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Televisione

Zelig Off e Colorado. Torna la maratona della risate

Da lunedì si accendono i riflettori sugli show di Italia 1. Un esperto ci spiega curiosità e differenze tra i due programmi, cult per gli appassionati di comicità

Belen Rodriguez e Paolo Ruffini (Olycom)

La grande abbuffata comica del lunedì sera. Al via dal 17 settembre su Italia 1 le nuove edizioni di Colorado Cafè e Zelig Off, i varietà comici che hanno sfornato centinaia di personaggi, tormentoni e sketch (più o meno riusciti), diventando due brand dell’industria della risata. Si parte alle 21 e 10 con Paolo Ruffini e Belen Rodriguez – per lei cachet ridotto rispetto alla scorsa edizione: secondo Libero, da 18 a 5 mila euro a puntata – che passeranno poi il testimone a Katia Folesa e Davide Paniate, new entry al timone del palco off di Zelig. Ma non saranno troppe quattro ore di comici e battute per una sola serata? Panorama.it l’ha chiesto ad Andrea Bellavita, docente di Linguaggi Televisivi e crossmediali all’Università dell’Insubria, e opinionista del programma di Rai Tre Tv Talk.

Sul web c’è chi avanza dubbi: quattro ore di maratona comica non saranno troppe?

Il rischio che siano troppe c’è, ma bisogna fare un ragionamento più complesso: parliamo di una serata tematica che però si gioca sull’innalzamento e la diversificazione del target. Io lo trovo un esperimento interessante.

Colorado e Zelig hanno pubblici differenti?

Proprio così. Ogni target troverà un’offerta diversa. Lo stesso Colorado è già diviso in due segmenti: nella prima parte si rivolge a un pubblico giovane - o giovanissimo, con personaggi come Baz o i Gem Boy - mentre andando verso la seconda serata, quando cresce l’età, punta su comici diversi. Zelig Off intercetta un altro target ancora: parla a un pubblico più adulto, capace di apprezzare una comicità più sofisticata.

Zelig off ha ancora la sua componente sperimentale?

Meno rispetto agli inizi, ma non ha perso la sua "vocazione": resta cioè una sorta d’incubatore per i nuovi comici. I migliori arrivano lì, quelli ancora più bravi e talentuosi possono puntare al palco di Zelig.

Il temutissimo Aldo Grasso scrisse invece che Colorado è uno Zelig “di serie c”.

Non sono d’accordo. A modo suo funziona. Mantiene il patto col pubblico di Italia 1, come del resto Zelig Off, perché rispetta l’identità della rete. In termini di ascolti, le annate sono più o meno buone anche a seconda dei comici: se i personaggi sono giusti e il repertorio fa ridere, il programma va, sennò si cambia canale.

Veniamo i conduttori. C’è curiosità per l’esordio di Katia Folesa e Davide Paniate.

Per vedere se scatta l’alchimia, sia tra di loro sia con i comici, bisognerà aspettare. Ma Gino&Michele e Giancarlo Bozzo, che puntano ancora alla conduzione interna, di solito ci prendono: lo scorso anno scelsero Teresa Mannino, che si sta imponendo al grande pubblico. Oggi conduce un suo show su La7 e nel 2013 il grande salto a Zelig col Mago Forrest.

Poi ci sono Paolo Ruffini e Belen Rodriguez, coppia già rodata.

Ruffini è bravo, con dimensione “cartoonesca” molto interessante. E poi è trasversale, capace di passare con scioltezza dal pop di Colorado allo Stracult di Rai Due. Quanto a Belen, gossip a parte, ha dimostrato a Sanremo di poter giocare con un lato più ironico e auto-ironico: se punta su quello anche a Colorado è perfetta. Se gioca a fare solo la bellona, molto meno.

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