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Tecnologia

Quattro consigli pratici per vincere un’asta online

Dalla giusta tempistica alla strategia, fino a un pizzico di psicologia. I suggerimenti per aggiudicarsi il proprio oggetto preferito, battendo la concorrenza più agguerrita

Guai a pensare siano la preistoria di internet, abitudini superate vicine alla pensione. Vale il contrario: «Il mondo delle aste online attira sempre più acquirenti. Nel 2021, per esempio, i visitatori italiani della Generazione Z, nativi digitali e appassionati di tecnologia, sono aumentati del 40 per cento». A dirlo è Federico Puccioni, vicepresidente e reponsabile per l’Italia di Catawiki, tra i siti di riferimento in Europa nel settore: solo nel 2021, ha gestito un traffico di transazioni per mezzo miliardo di euro, ha raccolto oltre 3,5 milioni di oggetti, i quali hanno ricevuto offerte da più di un milione di utenti.

Più che l’evoluzione del comparto, Catawiki è il suo riposizionamento verso l’alto. La destinazione presso la quale cercare non cose semplici, banali, a poco prezzo, ma «dove trovarne di speciali. Dove fare acquisti unici» conferma Puccioni. Da vini di pregio a pezzi di design o arte contemporanea, da gioielli e orologi, s’incontra di tutto. Anche l’introvabile altrove. Proprio per questo motivo, riuscire ad aggiudicarsi l’oggetto del desiderio fa parecchio gola. Con il rischio di spendere più del dovuto, finendo per pentirsene.

Panorama.it ha perciò chiesto al responsabile di Catawiki di pensare ad alcune dritte per uscire trionfatori dalla prossima asta. O quantomeno aumentare le probabilità che ciò avvenga. Eccole.

1. Definire in anticipo la cifra massima che si è disposti a spendere.

Fissarsi dei limiti, è fondamentale. Rispettarli ancora di più, per non pentirsene dopo essere stati travolta dalla foga del rilancio. Se non va bene la prima volta, sarà per la prossima: «Ogni settimana oltre 50 mila oggetti appartenenti a diverse categorie vengono messi all’asta sulla piattaforma». Se un’occasione sfuma, ricapiterà. Certo, occorre anche la giusta concretezza e il polso del mercato di un singolo bene: non si può pensare di pagare un orologio di lusso poche decine di euro.

2. Sfruttare le offerte automatiche.

«Una volta iniziata l’asta, tutti i potenziali acquirenti hanno la possibilità di farle». Basta inserire il massimo che si è disposti a spendere e il sistema piazzerà una proposta al rialzo in autonomia, «fino al raggiungimento del prezzo massimo stabilito». E se il tetto viene raggiunto, c’è ancora margine di manovra: «Tramite l’app Catawiki è possibile ricevere un avviso nel momento in cui la propria offerta è stata superata. Particolarmente utile durante le fasi finali di un’asta, quando le offerte arrivano più frequentemente, questo sistema dà il tempo al consumatore di agire rapidamente e fare una nuova offerta per rimanere in testa».

aste-catawikiFederico Puccioni, vicepresidente e reponsabile per l’Italia di Catawiki

3. Essere pazienti, aspettare le fasi finali di un’asta.

In poche parole, controllarsi, trattenersi: «È forte la tentazione di fare subito offerte su un oggetto speciale, anche se mancano diversi giorni alla chiusura dell’asta. Tuttavia, questa fretta può rivelarsi controproducente e portare a una guerra di offerte prima del tempo, che serve solo a far salire il prezzo prima della scadenza. È importante tenere a mente che la maggior parte delle offerte avviene negli ultimi minuti di un’asta».

4. Non fare offerte a cifra tonda.

L’ultimo è il consiglio più originale, forse il decisivo. «La maggior parte delle persone ha una preferenza naturale per i numeri arrotondati, perché sono semplici, simmetrici e facili da elaborare. I nostri offerenti non fanno eccezione» dice Puccioni. Se un oggetto, a suon di rilanci, è arrivato a 500 euro, si tenderà a offrirne 510 o magari 550 per aggiudicarselo. Specie nelle fasi finali, provare numeri più complessi o articolati come 514 o 552, può mandare in confusione gli altri partecipanti all’asta, che perderanno qualche attimo in più per elaborare una controfferta. La statistica lo conferma: il metodo «può aiutare gli acquirenti a battere la concorrenza negli ultimi momenti decisivi, aumentando le possibilità di essere il miglior offerente del 30 per cento».

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