Lo sappiamo già che le serie tv sono la nuova narratività da Terzo millennio, un po' romanzo a puntate, un po' film (anche d'autore), un po' nuovo linguaggio. E che attori e registi da Oscar, dopo anni di diffidenza snobistica, hanno sposato orgogliosi la causa della televisione, convinti anche da contratti pingui, spesso rinnovati dopo il successo del titolo.

Quello che mancava per certificare il definitivo knock-out del cinema, era che grandi film diventassero serie. Che fossero cioè riscritti, sminuzzati in puntate, in alcuni casi reinventati in parte o prolungati, seguendo i desiderata del pubblico. Ecco, adesso è successo e in maniera massiccia. Fra produzioni annunciate e messe in onda, sta per arrivare una dozzina di titoli, figli "bastardi" di grandi film (come li definirebbero i cultori del cinema).

Trasposizioni di Oscar

Primo fra tutti Minority report, tratto dall’omonimo blockbuster di Steven Spielberg del 2002. Dal 21 settembre la rete america Fox lo trasmetterà tentando di far dimenticare Tom Cruise, protagonista della pellicola. L’azione si svolge dieci anni dopo, nel 2065: la trama ruota intorno alla collaborazione fra la polizia e uno dei tre precogs, i bambini con capacità precognitive. Dietro la scrittura della serie c’è uno dei re Mida della tv (Max Borenstein, anche produttore), ma soprattutto c’è lo scrittore Philip K. Dick, il gigante della fantascienza, autore del romanzo. In comune, film e serie, hanno uno degli attori principali, Daniel London.

La nuova stagione americana è pronta a scodellare ai serie-addicted altri due titoli evocativi di successi da grande schermo, Rush hour e Limitless, il primo in onda su Cbs tratto dall’omonimo film del 1998, coppia di sbirri dai caratteri e dalla pelle diversi, con Bradley Cooper in un ruolo secondario; l’attore americano amatissimo dalle donne è il filo rosso fra le due serie: era infatti lui il protagonista con Robert De Niro di Limitless, film del 2011 genere fanta-thriller. La puntata pilota della versione televisiva porta la firma di Marc Webb, regista di The amazing spider-man, il che significa effetti speciali garantiti.

Ancora agenti e poliziotti per Red, che diventa serie dopo essere stato film nel 2010 con Bruce Willis e Hellen Mirren, e per Training day che nel 2002 portò Denzel Washington sul palco dell’Academy per ricevere l’Oscar come Miglior attore protagonista. Finora si sa solo che la Cbs è riuscita a convincere Antoine Fuqua, il regista del film, a dirigere l’episodio pilota.

Più che a un flirt fra tv e grande schermo siamo cioè di fronte a una storia importante, di quelle destinate a durare. E la riprova è la pioggia fitta di titoli annunciati, con grandine inclusa, perché stavolta la tv si misura con cult assoluti del cinema, primo fra tutti American gigolo che ben 35 anni fa consacrò a sex-symbol Richard Gere. Auguri a chi prenderà il suo posto, come auguri vanno rivolti all’attore prossimo protagonista di Shutter Island, operazione dell’americana Hbo: Martin Scorsese volle infatti nel 2010 Leonardo DiCaprio, qui il regista figura solo per il pilot e nulla è trapelato su chi erediterà il ruolo principale. Altri intoccabili nell’immaginario collettivo, visti e rivisti a consunzione, sono Grease, Ghost, Attrazione fatale, tutti in fase di scrittura per arrivare in milioni di case. Non solo: c’è anche cibo per mascelle maschili con due titoli battaglieri, in senso letterale, ovvero I mercenari e Terminator.

Il versante italiano

Si respirerà anche aria di casa nostra in due nuove serie, di cui l’italiana Cattleya si assumerà l’onere e l’onore della produzione con un partner francese: Suspiria de profundis di Dario Argento che si occuperà della supervisione finale (suo il mitico Suspiria del 1977) e Django, un classico degli spaghetti-western girato da Sergio Corbucci nel 1966. Inoltre, sempre con bandiera tricolore, è in fase di lavorazione la seconda serie di Gomorra, successo internazionale. E parlando di seconde serie sta anche per arrivare il nuovo Fargo, ispirato all’omonimo film dei fratelli Coen.

Non si dovrebbe dirlo trattandosi di atto illegale, ma la febbre da serie tv sta generando massicci furti online: c’è chi insinua che a mettere le nuove puntate in rete siano gli stessi creatori che fanno scivolare i primi episodi per garantirsi pubblico (Minority Report è in testa ai titoli più scaricati ). E assicurarsi il contratto per la seconda stagione.

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