A venticinque anni esatti dalla sua morte, avvenuta a Palermo  nella mattina del 29 agosto 1991, la Rai dedica alla figura di Libero Grassi la docufiction Io sono Libero, in onda in prima serata questa sera su Rai1. Una storia da non dimenticare quella dell'imprenditore palermitano che ha pagato con la sua vita il coraggio di opporsi alle pressioni e alle intimidazioni della mafia - che pretendeva il pagamento del “pizzo” - denunciando i suoi estorsori. 

Chi era Libero Grassi
Libero Grassi si è ribellato alle logiche mafiose esponendosi pubblicamente, usando i giornali e la televisione. Con la moglie Pina Maisano e i figli Alice e Davide, ha vissuto secondo i principi della giustizia, della libertà individuale e della crescita collettiva, opponendosi alle richieste dei suoi estorsori. Il 10 gennaio del 1991 fece pubblicare in prima pagina sul Giornale di Sicilia una lettera al "caro estortore", chiedendo "di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e lespese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, inquanto non siamo disponibili a dare contributi e cisiamo messi sotto la protezione della polizia". Intervistato da Michele Santoro - il primo ad accendere i riflettori sulla vicenda di Grassi - spiegò così le sue scelte: "Non pago perché sarebbe una rinunzia alla mia dignità di imprenditore": nonostante la visibilità, la mafia lo uccise pochi mesi dopo sparando gli alla schiena. 

Io sono Libero, la docufiction di Rai 1
La docufiction Io sono Libero ripercorre gli ultimi otto mesi della vita di Libero Grassi, dal 10 gennaio 1991 - giorno della pubblicazione della lettera al "Caro estorsore" - fino al suo omicidio, otto mesi in cui si condensa tutta la sua storia di cittadino impegnato, di battaglie contro il clan Madonia, di imprenditore onesto, di padre di famiglia, di catalizzatore di coscienze che improvvisamente diventa personaggio pubblico. La storia è raccontata attraverso gli occhi di un giovane giornalista di fantasia, interpretato da Alessio Vassallo, che si occupa della cronaca di Palermo: il suo racconto è il filo rosso della docufiction che mischia scene ricostruite, immagini di repertorio, interviste e immagini private. 

Tra le testimonianze di chi conobbe e sostenne Libero Grassi, ci saranno anche quelle di Felice Cavallaro, Tano Grasso, Nando Dalla Chiesa, Leoluca Orlando, Giuseppe Ayala, Umberto Santino, Simonetta Martone, Sandro Ruotolo, Nino la Spina, Nico Gozzo, Alessandro Pajno, Marcello Ravveduto, Letizia Battaglia, i ragazzi di "AddioPizzo" e di "LiberoFuturo", oltre a quelle dei figli Alice e Davide Grassi.

Il cast del film tv
"Abbiamo scelto di raccontare questa storia attraverso una docufiction per non dimenticare che i fatti raccontati sono veramente accaduti, per rimanere ancorati alla realtà", spiegano i registi di Io sono LiberoFrancesco Miccichè e Giovanni Filippetto. "Con le interviste e le immagini di repertorio, mischiate alla nostra fiction, vogliamo in ogni momento ricordare all ospettatore che questa storia c’è stata, che non è frutto della nostra immaginazione". Libero Grassi è interpretato da Adriano Chiaramida, il cronista Marco ha il volto di Alessio Vassallo mentre la moglie Pina è Alessandra Costanzo e Stella Egitto è Marzia.




 

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