Televisione

Jane Alexander: "Certi meccanismi della tv per me sono un Mistero"

Così la conduttrice dell'atteso programma su Italia 1: "Amo coltivare il dubbio e un tipo di televisione non rassicurante"

Jane Alexander (Credits: Roberta Krasnig)

Dal 10 gennaio la rivedremo in onda su Italia 1 per "Mistero", con la sua chioma rossa e il suo carisma fuori dal comune. Parliamo di Jane Alexander, classe '73, britannica di origine e italiana d’adozione, volto di punta di fiction popolari quali Elisa di Rivombrosa, Anna e i cinque e Il commissario Manara. Oggi è orgogliosa conduttrice di Mistero, un programma che si sente di consigliare “a tutti coloro che si interessano a cosa per cui non ci sono spiegazioni: noi cerchiamo di darle”.

Che rapporto ha lei con il paranormale?

Sono abbastanza scettica, anche se ammetto che alcuni servizi che realizziamo mi mettono una certa ansia. Ieri, ad esempio, che abbiamo realizzato la puntata sulla fine del mondo, ad un tratto mi è preso un lieve panico pensando a mio figlio e al mondo in dirittura di arrivo.

Ma ad alieni e fantasmi ci crede?

Francamente mi è più facile credere agli alieni che a dio: mi sembra assurdo e egocentrico affermare che esistiamo solo noi esseri umani nell’universo.

Come vede questa nuova edizione del programma?

Siamo partiti molto bene con la diretta di ieri, speriamo di continuare così anche dal 10 gennaio. Siamo molto contenti, il gruppo è molto affiatato, credo già di poter dire che siamo una vera squadra. Mi dispiace aver perso Paola Barale, ma non si sa mai, potrebbe anche farci una sorpresa e tornare.

Che tipo di esperienza rappresenta Mistero nella sua vita e nella sua carriera?

Nel quotidiano è un programma che mi insegna che ci sono un sacco di persone che dicono cose non vere, e altre che stanno male e  forse dicono cose vere. Chi lo sa, il dubbio c’è sempre, e io amo un tipo di televisione non rassicurante. Sul lavoro mi dimostra che sono fortunata: lavorare con sei persone che vanno d’accordo non è facile.

Cosa  manca alla nostra televisione, secondo lei?

Soldi e idee, principalmente. Anche io ho diverse idee, ma non è facile realizzarle.

Deve il suo successo alle fiction: si diverte a interpretare ruoli da cattiva?

Da morire, quello della marchesa Lucrezia, ad esempio, è un personaggio che ancora ringrazio di aver interpretato, anzi sogno un prequel di Elisa di Rivombrosa con Lucrezia protagonista, mi piacerebbe tanto. Per il resto, solo in Italia ti fanno problemi del tipo che se fai una fiction poi non puoi fare un film al cinema. E’ qualcosa che non capisco, in America non è così.

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