Televisione

"Sono stata epurata ma non faccio la vittima"

A poche ore dall'ennesima impasse sul rinnovo dei vertici Rai, parla Monica Setta. "Se mi vogliono, sono pronta a tornare in video nel 2013"

Monica Setta

L'ex volto di Rai Due dice la sua sulla Rai – Credits: La Presse

Monica Setta è uno di quei personaggi che si amano o si detestano. Da regina dell’infotainment pomeridiano ad autrice di un programma su Rai Gulp. Nonostante gli ottimi numeri del suo Fatto del giorno, la giornalista è lontana dal video da oltre un anno. La causa? Un’intricata vicenda condita di veti e poteri incrociati che ha coinvolto il settimo piano di Viale Mazzini, come lei stessa ha raccontato nel suo libro Senza bavaglio (Editori Riuniti). A poche ore dall’ennesimo rinvio del voto in Commissione di Vigilanza per designare i nuovi vertici della tivù di Stato, Panorama.it ha chiesto alla Setta di dire la sua su Rai e dintorni.

Siamo all’ennesimo impasse sulle nomine Rai. Che scenario delinei?

I nomi proposti da Monti sono ottimi. Ma penso, come mi ha riferito un autorevole esponente della maggioranza qualche giorno fa, che il premier Monti rischia oggi, dopo essersi salvato su altri temi, di scivolare sulla Rai. Prevedo che non sarà così facile realizzare il cambiamento.

Poniamo comunque che Luigi Gubitosi sostituisca Lorenza Lei. Che ne pensi?

Non conosco né Gubitosi nè Annamaria Tarantola, ma mi sembrano persone che hanno dimestichezza con le cifre. E nel mio caso, mi auguro che i nuovi manager guardino più ai numeri positivi senza lasciarsi influenzare dalle suggestioni sul mio personaggio.

Il nuovo cda dovrebbe aprirsi alla società civile, secondo una proposta del Pd.

Sono d’accordo e considero Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo due candidati straordinari. Ma sono favorevole alla riconferma dei consiglieri Guglielmo Rositani, Antonio Verro e Rodolfo De Laurentis.

Che idea ti sei fatta del dg uscente?

Di una brava persona, pignola, ottima esecutrice e molto politica. Doti che non prevedono uno scatto in proprio. Prima di ogni operazione cerca il consenso di tutti. Altri personaggi in Rai erano molto più determinati nel prendere delle decisioni. Come Agostino Saccà.

O come il tuo “arcinemico” Mauro Masi.

Pure lui, a suo modo. Ed io ne sono stata la vittima (dice ridendo). Ma ora abbiamo fatto pace.

Nonostante i commenti molto pesanti su di te emersi nelle intercettazioni con Bisignani.

Commenti al vetriolo sulle mie scollature, che mi hanno offeso. Masi mi mandò un messaggio di scuse chiedendomi di incontrarlo nel suo nuovo ufficio alla Consap. Io non c’andai. Ci siamo visti molti mesi dopo e lui mi disse che gli stavo simpatica, ma quel genere d’infotainment che facevo io, forte e pop, non gli piaceva. Tuttavia, da persone civili, ci siamo salutati.

Con Il fatto del giorno toccavi il 14% di share. Oggi in quella fascia si arriva al 6%.

Partimmo col 3% e arrivammo a quasi due milioni di spettatori. In media facevano un milione e 850 mila spettatori. Dopo di noi una lenta discesa, un vero tracollo.

E’ l’effetto Bianchetti?

Non voglio parlare male di Lorena. In qualche modo è merito o colpa mia, dipende dai punti di vista, se è di nuovo in quella fascia. Liofredi voleva cambiare la conduzione ed io gli dissi di provare a chiamarla, visto che non aveva un programma. Mi ringraziò con un piccolissimo portapillole che mi portò da un viaggio. Poi è sparita. Non mi ha mai chiamato nemmeno come opinionista.

Hai attaccato e sei stata attaccata anche da Simona Ventura.

