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(Ansa)
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Tecnologia

Blockchain e moneta virtuale,  nasce la prima città governata dalla tecnologia

Nel deserto del Nevada c'è una bozza di legge che potrebbe rivoluzionare la convivenza sociale, mettendo la tecnologia al centro di tutto

Non c'è un sindaco né altri politici, beni e oggetti si acquistano solo tramite moneta digitale, e i dati finanziari, sanitari e personali sono affidati alla blockchain. Che è il perno su cui si fonda la città del futuro che si vuole creare nel deserto del Nevada, lo stato che ha dato i natali a Las Vegas, un'eccellenza in tema di unicità urbana e sociale. In questo caso, tuttavia, restano l'eccezionalità e l'originalità del progetto, che parte e soprattutto persegue obiettivi diversi e inediti.

La città in mano alle aziende tech

Prima di capire come sarà la città-azienda bisogna fare un passo indietro e comprendere cosa sono le Innovation Zones su cui sta lavorando lo stato del Nevada. Per provare a dare nuova linfa all'economia statale, il governatore democratico Steve Sisolak ha lanciato una proposta mirata a creare nuovi centri urbani smart, consentendo a grandi compagnie specializzate in tecnologie innovative - che spaziano dall'intelligenza artificiale alla robotica, oppure energie rinnovabili e blockchain - di costruire spazi votati all'innovazione in cui le mansioni amministrative sarebbero svolte dalle stesse aziende. Fare leggi, gestire la sicurezza, organizzare il sistema fiscale, sanitario, scolastico e l'ordinamento giuridico, trattare beni come l'acqua e la terra, decidere insomma come impostare i perni fondamentali su cui si regge una comunità.


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L'avvio di un processo innovativo ed inedito

Per quanto si tratti di un progetto inedito su cui è difficile se non impossibile trarre conclusioni prima di conoscerne i dettagli e osservare il passaggio dalla teoria alla pratica, la scelta di affidare tale onere alle società tecnologiche offre comunque vari spunti di riflessione, anche per il momento storico che stiamo vivendo e il tentativo di comprendere se e come regolamentare il potere delle piattaforme social e mantenere la privacy delle persone, in un contesto in cui la gratuità per l'utilizzo di servizi e strumenti si paga con l'accesso ai propri dati personali. Sisolak affronta la questione da un'altra direzione, puntando sulla rivoluzione smart city per liberare lo stato dalla stretta dipendenza del turismo e fare del Nevada "l'epicentro di un'industria emergente in grado di creare posti di lavoro molto remunerativi e incrementare le entrate".

I requisiti per le smart city governate dalle aziende

Per ora, quindi, il governatore non ha fornito indicazioni su quali basi si strutturerebbe la convivenza con governi municipali che applicherebbero norme differenti da quelle statali. Ha invece illustrato quali siano i requisiti affinché le aziende interessate possano presentare le proprie candidature: la proprietà di terreni da almeno 50.000 acri (equivalenti a poco più di 200 chilometri quadrati) e investimenti nell'ordine di 1 miliardo di dollari per il primo decennio sono le premesse necessarie. Che eliminano l'opportunità di ricorrere ad agevolazioni fiscali e finanziamenti, ribaltando quindi la dinamiche basate sull'elargizione da parte delle amministrazioni cittadini di rilevanti vantaggi alle big company di turno per favorire l'apertura di uno stabilimento di produzione o una sede amministrativa, come successo proprio nel Nevada con una fabbrica di Tesla.

La prima città intelligente è già pronta, sulla carta

Prima di correre con la fantasia, però, bisogna pazientare perché al momento le idee del primo cittadino del Nevada sono soltanto una bozza di legge, ma il discorso cambia e prende quota perché c'è chi ha suggerito il piano a Sisolak, mettendo sul piatto una proposta senza precedenti. A presentarla è stato Jeffrey Berns, a capo di Blockchains LLC, denominazione che rende superflua aggiungere in cosa sia specializzata. Il suo obiettivo è ottenere l'approvazione per avviare dal prossimo anno il piano che prevede di costruire nell'arco dei prossimi 75 anni 15.000 alloggi sugli oltre 67.000 acri di proprietà nella contea di Storey (dove c'è la fabbrica di Tesla sopracitata), a est di Reno, capitale del Nevada, anche se il terreno si estende su un'area che per buona parte non permette la costruzione di immobili. "Vogliamo un posto su questo pianeta in cui le persone siano disposte a ripartire da zero e fare le cose in un modo diverso da quanto fatto finora solo perché è l'unico modo in cui è sempre stato fatto", sostiene Berns, che mira appunto a ottenere il pass per erigere la prima tecno-città.

Un lungo percorso per un progetto rivoluzionario

Nelle previsioni di Blockchain LLC, il potere toccherebbe a 3 commissari, due dei quali sarebbero all'inizio appartenenti alla stessa società. Una possibilità di sviluppo che dovrà passare non solo dall'autorizzazione del governo locale, ma anche da quella dei residenti del luogo che potrebbero non essere interessati a vivere in prima persona un esperimento simile. Del resto per un piano così futuristico, con una portata rivoluzionaria rispetto all modalità di convivenza sociale odierne, sciogliere i dubbi e delineare il quadro generale che si intende realizzare è il primo scoglio da superare.

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