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Televisione

"Striscia la Notizia? Il lato pulito della Tv"

Giorgia Palmas, velina nel 2002 con Elena Barolo, fa il punto della sua carriera, ricordando il programma che l'ha lanciata

Giorgia Palmas

Giorgia Palmas – Credits: (Kika Press)

Di Viviana D'Introno

Nulla possono contro di loro format come “Amici”, “X-Factor” o “La Pupa e il secchione”. Il sogno di un adolescente su due resta quello di diventare Velina. Sarà per il successo avuto da storiche rappresentanti di categoria come Elisabetta Canalis e Melissa Satta, o perché rappresenta il trampolino di lancio più immediato per il mondo dello spettacolo, sta di fatto che a presentarsi ai casting sono migliaia di ragazzine. E così, dopo quattro anni di onorato servizio (è stata la coppia più longeva con ben 903 puntate all’attivo) Federica Nargi e Costanza Caracciolo hanno salutato per l’ultima volta dal bancone i loro fan dando il via alle selezioni  in tutta Italia, condotte nuovamente dall’infaticabile Ezio Greggio.

Ma cosa vuol dire essere velina e perché è un ruolo così ambito? Ne abbiamo parlato con una che certamente se ne intende, la bruna Giorgia Palmas, eletta nel 2002 assieme alla bionda Elena Barolo. La prima coppia di veline completamente mediatica, nominate a furor di popolo durante la prima edizione del programma estivo.

Allora Giorgia cosa ha significato per te diventare velina? Raccontaci tutto, dalle emozioni del casting alla vittoria, alla vita vera e propria da velina.

La mia esperienza è stata un po’ particolare, io ho fatto la primissima edizione quindi non sapevamo bene a cosa andassimo incontro. Il casting televisivo non era mai andato in onda quindi lo abbiamo fatto in maniera molto spensierata, un po’ come un gioco. Io stessa ho partecipato più per vetrina ma non con la speranza vera e propria di vinecere. Poi le veline uscenti erano Elisabetta e Maddalena e per noi erano un po’ come dei mostri sacri.

Ti sei mai detta avrei potuto dare di più, fare di più? insomma hai dei rimpianti?

Noi sapevamo dall’inizio che il nostro contratto sarebbe stato di due anni, quindi si trattava di resistere per due anni, di riuscire a dare il massimo nell’impatto con il pubblico. Poi Elena per me è stata la compagna di viaggio ideale perché eravamo molto diverse caratterialmente e ci compensavamo. La cosa più bella è stata l’incredibile e improvvisa popolarità. Noi eravamo giovanissime e dopo pochi giorni abbiamo fatto i primi servizi fotografici, la diretta, le copertine, quindi lavorativamente è stata una sensazione molto  forte. La prima volta che siamo uscite due giorni dopo la gente ci chiamava veline ma noi non ci giravamo.

Pensi che diventare velina sia un buon trampolino di lancio per il mondo dello spettacolo?

Il migliore in assoluto.

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Secondo te è un ambiente adatto a delle ragazzine come eravate voi?

Assolutamente si. Striscia è davvero una una famiglia, ti senti cococcolato, viziato ma al tempo stesso controllato e tutelato. È sicuramente la maniera più sicura e pulita di entrare in televisione. Poi ho conosciuto delle persone meravigliose, la coreografa di Striscia è diventata la mia migliore amica, la stessa cosa è successa con un’altra ragazza conosciuta alle selezioni, poi il caso ha voluto che vincessi e sono stati due anni pazzeschi.

Cosa pensi della polemica sul fatto che le veline siano la mercificazione del corpo delle donne?

Credo che sia solo una poilemica sterile e fine a se stessa che ciclicamente ritorna. Quando non si sa cosa fare si attaccano le veline, ma credo sia un modo di sminuire anche un programma molto forte che fa oltre che satira anche informazione. A questo punto non dovrebbero esistere più pubblicità, show girl, e presentatrici. Io penso che tutto dipenda dall’intenzione con cui si fanno le cose: Antonio Ricci non ha mai utilizzato le ragazze in maniera pesante ma sempre simpatic a e carina, Striscia in fondo è un varietà e le veline fanno un vero e proprio lavoro, di quelli che si possono fare a 18 anni e che sicuramente è una fortuna poter fare. Forse si dovrebbe indirizzare l’attenzione a qualcosa di più costruttivo rispetto a due ragazze comuni che comunque stanno  imparando a fare qualcosa per loro stesse.

Vorresti che il loro ruolo sul bancone di striscia potesse evolversi, essere diverso dal semplice balletto senza avere la parola?

Il ruolo delle veline si è evoluto, ci sono dei periodi in cui si vedono unpo’ di più, periodi in cui sono microfonate, le ultime veline hanno anche condotto un piccolo programma su La 5. È chiaro che può cambiare a seconda dei tempi ma il ruolo di base è quello di rappresentare due poli della stessa sfera, per questo la bionda e la mora.

Dopo due anni da velina poi il contratto scade e “si torna alla realtà”. Cosa succede dopo?

Il problema è proprio lì, non prima (ride). Dipende molto da quello che si è seminato, dalla personalità che si ha, anche da come si è fisicamente. Magari si riesce a lavorare nella moda, chi è più spigliato nella radio, nella recitazione, lepossibilità ci sono, tutto sta nel coglierle.

Pensi che ci sia un motivo per cui qualcuna riesce a sfondare anche dopo  e altre invece letteralmente scompaiono?

I motivi sono molteplici, dipende dalla strada che si vuole seguire. Ci sono ex veline che hanno condotto Sanremo, altre che hanno cambiato completamente ambiente, altre sulle passerelle o con i blog. Dipende dalle scelte personali e lavorative e anche, perché no, da un pizzico di fortuna.

Tu ora sei felice sia nella vita privata che in quella lavorativa?

Sono molto felice nella vita privata, potrei esserlo di più in quella lavorativa, diciamo che sono in attesa di eventi, non ho un programma in cantiere come l’anno scorso con Paperissima Sprint, ma non sono una che si abbatte.

Che consiglio ti senti di dare alle ragazze che stanno per intraprendere il tuo stesso percorso?

Sicuramente di viverla come un’ esperienza nuova ma soprattutto di non farsi troppi castelli in aria e di non strafare, perché è una bellissima opportunità ma va solo se deve andare.

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