ricevono contenuti, idee, supporti, confronti e stimoli. Un approccio che va avanti, potenzialmente, tutta la vita e non una stagione sola.

Meglio espandere le proprie competenze specifiche o allargare gli orizzonti?
Sul tema verticalità o orizzontalità la questione può essere messa in questi termini: se si vuole specializzare in modo super verticale bisogna puntare a diventare il massimo esperto di quella materia. Tuttavia c'è il rischio che un cambio di mercato o lo sviluppo di soluzioni tecnologiche alternative ti mettano fuori dal mondo del lavoro. Oppure si punta a diventare un esperto generalista, come potrebbe essere Elon Musk, e allora si cerca di avere una competenza allargata in diversi settori. Non è un caso che all'MIT di Boston dicano che loro non sono inter-disciplinari, ma anti-disciplinari. E anche questo è uno dei pilastri della filosofia di Competenze.

La formazione del futuro sarà online?
Otto anni fa avevo lanciato una start up che si chiamava Supersummit ritenendo che la formazione online avrebbe avuto sempre più successo come lo avrebbero avuto gli eventi online. Il progetto, forse prematuro all'epoca fallì miseramente. Mi ricordo che durante un incontro con gli investitori uno di questi sottolineò che, dal suo punto di vista, nessuno si sarebbe mai messo a vedere un corso online. Oggi possiamo dire che le cose sono andate diversamente e non solo a causa della pandemia. Il digitale ha vinto a mani basse, d'altra parte basta pensare che grazie alle piattaforme online è possibile avere docenti di qualità, disponibili sempre e ovunque ci si trovi, altrimenti impossibili da avere in altro modo. In questo senso l'online democratizza molto l'accesso alle risorsi migliori. La presenza fisica continua e continuerà comunque ad avere un ruolo centrale per costruire un rapporto, una relazione con l'insegnate e tra gli studenti, per stimolare il confronto. Un valore che non può essere sostituito.

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