Costantino della Gherardesca Pechino Express 2017
Televisione

Costantino della Gherardesca: "Pechino Express 6, l'edizione più moderna"

Intervista al conduttore dell'adventure game di Rai2, al via dal 13 settembre. Costantino della Gherardesca presenterà anche Matrimoni improbabili, nel 2018

Otto coppie inedite, un viaggio stracult dalle Filippine al Giappone e un conduttore diventato in una manciata di anni una certezza granitica del piccolo schermo. La sesta edizione di Pechino Express debutta ufficialmente mercoledì 13 settembre su Rai 2 e Panorama.it ha incontrato Costantino della Gherardesca per farsi anticipare tutte le novità dell’adventure game prodotto da Magnolia. 

Costantino, ogni volta che parte un programma, si dice: “Sarà la stagione più bella di sempre”. Vale anche per Pechino Express 6?

I programmi televisivi devono cambiare forma continuamente, fotografare il contemporaneo è un’esigenza fondamentale. Quindi ogni stagione prevede dell’innovazione sia tecnica che contenutistica. Sarà un’edizione molto bella e più “giovane” rispetto alle altre. 

Per te è la quinta da conduttore: non ti sfiora una punta di noia o di voglia di mollare?

Non mi annoio perché Pechino Express prevede sempre nazioni nuove e inesplorate dalla tv italiana. Nel nostro caso, oramai, siamo i primi ad attraversare delle rotte che le edizioni estere del format faranno solo tra qualche anno. 

Dalle Filippine al Giappone. Dimmi il ricordo indimenticabile che ti porti a casa, il momento più complicato e quello più divertente di tutte le riprese.

Il momento più difficile, sia per me che per molti concorrenti, è stato affrontare le condizioni climatiche, logistiche ed economiche di molte zone delle Filippine. Vedremo i viaggiatori che vivranno in delle situazioni tutto fuorché comode nell’isola di Luzon. Il momento più bello, invece, è stato il cibo taiwanese. Andare con tutti i miei colleghi, autori, reporter e cameraman, a mangiare i ravioli. Non me lo dimenticherò mai.  

Sono molto sofisticate e social le coppie in gara quest’anno. A parte Antonella Elia e Francesco Arca, non credi manchi una quota nazional-popolare?

Assolutamente no! Abbiamo accuratamente fatto una scelta per fare un passo in avanti e per differenziarci dai reality delle emittenti private. Abbiamo preso per la nostra avventura molti viaggiatori che sono famosi nel mondo del web, tra i giovani, nella moda, ma non nella televisione nazional-popolare. L’abbiamo fatto per non essere solipsistici, per non fare una televisione autoreferenziale, bensì per fare una televisione “aperta”. 

La coppia destinata a conquistare il pubblico dal minuto zero del programma?

Ce ne sono tante: sicuramente i modaioli e le clubber saranno una bellissima sorpresa. Ma anche Guglielmo Scilla e Alice Venturi, gli amici. 

Dobbiamo prepararci a una Antonella Elia in versione “ferocia” à la Cipollari o più “matta” tendenza Marchesa d'Aragona?

Antonella guarda il mondo con gli occhi di una bambina, è molto più emotiva rispetto alla Marchesa o Tina Cipollari. Sicuramente però, come loro, sarà molto competitiva. 

Quali restano secondo te i momenti stracult delle cinque edizioni che hai condotto? Intendo quelle che consegneresti alla storia della tv.

Corinne Clery che picchiava il suo giovane fidanzatino, Angelina giustamente accolta a braccia aperte delle famiglie musulmane in Malesia, la prepotenza di Tina, e forse Scialpi che frantumava il Gesù Bambino davanti alla predicatrice. 

 

Togliamoci ogni dubbio: una nuova edizione di Secondo Costa ci sarà?

Questo ancora non te lo so dire, è troppo presto. Il programma era un esperimento che è andato molto bene. Tra qualche mese vedrò se la rete mi chiederà di fare un’altra serie, o se preferiscono investire su altro. In ogni caso, sono grato che me l’hanno fatto fare, e soddisfatto con i risultati. 

Hai asfaltato a colpi di sonora anti-retorica populisti e, per citare Mentana, i webeti, cercando di convertire all’Islam Nina Moric o pranzando in un campo rom. C’è almeno un altro luogo comune che vorresti infrangere? 

Un luogo comune da infrangere? Non saprei. Trovo però interessante che tu abbia citato Enrico Mentana. Lui è un uomo estremamente intelligente, è riuscito a coniare l’espressione “webeti”, ma contemporaneamente anche a legittimare gli esponenti dei partiti populisti nel suo notiziario, dando peso alle loro parole come se fossero Jaques Chirac. Facendo così riesce ad ottenere consenso da tutti i fronti. Bravissimo. Io mi occupo d’intrattenimento, ahimè sono molto meno sofisticato. Quindi prendo delle posizioni nette: contro il populismo, così come contro il razzismo verso i musulmani. E mi becco i relativi insulti. Ma non mi lamento, e poi il programma ha ricevuto più complimenti che altro

Ti aspetta un’altra avventura, Matrimoni improbabili, sempre su Rai 2. Com’è stato sposare Valeria Marini?

Non mi sono ancora sposato, con nessuno. Farò un programma in cui, si potrebbe dire, “mi sposerò più volte”. Ma siamo ancora in una fase di pre-produzione. Uscirà nel 2018. 

Com’è impostato il programma e quali sono gli altri personaggi che ti affiancheranno?

Il programma sarà per un pubblico più adulto rispetto a Pechino Express, la comicità sarà decisamente più forte. Tecnicamente sarà molto innovativo. Si vedranno dei “luoghi” mai visti in televisione, e le registrazioni, quando avverranno, saranno ancora più difficili da affrontare di quelle di Pechino. Non posso anticipare altro. 

Il tuo matrimonio, in piena e funzionante Legge Cirinnà, come te lo immagini? L’hai poi trovato un principe saudita disposto a sposarti e a riempirti il soggiorno di opere d’arte?

Se avessi trovato il mio principe saudita, il mio numero telefonico italiano non funzionerebbe più. Sarei già a Mayfair in una town house. Altro che populismo: nella mia torre d’avorio non mi renderei più conto dell’inverno e dell’estate, del giorno e della notte.

Un rimpianto e un sogno, a livello professionale.

Non ho molti rimpianti professionali, forse a volte sono stato troppo accomodante, per colpa della mia indole eccessivamente placida. Il mio vero rimpianto, però, è non aver studiato di più all’Università, non aver imparato altre lingue come l’arabo e il cinese. Lavorare a un programma per la televisione cinese, quello sarebbe un sogno. 

Siamo quasi a metà settembre e ancora non si conoscono i nomi dei conduttori di Sanremo 2018. Come sarebbe il Festival targato Costantino?

Potrei risponderti che il Festival targato Costantino farebbe un salto nel presente. Ma sono sogni praticamente irraggiungibili, ancora più del principe saudita o la televisione cinese. Sto imparando che a volte è meglio pre-rassegnarsi. Inutile farsi venire le rughe combattendo contro i mulini a vento, o discutendo con i muri di gomma. Meglio farsi furbi, come Mentana. 

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