Eleonora Daniele Storie Italiane
Televisione

Eleonora Daniele: "Storie Italiane e Sabato Italiano, la mia lunga stagione tv"

Intervista alla conduttrice, in onda da lunedì 11 settembre. A Eleonora Daniele è stato affidato un nuovo programma nel fine settimana

In video sei giorni su sette. A colpi di share e ascolti in crescita, Eleonora Daniele si è conquistata un altro spazio nel palinsesto di Rai 1: oltre a Storie Italiane – evoluzione 2.0 di Storie Vere – alla conduttrice padovana è stato affidato anche Sabato Italiano, nuovo programma in onda (in diretta) dal 23 settembre. Una sfida notevole, vista la concorrenza blasonata di Canale 5, per la quale la “secchiona” Daniele - stacanovista conclamata e maniaca dei dettagli - si è preparata tutta l’estate con un gruppo di autori importanti. A poche ore dal debutto, previsto per lunedì 11 settembre, ecco cos’ha anticipato a Panorama.it della lunga stagione tv che l’aspetta. 

Eleonora, Storie Vere diventa Storie Italiane. Partiamo dal cambio di titolo: perché questa scelta?

Per rinnovare e per provare a dare un nuovo passo al programma, che mantiene solida la sua identità. L’aggettivo unirà idealmente Storie Italiane a Sabato Italiano: l’idea è quella di raccontare l’Italia e gli italiani, famosi e non, con un linguaggio chiaro e diretto.

Ci saranno delle novità rispetto alle precedenti edizioni?

Avremo uno studio diverso e ci saranno più interviste ai personaggi: lunedì cominciamo con una bella intervista che ho fatto a Gina Lollobrigida. È una partenza “a bomba”, perché lei è una forza della natura, ha una lucidità e un carisma straordinari. Quest’anno voglio dare più di spazio alle interviste, ma ci sarà sempre molta attualità.

La densità di argomenti che tratti in un’ora ha del clamoroso: gli ascolti ti danno ragione ma non c’è il rischio eccedere col ritmo?

Il ritmo sarà sempre alto ma meno frenetico del passato. A volte il ritmo è dovuto al cambiamento di scaletta o a quello che accade in studio. Non c’è mai nulla lasciato al caso, c’è uno studio minuzioso nella realizzazione del programma.

Cambiare spesso argomento per intercettare fasce e pubblici diversi, insomma.

Oltre che a farla, guardo molto la tv: per me la costruzione del prodotto è fondamentale oltre ad essere una cosa che mi diverte. La mattina televisiva ha un pubblico radiofonico, che ascolta più che guardare e per questo lo spettro di argomenti che trattiamo è ampio. Dobbiamo dare un servizio quanto più completo possibile e migliorare è una missione: a fine luglio, ad esempio, è cambiato il panel dell’Auditel e quest’estate abbiamo lavorato per capire cosa fare per migliorare l’offerta.

Chi sono i maestri del ritmo, in tv?

Carlucci, Amadeus, Conti e Paolo Bonolis sono i migliori.

Qual è il “fattore” Daniele?

So dare importanza all’ospite: al centro non ci devo essere io, ma chi sto intervistando o chi ha la parola. Io guardo sempre di lato, come se fossi una telespettatrice.

Sei più secchiona o stacanovista?

Quando sei perfezionista tendi ad oltrepassare il limite, Forse le cose vanno di pari passo ma mi sento più secchiona: lo studio è sempre stato un elemento forte della mia vita, studio perché sono curiosa e sento di voler colmare delle mancanze. A vent’anni dovevo lavorare perché la mia famiglia non mi poteva mantenere, così ho cominciato presto a lavorare e mi sono laureata tardi. Vorrei avere molto più tempo per leggere e dedicarmi allo studio, in particolare della psicologia.

Per auto analizzarti o per capire meglio gli altri?

L’analisi su me stessa la so fare, anche se tendo ad essere inflessibile. Mi piace l’idea di capire la testa delle persone, comprendere chi ho di fronte, le dinamiche più complesse, soprattutto quelle femminili che a volte sono poco chiare: tra noi donne c’è ancora molta competizione nascosta e non parlo solo a livello professionale.

Veniamo a Sabato Italiano, la vera grande sfida di questa stagione. Soprattutto dal punto di vista degli ascolti, non sarà un’impresa facile. 

