Selfie di gruppo con il distanziamento sociale? Apple ha la soluzione
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Selfie di gruppo con il distanziamento sociale? Apple ha la soluzione
Tecnologia

Selfie di gruppo con il distanziamento sociale? Apple ha la soluzione

La società di Cupertino ha appena brevettato un software che permette di ottenere autoscatti collettivi senza dover incontrarsi con gli altri: bastano i singoli scatti per avere una foto di gruppo

Essere al posto giusto nel momento giusto può segnare una svolta nella vita dell'uomo, ma anche nel campo tecnologico capita che particolari coincidenze possano regalare un potenziale vantaggio competitivo rispetto agli altri produttori. Condizioni che potrebbero verificarsi con Apple, fresca reduce dal brevetto per un software di estrema attualità, che consente di scattare groupie (non intese come le ragazze che accompagnavano le rockstar in tournée, condividendone lo stile di vita, bensì i selfie di gruppo) rispettando il distanziamento sociale imposto dalla pandemia.

Come funziona

La novità è che per gli autoscatti collettivi non serve più condividere attimo e luogo con partner, amici e famigliari, perché si può ottenere lo stesso risultato anche restando distanti, con il "selfie sintetico di gruppo" in cui fanno tutto iPhone e il suddetto programma. Tutto parte dall'invito spedito da un utente verso gli altri e la conseguente risposta affermativa, che passa dal possesso di un dispositivo della Mela (da capire se si tratti di solo iPhone oppure anche iPad). Da lì scatta l'operazione con il raggruppamento delle singole immagini dei partecipanti, che vengono unite in maniera automatica come avviene con i collage. Nell'immagine di gruppo che viene fuori ogni invitato ha comunque l'opportunità di intervenire, spostando la propria fotografia all'interno del selfie artificiale. Tra l'altro oltre a poter scegliere tra uno scatto archiviato nella memoria di iPhone o una nuova immagine per l'occasione, si può pure pescare tra vecchi video o clip in live streaming.

Una soluzione tempestiva

La curiosità che avvolge l'idea, rilanciandone le quotazioni, è che Apple ha sviluppato il sistema non per trovare un rimedio alle distanze da mantenere quando siamo in luoghi pubblici o a contatto con altre persone, uno degli effetti più evidenti di come il nostro modo di vivere sia profondamente cambiato causa l'emergenza sanitaria. La richiesta presentata all'ufficio marchio e brevetti americano risale infatti al luglio del 2018, mentre la risposta è arrivata solo lo scorso 2 giugno. Una intuizione di Jean-Francois Albouze (indicato da Apple come unico inventore) in origine interessante, diventato geniale guardando i successivi sviluppi, che tuttavia non fornisce per ora informazioni sull'effettiva disponibilità per i clienti dell'azienda californiana, né sui dispositivi di Cupertino su cui verrà integrata, qualora la società scelga di farlo, perché tecnicamente neppure questo è ancora sicuro.

Il precedente di Google

Parte invece proprio dalla necessità di evitare assembramenti e vicinanze pericolose e arriva Sodar, strumento di realtà aumentata lanciato nei giorni da Google per aiutare le persone a rispettare le distanze nei luoghi pubblici. Al centro del progetto c'è la fotocamera posteriore degli smartphone Android, utile per scansione l'ambiente circostante e proiettare su strade e pavimenti un cerchio con raggio di due metri in modo da far intuire come muoversi e a quale distanza restare dagli altri. Realizzata da Experiments with Google, la piattaforma per proporre progetti Open Source, Sodar si può sfruttare per ora solo su smartphone e passando dal browser Google Chrome.

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