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Televisione

Emanuele Filiberto dopo Pechino Express potrei anche tornare in politica

Da questa sera padrone di casa di Pechino Express su Rai2, il giovane Savoia parla a tutto campo dell'attuale situazione italiana, del suo impegno in tv, della famiglia

Emanuele Filiberto

Emanuele Filiberto alla presentazione di Pechino Express – Credits: LaPresse

Da questa sera Emanuele Filiberto è il conduttore dell'adventure game di Rai2 Pechino Express. Una scommessa per l'azienda di viale Mazzini che rinuncia alla diretta: lo show, infatti, è quasi interamente registrato. In dieci puntate vengono raccontate le avventure di dieci coppie di vip e non vip che con un budget di soli due euro al giorno dovranno attraversare tre paesi: India, Nepal e Cina. Le coppie di vip sono: Simona Izzo col figlio Francesco Venditti, Costanza Caracciolo e Federica Nargi, ex veline, Alessandro Sampaoli e Debora Villa, duo comico di Camera Cafè, Andres Gil e Anastacia Kuzmina ballerini di Ballando con le stelle Simone Rugiadi e Malvina Seferi, Costantino della Gherardesca con il nipote Barù. Panorama.it ha intervistato, in un colloquio privato, Emanuele Filiberto che si racconta dal punto di vista umano, professionale, familiare, anche politico. Questa l'intervista.

Sapere che ha fatto un viaggio così lungo è rassicurante. Significa che ha risolto tutti i problemi di salute.

Sto bene, ho fatto tutte le analisi prima di partire e i risultati per adesso sono soddisfacenti. Inizialmente avevo un po' di paura per le condizioni difficili che avrei trovato attraversando tanti paesi. Io non mi sono mai pianto addosso per il tumore che mi ha colpito, l'ho affrontato con coraggio, consapevole che si tratta di un evento che potrebbe accadere a tutti. Vivo la mia vita con serenità e ottimismo, proiettato nel presente dedicandomi al lavoro e alla famiglia. A darmi la forza sono le mie due bambine.

Considera conclusa la sua esperienza politica iniziata nel 2005 con la fondazione del movimento Valori e futuro?

Mi sono avvicinato alla politica con grande semplicità. Desideravo allora, e lo desidero sempre, rendermi utile al mio Paese. Oggi ho capito che mi sono buttato nel progetto con troppa spontaneità. E' vero che quando mi sono presentato alle elezioni politiche del 2008 con la mia lista Valori e futuro con Emanuele Filiberto, solo per la circoscrizione esteri, ho ottenuto risultati non soddisfacenti. Ma, nel 2009, quando ho riprovato candidandomi alle politiche, nelle fila nell'UDC,  ho preso circa 22mila preferenze. Oggi i tempi sono cambiati anche se sono trascorsi solo tre anni. Ed io, adesso non penso più alla politica.

Non esclude però, che possa tornare ad occuparsene in futuro.

Non escludo che forse, tra dieci o quindici anni, quando sarò più maturo, io non possa riprovarci. Nel frattempo mi occupo di tutte le associazioni che ho sul territorio, cercando in questo modo di fare qualcosa di utile per il nostro paese. Sono rassegnato, ma non domato. Ma adesso mi dedico alla tv con entusiasmo.

Come valuta l'attuale situazione del nostro paese?

Partendo dal presupposto che l'Europa e il mondo vivono una grande crisi, io non sono certo che l'austerità possa mettere a posto i nostri conti e aiutare lo sviluppo dell'Italia. Questi sono rimedi provvisori. Vorrei finalmente vedere qualcuno in politica che si occupi non dell'immediato, ma del futuro lavorativo, consentendo lo sviluppo delle imprese e dell'occupazione giovanile. Purtroppo per adesso questo rimane solo un'utopia. Io mi rattristo vedendo i lavoratori sardi arrivare a Roma arrabbiati. Voglio essere con loro. E le assicuro che il mio non è populismo, ho due figlie di otto e sei anni. E' in gioco anche il loro futuro. Mi creda, conta poco avere un cognome importante. La povertà è dietro l'angolo per tutti.

A proposito di povertà: l'impatto con la miseria delle popolazioni che avete visitato durante Pechino Express le ha suscitato sensi di colpa?

La verità è che noi occidentali potremmo fare molto di più per aiutare quei paesi. I sensi di colpa non servono a nulla, servono le azioni. Pechino Express ha devoluto alle associazioni sul territorio dei paesi attraversati le somme di danaro del montepremi in palio per le gare tra i concorrenti. E' tutto quanto abbiamo potuto fare.

Di lei dicono che ha preso il posto di Michele Santoro, il giovedì sera.

Essere stato paragonato prima a Pippo Baudo, ora a Santoro, per me è un onore. Ma la collocazione di Pechino Express era già stata definita da tempo. Davvero non mi interessano queste polemiche.

Ma lei parteciperebbe mai ad un reality come concorrente?

Se proprio dovessi, sceglierei un adventure-show come Pechino Express e vi andrei con Pupo. Ma la conduzione mi si addice meglio.

Qualcuno le chiede mai cosa vorrebbe fare da grande?

Si, me lo chiedono. Ma è come porre a Carlo Conti la medesima domanda. Io, come lui, faccio tv: è questo  il mio lavoro.

Quando invece, non lavora, come passa le giornate?

Mi dedico completamente alla famiglia, soprattutto alle due bambine che accompagno a scuola e vado a riprendere. Il pomeriggio le aiuto a fare i compiti. La sera mi piace leggere insieme a loro favole o libri per ragazzi. Oltre Pinocchio, ho letto loro anche I Promessi Sposi.

Il libro che sta leggendo lei, adesso?

La biografia di Patty Smith.

Sente ancora il peso del suo cognome e della corona?

Il peso della corona i Savoia non lo sentono più dal 1946. L'Italia è una Repubblica democratica, la monarchia appartiene al passato.

A proposito di corona: cosa pensa dello scandalo che ha travolto il giovane principe Harry?

Non è facile per lui essere il numero due, dopo il fratello William. E' giovane, si è divertito. Lo scandalo non è nella sua persona, ma in chi ha fatto le foto in una serata privata e le ha pubblicate.

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