Di lei non posso dire nulla perché ci sono di mezzo gli avvocati.

Perché il tuo programma funzionava?

Perché mi ero inventata una formula tutta mia, dove mescolavo l’alto e il basso, mettendo a confronto simboli contrapposti. Un infotainment di successo che costava 7 mila euro a puntata: in tivù con quella cifra non dici nemmeno buongiorno.

Ti senti epurata?

Sono l’unica vera epurata dal video. Tutti hanno trovato una ricollocazione, da Santoro alla Dandini: l’unica che non ha ottenuto un nuovo spazio sono io.

Però non hai mai fatto causa all’azienda.

Ho pensato: arriverà il giorno in cui mi richiameranno. E’ puro funzionamento di mercato, perché una grande azienda come la Rai avrà sempre bisogno di persone preparate. La mia forza è nei numeri. Portavo pluralismo e soldi nelle casse della Rai.

Nel tuo salotto bipartisan sono venuti tutti. Ma, fatte rare eccezioni, nessuno ti ha difeso.

Il paradosso è che sono stata attaccata da destra e sinistra. Quando dispiaci a tutti, vuol dire che fai bene. Per altro non vado a votare da dieci anni, dunque non posso essere etichettata.

Nel tuo libro punti il dito contro la “cupola” di artisti strapagati.

La prima cosa che farei al posto di Gubitosi è ricontrattare tutti i compensi degli artisti. Ci sono superstar con cachet da vecchie glorie che però non portano risultati. Per non parlare delle esclusive, dove si pagano le persone a prescindere da quello che fanno.

Il cda ha bloccato il contratto biennale della Clerici. 3,8 milioni di euro secondo qualcuno. “Cifre totalmente sbagliate” ha scritto Lucio Presta su Twitter.

Antonella è un caso a parte. Sono polemiche pretestuose perché è una delle poche preparate, che fa grandi ascolti e si spende molto per l’azienda.

A proposito di agenti. Se ne avessi uno, saresti ancora in onda?

Se fossi stata rappresentata da Presta forse sì. Lo stimo molto perché è una persona di parola, in un ambiente dove tutti promettono e non fanno i fatti. La promessa attiene al sottobosco.

Nel libro scrivi che anche Lorenza Lei si sarebbe spesa molto per te.

Dalla Lei ho ricevuto moltissime promesse. Sostiene di avermi dedicato tanto tempo anche dopo l’uscita del libro. Ci sono stati contatti indiretti, è vero, ma alla fine non si è concretizzato nulla.

Su internet si parla molto dei tuoi look e delle tue scollature vertiginose.

La mia popolarità è alta, anche se da un anno sono lontana dal video. Rappresento un modello di giornalista sui generis. Divido molto perché sono verace, confidenziale, empatica. Un alto dirigente Rai mi disse: se fossi stata in America, avresti fatto il botto. Sono sicura di aver sbagliato paese (ride).

Da mesi aleggia la sostituzione alla direzione di Rai Due. Meglio Freccero o Liofredi?

Non conosco Freccero. Scelgo Liofredi perché ha vinto quattro garanzie su quattro e ha portato Rai Due a diventare la terza rete nazionale. E adesso sta facendo crescere anche Rai Ragazzi.

Meglio Rai o Mediaset?

La mia casa è la Rai. Ma in Mediaset c’è un bel clima. Ultimamente sono stata ospite di Mattino 5: Federica Panicucci è stata molto carina con me.

Meglio una prima serata o un day time pomeridiano?

Scelgo il day time. Sono pronta a ripartire dal 2013. Sarà un momento caldo tra la campagna elettorale, le elezioni e la formazione del nuovo Governo. Scriverò una mail a Gubitosi e alla Tarantola per fargli avere i dati de Il fatto del giorno. E sono sicura che risponderanno, come ha fatto qualche mese fa il premier Mario Monti quando gli ho inviato il mio libro.

© Riproduzione Riservata

Commenti