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Zoff lancia Prandelli: "Siamo favoriti. Il futuro? Capisco se vuole lasciare"

Parla il ct che nel 2000 a Rotterdam fu beffato dalla Francia. "Ingiuste le critiche prima dell'Europeo. Il gruppo è forte". E sul possibile addio alla panchina: "Comprendo il richiamo del campo. E' giovane ed è giusto che ci pensi"

Finale Rotterdam

La disperazione degli azzurri dopo il golden gol di Trezeguet – Credits: EPA

Nessuno meglio di lui può sapere cosa significa preparare la finale di un Europeo. Nessuno perché Dino Zoff è l'unico ct italiano dopo Valcareggi ad averne giocata una e il ricordo è purtroppo ancora fresco e ha il sapore della beffa atroce. Rotterdam, 2 luglio 2000. Noi contro la Francia. Gara equilibrata, vantaggio di Delvecchio ed errori in serie di Del Piero e soci e allo scadere del recupero pareggio di Wiltord. Poi il golden gol di Trezeguet, le polemiche per le critiche di Berlusconi ("Anche un dilettante avrebbe fatto marcare a uomo negli ultimi minuti") e il gesto nobile delle dimissioni. Sono passati dodici anni e la finale che Prandelli vivrà a Kiev è anche un modo di esorcizzare il passato.

Dino Zoff, sente che Prandelli le farebbe un regalo speciale vincendo questo Europeo?

"Certo, ma non solo a me. Lo farebbe a tutti gli italiani"

Siamo favoriti o no?

"Sinceramente credo di sì. Il modo in cui abbiamo battuto la Germania e l'aver visto una Spagna non brillante contro il Portogallo hanno cambiato le prospettive. E poi c'è anche la regola che dice che nessuno è mai stato capace di vincere per due volte di seguito un Europeo"

Arrivarci da favoriti può essere un pericolo?

"Ma no... La finale sfugge a qualsiasi logica anche di superstizione"

Come si prapara nelle ultime ore prima di scendere in campo?

"Non c'è molto da fare a livello tattico. Si lavora più che altro sulla convinzione e cercando di creare la giusta pressione. Ma è evidente che vista l'importanza della partita la concentrazione viene da sola"

Quanti meriti ha Prandelli in questa corsa fino a Kiev?

"Grandissimi meriti. Dopo il mondiale in Sudafrica era logico dover ricominciare con gente nuova, però lui l'ha fatto bene e i risultati gli hanno dato ragione in fretta. Ha fatto un bel lavoro e si è visto subito"

Lei non è sorpreso di vedere la nazionale in finale?

"No. Io ho sempre detto che avrebbe potuto tranquillamente arrivare nelle prime quattro posizioni. La finale è un risultato che corona un ottimo Europeo comunque vada a finire perché anche il cammino precedente era stato ottimo. L'Italia si è qualificata bene, in anticipo e giocando un buon calcio. Non mi sembrava giusto essere così critici"

Eppure in molti non ci accreditavano di chance...

"Noi italiani siamo sempre esagerati nei giudizi. Ha anche influito il momento difficile del nostro calcio con la vicenda del calcioscommesse. Ma era giudizi fuori posto"

E' una leggenda che noi, sotto pressione, riusciamo a dare il meglio?

"No. Però senza materiale tecnico buono non vai da nessuna parte"

Voi in Spagna nel 1982 con le polemiche. Calciopoli nel 2006 e adesso il calcioscommesse. Cosa scatta dentro il gruppo?

"Se c'è forza il gruppo si cementa. Ma è una cosa che accade a tutte le squadre e non solo all'Italia"

Quello di Prandelli è un buon gruppo?

"Senza dubbio"

Il ct si sta togliendo qualche sassolino dalle scarpe per un rapporto non semplice con i club e la Lega Calcio...

"Non mi sembra. Non credo che alcune sue perplessità dipendano da queste cose"

Deve abituarsi a convivere con le contraddizioni del sistema?

"Ci sono sempre state e anche maggiori. Quando allenava Bearzot ci sono stati periodi che sembrava di 'stare in guerra'. Però..."

Però Prandelli sta facendo capire che potrebbe lasciare dopo l'Europeo...

"Questo è un altro discorso. Ha lasciato intendere di avere alcune ragioni, vorrebbe tornare sul campo tutti i giorni. Sarebbe una scelta personale"

E' così forte il richiamo del campo?

"Fortissimo. E poi lui è giovane ed è giusto che la pensi così"

Quindi niente stress da nazionale?

"Mi viene da ridere solo a pensarci (e ride di gusto nda)

Molti dicono che le settimane di un Europeo o di un Mondiale consumano più di intere stagioni...

"Ma figuariamoci. Quando le cose vanno bene, poi... E' una prova stressante perché sei ad alto livello, vicino al massimo. Hai più responsabilità, ma è anche l'obiettivo del tuo lavoro. Più in alto vai e più tensioni trovi"

Nulla che faccia scappare dalla panchina?

"... (ride nda)..."

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