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Televisione

MasterChef 4: è Paolo il quarto classificato

Ad un passo dal podio il catechista ha dovuto rinunciare alla corsa per la finale

Se ne è andato sereno, sicuro di aver fatto un bel percorso persino più lungo di quello che avrebbe pensato all'inizio. E' successo a Paolo, il catechista dall'indole da coniglio e dal graffio della tigre che ha dovuto lasciare il grembiule di MasterChef ad un passo dal podio. A combattere, la prossima settimana, per l'attesissima finale saranno Amelia Falco, 26 anni, Nicolò Prati, 21 anni e Stefano Callegaro, 42 anni, i tre finalisti della quarta edizione del talent culinario

Mistery low cost

I grandi chef, è vero, per lo più preparano piatti con ingredienti pregiati e da gourmet, ma per considerarsi tali devono anche sapere tirar fuori un piatto stellato da materia prima povera ed economica. Per questo la Mistery Box della semifinale della quarta edizione di MasterChef metteva a disposizione un capitale di 5 euro da investire in dispensa. "Non dovete sprecare neppure una briciola di ingredienti - ha ammonito Cracco spiegando - fare un grande piatto con 5 euro è possibile se si sa scegliere bene la spesa". Sin dalla prima prova si comprende che non c'è gara: le luci sono tutte per Amelia, Nicolò e un sempre più deciso Stefano. Sono loro i tre migliori piatti realizzati con merluzzo e alici, mentre Paolo, solo, accetta con cristiana rassegnazione un destino che appare già segnato.


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Chi non abbocca all'amo?

A vincere la prima prova è Amelia che si aggiudica l'importante vantaggio dell'Invention test. In dispensa la studentessa campana si trova davanti a quattro cloches. Sotto ci sono: ombrina, pagello, scorfano e costardella, un piccolo e delicato pesce azzurro poco noto, ma dalle carni prelibate. Amelia, oltre a poter scegliere a chi assegnare quale pesce, ha anche la possibilità di scegliere il metodo di cottura che ogni concorrente deve utilizzare, naturalmente cercando di complicare la vita ai diretti avversari. Così la giovane chef decide di preparare ombrina al vapore e lasciare a Paolo il pagello fritto, a Stefano un insidiosissimo scorfano alla griglia e a Nicolò la costardella in umido. Come sempre, però, le cose non vanno nella direzione sperata. La classe si divide in due: Stefano e Nicolò sono, a sorpresa, i migliori, mentre non risultano adeguati i piatti di Amelia e Paolo, sulla carta più facili da realizzare. A Stefano, il vincitore della prova, il compito di decidere chi mandare direttamente al duello finale e chi salvare per la prova in esterna. Il povero Paolo, ancora una volta, finisce in panchina.

Una Signora enoteca

Amelia, Stefano e Nicolò, sempre più teso ed emozionato anche a causa della giovane età, si sono trovati di fronte alla più difficile esterna dell'edizione di MasterChef. Nella suggestiva cornice di Firenze i tre aspiranti chef sono entrati nella cucina tre stelle Michelin dell'enoteca Pinchiorri, tempio dell'executive chef Annie Feolde, moglie francese di Giorgio Pinchiorri dal cui sogno di gioventù è nato uno dei ristoranti più apprezzati d'Europa. Inutile dire che i tre concorrenti di MasterChef erano più che emozionati nel poter aver questa opportunità. Tre i piatti da preparare: polipo con crema di fagiolini e perle di caffè; pici con crema di burrata aglio olio e peperoncino e una complicata anatra con miele, spezie e ciliege caramellate. Madame Feolde ha assegnato ad ognuno dei tre un piatto e, dopo aver affiancato uno dei suoi chef ad ogni concorrente ha permesso ad Amelia, Stefano e Nicolò di avere una lezione in presa diretta di come funziona una cucina stallata e cosa significa essere la prima donna in Italia ad ever ottenuto tre stelle Michelin. Il giudizio insindacabile di Annie ha stabilito che il piatto migliore era l'anatra di Amelia, la prima finalista della gara.


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Faccia da hamburger

Stefano e Nicolò si sono così trovati uno contro l'altro al Pressure test alle prese con una prova bizzarra. I due concorrenti hanno dovuto preparare tre panini gourmet ispirati ai tre giudici: un mix di sensibilità, creatività, gusto e caparbietà. I miigliori "ritratti" sono stati realizzati da Stefano che ha così mandato Nicolò al duello finale


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Un cavolo di duello

A questo punto è tornato in scena il caro vecchio Paolo che ha sfidato Nicolò con un piatto a base di cavolfiore. I concorrenti tremavano entrambi e Nicolò, per la prima volta, ha mostrato debolezze dovute alla giovane età: si è commosso, ha detto di considerare Cracco come una sorta di padre che gli tira le orecchie per spronarlo e gli dà i calci negli stinchi per fargli capire che sta sbagliando. Paolo, sebbene ce l'abbia messa tutta ed abbia anche cucinato quello che Bastianich ha definito "Il miglior piatto dell'edizione" ha comunque dovuto cedere il passo di fronte alla promessa-Nicolò. Il buon catechista un po' coniglio, un po' tigre, buono e trasparente, amico di tutti e col sorriso sul volto, ha lasciato la cucina dicendosi sereno e sostenendo che l'avrebbe smessa con tutti questi animali avendo imparato ad essere un uomo.... Potere della passione, potere di MasterChef

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