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Game of Thrones 7: i 6 motivi che ne spiegano il successo

La messa in onda dell'episodio 1 ha battuto tutti i record, nonostante fosse luglio. Ecco perché

L’attesa (lunga) ha portato bene al Trono di Spade: al debutto serale il 17 luglio, il primo episodio della settima stagione è stato seguito da 570 mila spettatori e in 230 mila sono stati gli irriducibili che hanno seguito la prima messa in onda alle 3 di notte (in contemporanea con gli Usa).

Un successo confermato dai numeri: gli spettatori di lunedì 17 sono stati il 47% in più di quelli che l’anno scorso avevano seguito l’avvio della sesta stagione. Ma come si spiega? Ecco 6 (possibili) motivi.

1. I giochi si avviano verso la conclusione. La sesta stagione era terminata con l’incoronazione della perfida Cersei, da un lato, e con la riconquista di Castle Black da parte di Jon Snow e Sansa Stark: due eventi, che concludevano vicende aperte nella prima stagione. Ora, dopo ore e ore di carneficine, vogliamo tutti sapere come va a finire, visto che la settima stagione sarà la penultima.

2. La scelta di andare in onda in piena estate. Nonostante il claim sia “l’inverno è arrivato”, la HBO ha ben pensato di programmare la settima stagione del Trono di Spade a luglio, quando nella maggior parte dei paesi dove la serie è stata venduta è estate e la programmazione televisiva langue. Dunque conquistare spettatori è più facile.

 

3. Gli eventi collaterali. A far parlare di sé non sono state solo le trame della serie, ma anche una serie di eventi come quello organizzato da Sky al Castello Sforzesco di Milano: tutto esaurito per il weekend interamente dedicato a “Il Trono di Spade”. Nelle giornate di sabato e domenica si sono registrate infatti quasi 25 mila persone presenti, con oltre 2 mila persone alle 3 di notte per la visione collettiva – in contemporanea con gli Stati Uniti e con la messa in onda in tv su Sky Atlantic – del primo episodio.

4. Più spoiler per tutti. Chi l’ha detto che gli spoiler rendono un cattivo servizio alle serie tv? A maggio su Reddit è apparso un riassuntone di tutti gli episodi della settima stagione, che finora si è rivelato attendibile. Ma leggere cosa accadrà in poche righe non ha fatto che aumentare la voglia di vederlo coi propri occhi in molti fan della prima ora.

5. Game of Tourism. Dall’Irlanda alla Spagna, da Malta alla Croazia, fino all’Islanda i set del Trono di Spade hanno invaso l’Europa: questo ha contribuito a far parlare della serie durante tutta la sua lavorazione, tra spoiler (ancora!) e immagini virali sui social: nessun’altra serie tv aveva mai goduto in questo modo del volano del turismo.

6. Il silenzio di Martin. Le prime stagioni di Game of Thrones erano viziate dai libri di George R Martin, a cui la saga si era ispirata. Benché ci fosse qualche differenza, gli appassionati avevano un altro modo di tenere il filo della trama se i nuovi episodi si facevano aspettare. Oggi che l’autore ha fermato il suo racconto, cedendo il passo agli sceneggiatori, l’unico modo per appassionarsi alle vicende del Trono di Spade è guardarlo in tv. O no?

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