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Tecnologia

Prodotti quasi nuovi in saldo, così volano le app dell'usato

Numeri in crescita e futuro molto roseo per il settore della seconda mano. Ecco 5 applicazioni per fare affari, comprando e vendendo

Piace a tutti, non fa distinzioni di generi né di età, aiuta a farsi riconoscere rifuggendo la massa, è garanzia di risparmio e un alleato per la sostenibilità ambientale. Sembra quindi naturale che l'usato sia un mercato in grande crescita, con tante ricerche e analisi a disegnare un presente roseo e un futuro eccellente. Prendiamo un paio di numeri per consentirvi di avere un'idea sul fenomeno in questione: 23 miliardi di euro sono stati generati in Italia nel 2020 dal mercato della seconda mano che, secondo il report della settima edizione dell'Osservatorio Second Hand Economy condotta da BVA Doxa per Subito, corrisponde all' 1,4% del Pil italiano. Ampliando il raggio d'azione, stando alle stime degli analisti della società di gestione patrimoniale statunitense Columbia Threadneedle Investments, solo il settore dell'abbigliamento dell'usato arriverà a toccare 77 miliardi di dollari nell'arco del prossimo lustro.

Cifre eccessive? Scetticismo imperante? Lecito, anche se non riconoscere il costante incremento dell'economia circolare significa vivere lontano dal pianeta Terra. Il riciclo dei materiali e il ricondizionamento dei prodotti sono tendenze che si stanno diffondendo ovunque, generando nel caso dei capi di abbigliamento e oggetti per la casa un ciclo di vita più lungo, con il passaggio di mano che favorisce l'unione tra la gioia per la novità acquistata a prezzo di saldo e la consapevolezza di aver dato un contributo all'abbattimento delle emissioni di anidride carbonica.

​Vinte


Non c'è dubbio che il mercato dell'usato abbia trovato una spinta inattesa con la pandemia, perché alla maggiore sensibilità verso l'ambiente si è accompagnata la riduzione della materia prima per gli acquisti, cioè i soldi. La stessa analisi dell'Osservatorio Second Hand Economy evidenzia, infatti, che sono stati 23 milioni gli italiani che hanno puntato su prodotti di seconda mano, con il debutto per il 14% del campione. Se è prevedibile che siano gli under 30 ad affidarsi all'usato, spiccano anche laureati (66%) e famiglie con bambini piccoli (63%), con quasi due acquirenti su tre che hanno privilegiato lo shopping online tramite le più popolari applicazioni di settore, oltre agli arcinoti ipermercati del web come Amazon e eBay. Vediamo, quindi, 5 delle app più in voga per il mercato della seconda mano.

Vinted

Nata per regalare agli amici i vestiti che la fondatrice Mila Mitkute non poteva portarsi dietro nella nuova casa, dalla Lituania ha conquistato Europa e Stati Uniti. Conta su più di 50 milioni di utenti nel mondo e consente di vendere e comprare abiti usati in modo semplice e rapido. Per proporre un capo basta inserire foto, taglia, marchio, breve descrizione su stile e stato dell'accessorio, oltre al prezzo. Gli utenti si scambiano pareri e informazioni via chat e in un forum, e tramite Vinted possono avvantaggiarsi di costi di spedizione convenienti con una selezione di corrieri e servizi di spedizione. In Italia è arrivata a fine 2020 e propone capi perlopiù a basso costo. Non prevede una fee per caricare e vendere articoli, ma per ogni transazione realizzata su Vinted addebita una fee chiamata Buyer Protection (5 per cento del prezzo dell'articolo + 0,70), parte della quale consente un pagamento criptato e sicuro tra due membri, evitando la necessitá di scambiare informazioni personali e coordinate bancarie tra di loro. La app prevede anche features aggiuntive a pagamento, per esempio per mettere un vestito in evidenza.

Depop

La più celebre app italiana per la compravendita di vestiti di seconda mano è nata nel 2011 all'interno dell'incubatore trevigiano H-Farm prima di spiccare il volo verso Londra grazie a Simon Beckerman e conta su un catalogo che miscela pezzi vintage e di seconda mano (non sono la stessa cosa, poiché nel primo caso si intende un oggetto che acquista valore, non a livello economico ma di stile, con il passare del tempo, mentre nel secondo caso significa si tratta di prodotti il cui valore è legato al brand e alle condizioni in cui si presenta). Gettonata soprattutto da giovani under 25, la bontà del progetto è testimoniato dall'exit dello scorso giugno, quando è stata acquisita dall'americana Etsy per 1,625 miliardi di dollari.

Subito.it

Non ha bisogno di presentazioni la piattaforma digitale nata a Milano nel 2007, che conta su 13 milioni di utenti mensili e circa 6 milioni di annunci online al giorno distribuiti su 37 categorie merceologiche. Tra i primi brand online più visitati in Italia, consente di mettere in vendita e acquistare di tutto: automobili, oggetti per la casa, biciclette, utensili fino a case e barche, con annunci gratuiti e possibilità di circoscrivere il raggio d'azione a livello geografico.

Secondamano

Tecnicamente è la più vecchia del lotto, poiché l'applicazione segue la scia dell'omonima società nata nel 1977. Tanti anni e tanti utenti, perché resta una delle più utilizzate con più di 1 milione di utenti mensili, anche in virtù dei molti annunci per acquistare e piazzare immobili. Nello schema che propone ricorda per certi versi un social network, permettendo alle parti interessati all'affare di comunicare via chat.

Deesup

Primo marketplace digitale italiano dedicato alla compravendita di mobili di seconda mano, mira a rendere più sostenibile la filiera di settore e democratizzare gli arredi di alta gamma. "Produrre meno e godersi più a lungo il design, non una ma infinite volte", è il motto della startup. Obiettivi che piacciono agli investitori, come dimostra il round d'investimento da 1,4 milioni di euro appena chiuso, con LVenture Group, Alicrowd, il Club degli Investitori, LifeGate e Doorway a scommettere sull'impresa.

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