Moda

L'attore Stefano Rossi Giordani racconta lo stile di Pal Zileri

Il processo creativo diventa protagonista nel racconto di moda maschile del marchio Pal Zileri, realizzato negli scatti dal fotografo Stefano Galuzzi e raccontato dall'esperienza diretta dell'attore, ed in questo caso anche modello, Stefano Rossi Giordani, talento attoriale sui palcoscenici dei teatri tanto quanto al cinema che in televisione.

Nato a Rovereto (in provincia di Trento) reciterà al fianco di Alessandra Mastronardi nella prossima serie tv sulla vita di Carla Fracci, vestendo i panni del compagno dell'etoile Giuseppe Menegatti.

L'eleganza rilassata di Pal Zileri, libera dai tradizionali codici classici dell'abbigliamento, parte dal colore che per questa stagione rivisita la palette cara all'architetto veneziano Carlo Scarpa.

Sartorialità e artigianalità si intrecciano nei dettagli dell'elegante abito sartoriale tre pezzi in pura seta e nei completi totalmente sfoderati con motivo pied-de-poule, medesima vestibilità destrutturata nei blazer indossati con le polo.

Come ha unito il ruolo da modello con la recitazione negli scatti e nel video della campagna Pal Zileri realizzata dal fotografo Stefano Galuzzi?

«Al contrario della recitazione, il modello mi ci sono ritrovato a farlo quasi per caso. Ma sia la forma che le caratteristiche estetiche hanno molto a che vedere con entrambe le professioni: se nella moda il modello è il tramite per raccontare i vestiti, nella recitazione i vestiti sono il tramite per raccontare un personaggio. E più sto bene in ciò che indosso, più è chiara la direzione da prendere per raccontare qualcosa».

Con quale capo ha avuto le emozioni e la 'recitazione' migliore?

«Sicuramente con la polo jaquard fish bone. Questo perché è il capo che più si avvicina al mio modo di vestire rappresentando in tutto e per tutto lo stile granny (nonna, ndr) - dicono si chiami così - che mi affascina a tal punto da voler essere già anziano».

Qual è il suo gusto personale in generale in fatto di abbigliamento maschile?

«Con mio grande piacere torno agli anziani, i migliori in assoluto nell'assemblare capi apparentemente inaccostabili. Il mio gusto e il mio look lo devo a loro. E alla mia ragazza, che me li la ha fatti scoprire. So che mi leggi: ti amo. Per sentirmi elegante indosso dei calzini verdi, o bordeaux, o marroni, i colori dei divani in velluto anni Sessanta».

Cinema, televisione, teatro: qual è il suo diverso approccio personale recitativo a essi correlato?

«Di non inventare ma scoprire. Di essere naturale nel massimo dell'artificio. Di ricreare mondi inesistenti con la perizia dell'arte; di farlo come fosse la cosa più inevitabile del mondo. Con parole non mie, questo vorrei fosse il mio approccio. Invece sento di dover ancora e ogni volta dimostrare a me stesso il mio valore. Anelo un universo in cui non esistano premi per decretare il più bravo in nessun ambito artistico ma se proprio devo scegliere, vorrei che un giorno mia figlia/o mi dicesse che sono il più simpatico papà del mondo».

Tre personaggi o tipologie di personaggio maschile contemporaneo e attuale che vorrebbe interpretare?

«Corto Maltese, Lou Reed e Antonio Gramsci».

Qual è la sua filosofia di vita?

«L'è dale migole che se fa el mucio, un detto trentino che in italiano significa: è dalle briciole (di pane), che si fa il mucchio».

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