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Braccialetti Rossi 2: perché lo guardo

Non sono solo carini e simpatici i protagonisti, c'è molto di più. Dopo ogni puntata mi accorgo che, dentro, mi è restato qualcosa di speciale

Braccialetti Rossi

– Credits: Jacopo Brogioni

Tutti si interrogano sul motivo del successo di Braccialetti Rossi, io per prima. Ma invece di cercare motivazioni recondite, psicologiche o altro, vorrei analizzare solo le emozioni che questa serie suscita. Quelle vere, che ti restano dentro.

Ho iniziato a guardare la prima serie perché le mie figlie volevano vederla. La trama mi metteva un po' d'ansia e, in verità, la trovavo abbastanza banale (ragazzini ammalati che formano un gruppo per darsi forza....).

Ero prevenuta, in un certo senso: stufa di tutte le notizie di cronaca nera (che noi seguiamo tutti i giorni per lavoro), la sera avrei voluto semplicemente rilassarmi, guardando una commedia leggera.
Invece niente. Le mie figlie hanno messo "Braccialetti Rossi” e io, mio malgrado, ho iniziato a guardarlo. E mi ha ipnotizzato.
Le difficoltà raccontate si alternano alla leggerezza tipica degli adolescenti: così lo spettatore passa da momenti intensi e drammatici a ridere di gusto.

E impari ad amare ognuno di loro: Leo il Leader, forte e positivo che nasconde i suoi momenti di debolezza. Il timido Vale che di fronte alle difficoltà tende a chiudersi in se stesso. La bella Cris fragile e in cerca di sicurezze. Il Furbo Tony, demenziale al punto giusto, che a sorpresa tira fuori perle di saggezza. Davide il Bello che da prepotente è passato ad essere un punto fermo del gruppo. Rocco, l'Imprescindibile, che riassume nel suo esserci il senso dei Braccialetti.

E ti rivedi nelle ansie tipiche dei genitori che spesso rischiano di irritare e di allontanare i figli, proprio quando avrebbero bisogno di un sostegno silenzioso.

La nuova serie rischiava di ripetersi: invece già dalla prima puntata la storia si è rinnovata. Come sono cresciuti loro (fisicamente e come attori), anche la storia si sta evolvendo con i nuovi protagonisti che ancora non conosciamo bene, tranne Nina che inizia già a entrare nel cuore di tutti. Solitaria, indipendente e scontrosa vuole affrontare da sola le sue difficoltà “Sono sola anche se sto in mezzo alla gente, non devo dire a nessuno che mi ricovero”, ma poi conosce Leo...
Quello che resta sempre, alla fine di ogni puntata in cui hai riso e pianto con loro, è la voglia di vedere cosa succederà la prossima volta.


In questo caso, dopo la prima puntata di Braccialetti Rossi 2, le domande sono: Riuscirà a reagire Leo dopo la notizia di dover combattere ancora contro un tumore che pensava sconfitto? Come si evolverà il suo rapporto con Nina e come cambierà quello con Cris?
E in tutto ciò, Vale riuscirà a capire che non è tagliando una parentesi dolorosa della sua esistenze che potrà riprendersi la sua vita? Le esperienze che affrontiamo, quelle vere e forti, entrano a far parte di noi e ci forgiano per il futuro. E solo mantenendo i rapporti con i Braccialetti, potrà sentirsi davvero felice. E Tony, l'unico che vede e parla con Davide, riuscirà a dirlo ai suoi amici o avrà paura di rivelarlo? Come si evolverà il rapporto tra Rocco e Bea?

Aspettare una settimana sembra un tempo interminabile, ma poi ti accorgi che, in realtà, ogni giorno pensi a qualche sfumatura che ti era sfuggita nella puntata precedente e il ricordo ti fa compagnia fino alla domenica sera, serata in cui mi riunisco sul divano con le mie ragazze e stacco il telefono.
Forse è anche questo: un momento in cui la mia generazione entra in sintonia con quella delle mie figlie. Il vedere questa serie è diventato un nostro appuntamento che, sinceramente, non vorremmo condividere con nessun altro.

E questo sarebbe già molto, ma c'è qualcosa di più: Braccialetti Rossi ti trasmette speranza e positività anche nelle situazioni più tragiche e ti lascia dentro questa sensazione di poter superare qualsiasi cosa aprendo il proprio cuore alle persone che ti stanno vicine.
Traendo la forza che ti manca da loro.




 
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