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Tecnologia

Le dieci mostruose derive dell'amore social

Cannibali affamati di messaggi, fantasmi che spariscono una faccina alla volta e altre spaventose variazioni sul tema della seduzione ai tempi dei bit

Oltre a invadere vasti spazi quotidiani, WhatsApp, Facebook e simili continuano a turbare le dinamiche dell’amore. Rinforzano partner possessivi, creano dipendenze da notifica, rendono più ingarbugliata e meno garbata la fine di una storia. In breve, a volte, generano dialettiche di coppia esasperanti, relazioni sfilacciate dal virtuale, rapporti deviati dallo smartphone. Panorama, per gioco ma fino a un certo punto, ha provato a raccontarli. A costruire un catalogo di errori e orrori, un nuovo dizionario delle derive del cuore rileggendo e aggiornando vecchi classici della mostruosità. Cannibali affamati di messaggi, zombie che terrorizzano in chat, altre spaventose variazioni sul tema.

Non a caso, la tecnologia stessa sta provando a correre ai ripari. A partire dal prologo di un legame, dalle applicazioni per trovare un compagno. La portabandiera è Once: fresca di debutto in Italia, ha un milione abbondante di utenti nel mondo, abolisce la bulimia del rimorchio di bit proponendo un solo potenziale partner al giorno; anziché ricorrere ad automatismi digitali per suggerire una fiamma, si affida a 185 Cupido in carne e ossa: «Hanno tra i 25 e i 55 anni e sono parecchio eterogenei» spiega Jacopo Magni, il country manager tricolore. «Tra loro» aggiunge «c’è la studentessa con un talento naturale nell’accoppiare i suoi coetanei o la psicologa che lo fa per hobby».

Come compito incrociano i gusti degli iscritti sulla base delle loro foto e descrizioni: se il filtro umano coglie sfumature che un software non sa percepire, per le mostruosità, lo dimostrano i profili di seguito, ci sarà tempo dopo la scintilla.

Il fantasma

Comincia dimenticando di dare qualche buonanotte, continua rispondendo con ritardo imperdonabile ai messaggi. Li visualizza, però a lungo non replica. Quando lo fa, opta per sgonfi monosillabi. Latita fino a scomparire nel nulla. Se fosse un romanzo, sarebbe «Il lungo addio».

Il vampiro

È un uragano di parole, faccine, messaggi vocali, selfie, serenate in video e qualsiasi altro codice espressivo digitale. Scrive troppo e dappertutto: in chat, sui social, via mail e persino sms. Pretende risposte immediate e dense di pulsanti cuoricini. Anziché di sangue, si nutre di attenzioni.

Il cannibale

L’universo virtuale è il suo antipasto, la vita quotidiana il menu degustazione. Vampiro a distanza (con l’aggravante delle telefonate infinite), divora gli spazi di un appuntamento riducendolo a un’esibizione. Mai sazio di sé stesso, rosicchia il partner relegandolo al ruolo di smunto spettatore.

Lo zombie

Mollarlo serve a poco, o meglio a nulla: ricompare dopo prolungati periodi di silenzio, proprio quando viene dato per rassegnato alla rottura. Bloccarlo su WhatsApp o cancellarlo da Facebook è una mossa inutile: trova sempre una via per ritornare a farsi sotto. Twitter e Snapchat inclusi.

Il gremlin

Non si riproduce se si bagna (come le perfide creaturine del film) ma di notte, a contatto con l’alcol, fa di peggio. Rivela un lato nascosto, perverso, inguardabile. Digita inquietudini, blatera sconcezze: se in vino veritas, conviene perderlo anche di giorno, quando è (ancora) sobrio.

L'alieno

Se lei ha un guardaroba da acchiappo su Tinder, lui cova derive da serate da PlayStation. Se lei è elegante, lui sul tamarro ridondante. O viceversa. Non potrebbe essere più all’opposto di così, però quanto è sexy. Quindi lo si tiene per incontri ravvicinati di un certo tipo. Quel tipo.

La mummia

Mentre le nostre rughe si riproducono, la pancia cresce, la libido decresce, lui resta in forma, immutabile, identico alle foto profilo di Facebook di cinque anni prima. Che sia merito di un patto con un demone (o con lo spirito di un faraone) o di lifting nascosti, il mistero resta fitto.

Il frankenstein

Non concepisce la diversità in una coppia, ha l’ossessione dell’uniformità. Cerca di plasmare l’altro a sua immagine e somiglianza, imponendogli, un tassello alla volta, gusti, amici, letture, cucine e canzoni, persino le applicazioni preferite. Finendo per creare, più che un rassicurante un clone, un mostro.

La mantide religiosa

Ha scaricato tutte le app di dating attive in Italia, è iscritto a siti improbabili per procacciare appuntamenti. In testa ha un monopensiero: ridurre uno sconosciuto ai suoi piedi. Raggiunto lo scopo, quantomeno non lo uccide ma si limita a cancellarne il numero e a ignorarlo per sempre.

La medusa

Esige tutte le password del compagno, da quella per sbloccare lo smartphone a quella per bloccare amici sospetti su Facebook. Sviscera ogni suo sms, ausculta qualsiasi messaggio vocale, stigmatizza la minima faccina fuori posto. Mesmerizza il partner fino a lasciarlo, esausto, di pietra.

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