Ne sono consapevole e ho accettato questa bella prova. Andremo in onda dalle 15 alle 17, in cui c’è una forte concorrenza con programmi consolidati con cui però non andremo in sovrapposizione diretta. Lo scontro sarà con Il segreto, una soap che ha molto successo: con grande umiltà proverò a rosicchiare un po’ di numeri. Il mio obiettivo è fare un bel programma.

Avete costruito da zero un nuovo format, con un gruppo di autori blasonati. Di che cosa si tratta?

Racconteremo in chiave inedita il paese e il sabato pomeriggio degli italiani. Avremo uno studio diverso, in via Teulada, con una scenografia nuova che prevede anche una passerella con una porta, ribattezzata la “porta del cuore”. Ci sarà interazione tra gente la comune e persone famose, faremo qualche incursione nei grandi avvenimenti della storia recente e nei momenti di grande tv, a cominciare dai varietà del sabato sera. Ovviamente non mancheranno gli ospiti: racconteremo i grandi personaggi ma anche storie comuni, perché in quella normalità ritroviamo le grandi emozioni.

Dunque niente talk e zero attualità?

Non ci sarà l’attualità, a meno che non accadano dei fatti molto importanti, anche in chiave positiva. Lo studio è pronto a raccontare quello che accade e ci saranno delle finestre aperte sul mondo. E poi vorrei raccontare di più il grande cinema italiano: quest’estate, durante un evento di solidarietà, a Vulcano, Maria Grazia Cucinotta, mi ha fatto notare che in tv se ne parla troppo poco. Ho preso spunto dalle sue osservazioni.

Sei una delle regine del day time, ma non ti manca la prima serata?

Qualcosa ho già fatto e mi ha dato anche grandi soddisfazioni, penso a Music for Mercy, il concerto in diretta dai Fori Imperiali, nel 2016 con Andrea Bocelli. La prima serata è un approdo al quale bisogna giungere strutturati: se capiteranno dei progetti, li valuterò. Ma sono sincera: sono molto legata al day time, il mio vero grande amore è parlare con la gente, il racconto del quotidiano non mi annoia.

Ci saranno degli speciali di Storie Italiane in prima serata?

Per ora non sono previsti. Prima andrebbero sperimentati in estate.

Il tuo sogno professionale?

Condurre una serata sull’autismo, trasformarlo in un evento in cui tutti si mobilitino per un tema così importante. Mi piacerebbe davvero concretizzare questo progetto. 

Un tuo grande rimpianto?

Aver abbandonato la recitazione. Da un paio d’anni sento questa esigenza, vorrei fare qualcosa a teatro o dedicarmi a una fiction. Mi piacerebbe riprovarci anche se da un punto di vista anagrafico forse non sono più in tempo: alla mia età le attrici sono già tutte delle grandi protagoniste. Però chissà, magari più avanti capiterà: un ruolo drammatico è nelle mie corde. Ho fatto la scuola di recitazione con Beatrice Bracco, quando avevo 25 anni, e ho un ricordo bellissimo: non comprendevo bene le mie emozioni, la parte più profonda di me, e mi ha aiutato molto a liberarmi di certi blocchi e di certe freddezze. Io la recitazione la imporrei come materia obbligatoria nelle scuole.

La tivù era il tuo grande sogno?

(ride) No, nemmeno la guardavo quando ero ragazzina. Io ho una formazione legata al marketing, sognavo di lavorare per una grande multinazionale e la tv era qualcosa cui non pensavo né ambivo. È capitato tutto per caso e rido tantissimo ripensando alla prima intervista che ho fatto per una tv locale: incontrai Renato Balestra e lo travolsi con il mio forte accento veneto.

Cos’è rimasto della Eleonora Daniele consulente finanziaria?

Tutto. Io sono rimasta quella, legata alla mia terra e alle mie origini. Ho un approccio aziendale al mio lavoro, forse freddo e distaccato, mi sento molto veneta in questo. È rimasto il attaccamento alla vita normale, ad alcune sfumature della vita di provincia.

La tua allergia al gossip è una scelta strategica?

Non sono allergica al gossip, sono solo un’anti diva: preferisco il divano, sono moderatamente esibizionista – sennò non farei questo mestiere – ma non amo la ribalta a tutti i costi.

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