E' morto a 84 anni nel giorno di Pasqua Gianni Boncompagni. Nato ad Arezzo il 13 maggio 1932, è stato tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano, padre della tivù disimpegnata e intelligente. Cominciò la sua lunga carriera in radio, con Renzo Arbore, da autore e conduttore di storici successi radiofonici come Bandiera gialla e Alto gradimento. Ma fu la tivù a consacrarlo definitivamente, come autore e regista di programmi cult come Pronto Raffaella?, con Raffaella Carrà, cui fu legato anche sentimentalmente, e ancora Domenica In, Non è la Rai, Carramba che sorpresa

È morto Gianni Boncompagni
Appena maggiorenne, Gianni Boncompagni si trasferì in Svezia dove visse dieci anni svolgendo vari lavori, diplomandosi all'Accademia svedese di grafica e fotografia: lì iniziò l'attività di conduttore radiofonico per la radio svedese e si sposò con un'aristoratica da cui ebbe tre figlie, tra cui Barbara Boncompagni, anche lei autrice tv. Il suo ingresso in Rai risale al 1964 e, quasi inconsapevolmente, fece la storia della radio in Italia rivoluzionando il linguaggio radiofonico negli anni '60 e '70 con Bandiera gialla e Alto gradimento, complice l'amico Renzo Arbore, poi nel 1977 debutta in tv con Discoring, altro titolo che diventa un cult tra i giovani.

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Tutti i suoi programmi di successo
La svolta arriva come autore e regista di programmi che hanno fatto la storia della tivù. A cominciare da Pronto, Raffaella? (1983), condotto da Raffaella Carrà, che rivoluzionò il mezzogiorno televisivo. Della Carrà è stato il fidanzato per lunghi anni, il suo pigmalione nonché l'autore di pezzi iconici come Tuca Tuca, Tanti auguri e Rosso. Nel 1985 firma Pronto, chi gioca? condotto da Enrica Bonaccorti e poi realizza tre indimenticabili edizioni di Domenica In. Nel 1991 passa invece a Mediaset, con Primadonna condotto da Eva Robin's, che si rivela un flop. Il successo clamoroso e generazionale scoppia con Non è la Rai, programma con cui lancia Ambra Angiolini e altre giovani ragazze che diventano idoli dei teenager.

IL SUCCESSO DI NON È LA RAI

Impossibile non citare poi Casa Castagna, con Alberto Castagna, poi il ritorno in Rai con Macao - stracult le canzoncine dello show comico di Rai 2, da Ballerina di Siviglia a Figlio di papàCrociera (altro flop su cui ha ironizzato a lungo) e ancora Chiambretti c'è e Carramba che fortuna. Con lui hanno lavorato, oltre alla Carrà, Giancarlo MagalliAlba PariettiMarisa LauritoPiero ChiambrettiRoberto D'AgostinoEdvige FenechClaudia Gerini e decine di altri artisti che in molti casi ha scoperto o valorizzato.

TUTTE LE RAGAZZE LANCIATE DA GIANNI BONCOMPAGNI

Perché è stato un innovatore
Ricordare Gianni Boncompagni solo per Non è la Rai sarebbe sbagliato e ingiusto. "Se non vi piace il programma vi prego non lo guardate", verrebbe da dire citando la sigla del programma di Italia 1, che è stato senza dubbio uno dei suoi show più riusciti, di quelli che hanno fatto la storia della tv italiana. Ma la carriera del regista è molto di più di quel gineceo scanzonato e sopra le righe. Boncompagni ha infatti saputo imporre alla tivù una sterzata di ironia surreale, di cazzeggio sublime e intelligente, lanciando o rilanciando personaggi che poi hanno fatto per decenni parte integrante della televisione italiana. Non lavorava ormai da qualche tempo, troppo lontano dalle dinamiche della tv di oggi, ma ci mancherà comunque molto la sua leggerezza, il suo disincanto spiazzante, il suo tocco irriverente e il graffio che sapeva essere corrosivo e persino feroce. Se n'è andato un genio della tv. Addio, Gianni. 

 

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