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Apple Car (concept)
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Tecnologia

Accordo con Hyundai-Kia per 3,6 miliardi, Apple Car sempre più vicina

Il piano della società californiana è realizzare il veicolo con il proprio hardware e software in partnership con la casa coreana. Si punta a debuttare nel 2024

Sembra proprio che questa Apple Car s'ha da fare, almeno secondo fonti vicine alla società di Cupertino e a Hyundai, gigante coreano del settore automobilistico. Dubbi non sembra più averne la stampa coreana, che ha messo sul piatto anche le cifre dell'accordo: 3,6 miliardi di dollari. Tanti soldi per un sodalizio che potrebbe, tuttavia, prendere una direzione leggermente diversa, in quanto a collaborare con Apple dovrebbe essere Kia, brand parte del gruppo Hyundai. In attesa di annunci ufficiali (dalla Corea sono sicuri che la notizia diventerà di pubblico dominio entro le prossime due-tre settimane), chiaro appare il piano di sviluppo della Apple Car, veicolo che nella visione della compagnia guidata da Tim Cook dovrebbe essere basata su hardware e software firmati Apple.

Quest'ultimo punto pare - il condizionale è d'obbligo, nonostante il moltiplicarsi di rumors in merito - sia stato il nocciolo più fastidioso della questione, poiché entrambe le parti in causa sono abituate a guidare lo sviluppo di un processo, senza dover trovare compromessi con qualcun altro. A rompere gli indugi è stato Euisun Chung, a capo di Hyundai da tre mesi e forte sostenitore della mobilità, considerata una leva prioritaria per il futuro a medio e lungo termine. Firmare, quindi, un mezzo innovativo, elettrico e a guidata autonoma potrebbe rivelarsi foriero di vantaggi. Senza dimenticare che, nel complesso, collaborare a un progetto con Apple garantisce sempre una grande visibilità su larga scala, seppur Hyundai non vuole certo rischiare di passare come la "Foxconn delle auto" (la società cinese nota anche e soprattutto per produrre gli iPhone). Non a caso, allora, la casa coreana è più propensa a puntare su Kia per chiudere l'alleanza con Apple, che a sua volta potrebbe replicare il sistema pianificato per gli smartphone, che prevede la progettazione in California e l'assemblaggio in Asia.

Fonti vicine all'affare, inoltre, hanno dichiarato alla CNBC che la società americana voglia mettere a punto l'auto nell'impianto Kia a Wes Point, in Georgia. E che l'obiettivo sia arrivare sul mercato nel 2024, anche se poi per progetti così articolati indicare una data rischia di diventare un dettaglio marginale, con l'inevitabile ritardo che molto spesso spinge più in là la commercializzazione. Più che sul quando arriverà, però, l'interesse è sul come sarà la Apple Car, poiché altre fonti hanno parlato di "veicoli progettati per operare senza conducente e concentrati sull'ultimo miglio", come ad anticipare la possibilità di focalizzare i mezzi per consegne di oggetti o percorsi predefiniti di corto raggio.

Tenuto a mente che nel frattempo Apple prosegue la campagna di assunzioni mirate ai pezzi grossi dell'industria automobilistica, con l'arrivo di Manfred Harrer ex Prosche e reduce da 13 anni di lavoro nel Gruppo Volkswagen, a chi si domanda quali siano le ragioni che spingono la Mela verso le due ruote basta leggere le parole di Katie Huberty, analista di Morgan Stanley, per trovare la risposta: "Costruire un veicolo per Apple significa entrare nel mercato dell'auto e della mobilità che a livello globale è valutato 10 trilioni di dollari, mentre il segmento smartphone si aggira sui 500 miliardi. Avendo Apple circa un terzo di quest'ultimo mercato, la società avrebbe bisogno di una quota pari al 2% del comparto auto per pareggiare il business prodotto con gli iPhone".

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