Arriva Byte, l'app che sfida TikTok
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Arriva Byte, l'app che sfida TikTok
Tecnologia

Arriva Byte, l'app che sfida TikTok

Erede di Vine, l'ultima arrivata consente di realizzare e condividere clip da sei secondi e punta a rubare utenti al colosso cinese

Seguire la moda e replicare il meccanismo vincente, con l'aggiunta di un dettaglio potenzialmente decisivo per ingolosire gli utenti, per sfidare chi comanda il mercato. Questa è la missione di Byte, applicazione basata sulla creazione e condivisione di clip con durata massima di sei secondi, da vedere in loop, per catturare l'attenzione altrui e fare il pieno di cuoricini. Non una novità assoluta, perché l'app rappresenta l'evoluzione di Vine, l'apripista dei mini video da social (di massimo sei secondi) comparsa nel 2012 e baciata dal successo immediato, tanto che pochi mesi più tardi Twitter sborsò circa 30 milioni di dollari per integrarla all'interno della sua piattaforma. Un matrimonio perfetto che si rivelò, invece, un flop fragoroso, con Vine che nel 2016 venne pensionata dal social di microblogging.

Dietro la rapida ascesa di Vine c'era Dom Hofmann, co-fondatore dell'app insieme a Rus Yusupov e Colin Kroll, e subito chiamatosi fuori dopo l'acquisizione di Twitter. Ora è lo stesso Hofmann a tornare alla ribalta con Byte, passando però da lepre a inseguitore, poiché a far divertire ogni giorno più di 700 milioni di utenti attivi ora c'è TikTok, capace di ergersi come modello unico e inattaccabile perfino da social network come Facebook e Instagram. Al netto di critiche e indagini provenienti da Europa e Usa, la piattaforma cinese è una terra promessa che macina numeri e soldi (oltre 1,5 miliardi di download e incasso nell'ultimo anno di quasi 177 milioni di dollari sui 247,6 milioni ricavati finora. Poi va tenuto a mente che la società proprietaria di TikTok, cioè ByteDance, nella sola prima parte del 2019 ha registrato ricavi per 7 miliardi di dollari).

La neonata startup all'attacco del colosso è l'esatta riproposizione del Davide contro Golia, anche se per sfoderare l'attacco Byte si affida a un elemento dal richiamo universale: i soldi. Perché solleticare il divertimento è la base, ma per convincere gli utenti a lasciare l'approdo cinese bisogna affidarsi alla carta più scontata: pagare i creativi che ottengono maggior successo, attraverso quello che Hofmann chiama un sistema di condivisione dei guadagni.

Va bene cavalcare clip di balli, scenette, travestimenti e gag per attirare i curiosi, ma la partita passerà senza dubbio da cosa e quanto Byte metterà sulla bilancia. Nel frattempo l'ultima arrivata parte con un servizio fluido e intuitivo per la realizzazione dei brevi video, dove si possono premiare e seguire gli utenti preferiti, magari individuandoli navigando nelle categorie disponibili (Animali, Giochi, Sports, Viaggi, Arte, ecc.) o tramite la sezione Discover che consente di scoprire i trend del momento. Disponibile su iOS e Android, Byte ha superato in poche ore quota 100.000 download, un segnale positivo per iniziare un cammino lungo e complesso contro un gigante difficile da mettere alle corde.

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