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Televisione

Glee torna su Fox. 10 motivi per amare il teen drama

Un esperto di comunicazioni e un autore tv spiegano i motivi del successo della serie preferita delle figlie di Obama e perché non solo gli adolescenti si riconoscono nei protagonisti.

Un scena di Glee

Una scena di Glee con guest star Ricky Martin – Credits: LaPresse

Glee è tornato su Fox. Dal 25 settembre, ogni martedì alle 21, il teen drama che appassiona gli adolescenti di mezzo mondo è di nuovo in video con la quarta stagione inedita. L'attesa era già tanta per il prodotto amatissimo dalle figlie del Presidente Obama che, secondo alcuni media statunitensi, avrebbero influenzato il padre nel prendere posizione favorevole ai matrimoni gay. La serie, infatti, con tutti i suoi personaggi omosessuali e simpatici, ha alleggerito di molto negli USA il discorso sulle coppie gay e sul  loro diritto alla procreazione. Ecco quali sono i 10 motivi del successo di Glee

il professor Mario Morcellini, "Come autore e produttore televisivo apprezzo moltissimo il racconto della musica contenuto in Glee - afferma Gregorio Paolini autore e produttore televisivo - La serie ha fatto con la fiction lo stesso lavoro che i talent hanno realizzato con la musica. E questo per me  è il primo motivo del gradimento. Il secondo è la trasformazione della serie in un prodotto meta-televisivo che riesce a mescolare generi differenti, come la convivenza nei college statunitensi, molto diversa da quella che esiste nei nostri licei, e molti problemi della società. Arriviamo al terzo motivo: Glee non è solo un teen drama, ma grazie alla sapienza narrativa è un vero microcosmo universale nel quale vengono affrontati i problemi del razzismo, del dolore e della meritocrazia. La valorizzazione del merito è un altro motivo di successo non solo tra i giovani ma tra un pubblico assolutamente trasversale che trova realizzati, nella storia, tutti quei desideri e quelle aspirazioni proprie di ogni persona. Il bello è che, per il raggiungimento di specifici obiettivi, valgono solo le capacità di ognuno. Infine Glee sta alle serie adolescenziali come i Simpson stanno ai cartoni animati per adulti. E questo è il mio quinto motivo che ne giustifica il successo", conclude Paolini.

Il primo ingrediente che ne ha decretato il gradimento è rappresentato dai personaggi - afferma invece Mario Morcellini preside della facoltà di Scienze della Comunicazioni all'Università La Sapienza di Roma -
Tra i protagonisti ci sono, infatti, l'egocentrica figlia di genitori omosessuali, l'imponente ragazza di colore con manie di divismo, la fanciulla timida e balbuziente, il ragazzo gay appassionato di moda e il nerd bassista sulla sedia a rotelle. A loro si aggiungono tre cheerleaders e tre atleti. Una situazione classica raccontata però in modo originale e coinvolgente con massicce dosi di musica e umorismo. Il secondo motivo è proprio la musica che ricopre un ruolo particolare e fondamentale, con i protagonisti che eseguono numerosi brani. Il terzo è la presenza di guest star finalizzate all'economia del racconto. Quest'anno ci saranno Kate Hudson e Sara Jessica Parker. Gli ospiti interagiscono con i protagonisti, cantando e ballando. E le esecuzioni vengono messe su ITunes e pubblicate in album di raccolte. La competizione è altro ingrediente fondamentale. L'attività artistica, in Glee, è vissuta come competizione con altri licei lasciando ai margini l'attività di studio vera e propria. In entrambi i casi, il raggiungimento del successo è presentato come riscatto sociale o rivincita indiduale di soggetti in qualche misura borderline. Infine, l'ultimo non meno importante motivo è il seguente: Glee è divenuto un prodotto di culto in tutto il mondo grazie anche ad una forte campagna di coinvolgimento degli utenti attraverso la rete. In quest'ambito ha unificato e appoggiato tutte le posizioni progressiste sui diritti degli omosessuali e ha evidenziato un convincimento alquanto diffuso tra i giovani, sintetizzato da una fulminante battuta dell'egocentrica Rachel: oggi l'anonimato è peggio della povertà, il successo è il pilastro della nostra cultura.

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