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Tecnologia

Produzione bloccata e smart working. 2020, l'anno della crisi del tech

La pandemia ha colpito anche l'unico settore che non conosceva cali

Un anno sulle montagne russe caratterizzato da forti perdite nella prima parte e un ritorno al passato con vendite in crescita nell'ultimo periodo dell'anno. Questa è la fotografia dell'industria tecnologica globale colpita dall'emergenza Covid-19, che ha bloccato in buona parte un comparto in cui per anni non c'è stato spazio per la parola crisi. Il concetto vale in particolare per il mercato smartphone, crollato sotto i colpi della pandemia per il duro lockdown pianificato all'inizio dell'anno scorso dalla Cina. La chiusura delle fabbriche in tutto il paese, in cui si assemblano la stragrande maggioranza dei prodotti di tutte le principali compagnie del settore, ha arrestato l'intero processo produttivo, innescando ritardi nei rifornimenti e posticipi di lanci e presentazioni.

Il riflesso più netto è stato il -20% delle vendite globali degli smartphone registrata nei primi sei mesi dell'anno (con il dato alleggerito in parte dalle scorte programmate dai cinesi in virtù del Capodanno cinese, festeggiato il 25 gennaio 2020), anche se tra le cause della contrazione vanno considerati anche il livello di saturazione di molti mercati, la mancanza di innovazioni dirompenti in grado di convincere le persone a rimpiazzare i propri dispositivi e l'avvento del 5G che ha avuto finora un impatto limitato e circoscritto in alcune aree, restando marginale in molte altre.

L'inversione di tendenza è stata tuttavia rapida perché la seconda parte dell'anno ha cambiato le carte in tavola al comparto in generale, proprio per il protrarsi dell'epidemia che ha forzato la chiusura degli uffici e l'impennata di smart working e telelavoro. La necessità di lavorare a distanza e organizzare la scrivania in un angolo di casa ha rivoluzionato le abitudini e favorito la rivincita di strumenti che non brillavano da tempo per le vendite, a partire dai computer portatili e dalla riscoperta delle webcam, gettonati anche per via delle didattica a distanza.

La tendenza è iniziata lo scorso anno e continuerà per tutto il 2021, tanto che secondo un report di Gartner a fine anno saranno oltre 6 miliardi i dispositivi attivi su scala globale: nell'elenco figurano smartphone, laptop e tablet, che sommati dovrebbero generare un incremento annuale di 125 milioni di unità. "La pandemia Covid-19 ha cambiato in modo permanente i modelli di utilizzo dei dispositivi dei dipendenti e dei consumatori - ha spiegato Ranjit Atwal, analista di Gartner - Con il lavoro a distanza che si trasforma in lavoro ibrido, l'istruzione a casa che si trasforma in istruzione digitale e il gioco interattivo che si sposta nel cloud, sia i tipi che il numero di dispositivi di cui le persone hanno bisogno, possiedono e usano continueranno ad aumentare".

Tornando ai ritardi del lancio dei prodotti, non c'è solo il virus Covid-19 a rallentare la produzione, le cui dinamiche sono spesso soggette a cambi di programma poiché la disponibilità di componenti può riservare sorprese. Un esempio è il prossimo iPad Pro che Apple dovrebbe presentare entro la fine del mese e che, a differenza della consueta tabella di marcia dell'azienda di Cupertino, sarà disponibile all'inizio in poche unità per problemi nella produzione del display mini-Led integrati sul dispositivo. Secondo Bloomberg, almeno uno dei fornitori di Apple avrebbe bloccato la produzione dello schermo che migliora la qualità di visione e riduce il consumo, risultando anche circa 30 volte più luminoso dei pannelli Oled. Al netto dell'imprevisto, però, Tim Cook dovrebbe essere sul palco per l'evento in programma il prossimo 20 aprile, stando almeno a quanto riportato a sorpresa da Siri.

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