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Via ai quarti ma non è detto che sia Spagna-Germania

L'Europeo entra nella fase decisiva con una finale già scritta a Kiev il 1° luglio. Andrà così? Gli stenti dei campioni del mondo e le outsider Repubblica Ceca e Grecia, mentre gli azzurri sperano

Euro 2012 dietro la porta

Una fase di Germania-Portogallo – Credits: La Presse

Gli spagnoli hanno già chiaramente in testa cosa faranno domenica 1° luglio all'ora di cena: ci sarà la finale dell'Europeo tra la 'Roja' e un'altra squadra. I tedeschi sono sicuri di essere gli invitati al tavolo d'onore di Kiev. Tre vittorie su tre nel girone e zero dubbi. Visto da Madrid e Berlino tutto sembra chiaro. Invece basterebbe ricordare il lungo conto alla rovescia verso la finale annunciata Barcellona-Real Madrid della Champions di quest'anno per picconare le certezze di chi ritiene Euro 2012 un affare a due tra Spagna e Germania.

Scattano i quarti di finale. Attenti alle sorprese perché le sfide incrociate potranno regalarci un quartetto di bellissime ad alto grado di nobiltà oppure sovvertire ogni idea. E il passato degli europei insegna che spesso gli outsider sono stati capaci di far saltare il banco. Nessuna manifestazione di alto livello ha raccontato miracoli sportivi come questa: dare un'occhiata all'albo d'oro soffermandosi sui nomi di Danimarca (1992) e Grecia (2004) senza disdegnare la Repubblica Ceca finalista nel 1996 e la stessa Spagna del 2008 vincitrice dopo una vita spesa a inseguire un trofeo. Ecco allora una guida ragionata alle otto che da questa sera corrono per arrivare a Kiev e possibilimente ripartire con la coppa in mano.

SPAGNA - Non vorremmo essere nei panni di Del Bosque costretto a fare i conti con una critica che ritiene scontata la vittoria. Invece il girone ha detto che anche i campioni di tutto possono fare fatica. La Spagna ha tremato sia contro una squadra tecnica come l'Italia che contro un gruppo di grande fisicità come la Croazia. Solo contro l'Irlanda è tornata a far vedere il suo gioco ma adesso serve di più. Il grande dubbio è: con o senza un numero nove? Come dire: Real Madrid o Barcellona? Eterno dilemma che spacca in due una nazione. Ha già goduto del bonus di un arbitraggio di favore. Senza le sviste di Stark oggi poteva anche essere a casa.

GERMANIA - Tre partite e tre vittorie. La migliore nei numeri e nel gioco. Ha tutto per vincere e quindi è la naturale favorita anche se il gruppo del Bayern Monaco sembra un po' stanco. Fin qui si è visto molto poco Muller che invece in Sudafrica era stato la rivelazione. E' l'Europeo di Gomez che corre per diventare capocannoniere. Il problema per Low sarà inserire gradualmente anche qualche panchinaro perché la tentazione potrebbe essere arrivare fino in fondo così e non è detto sia un affare dopo una stagione logorante come questa.

PORTOGALLO - Se Cristiano Ronaldo è quello visto contro l'Olanda nulla è precluso ai lusitani. Se torna invece il fratello gemello (scarso) delle prime due partite anche la Repubblica Ceca può rappresentare un ostacolo insuperabile. E' una dolce condanna ma pure sempre una condanna. Intorno a CR7 fin qui si è visto poco. Anche l'altra star del gruppo, Nani, non ha impressionato. Ci sbilanciamo: a Kiev non arrivano tra mille rimpianti per l'ennesimo ciclo che si ferma alle soglie del paradiso.

FRANCIA - A leggere le cronache il gruppo di Blanc è spaccato e litigioso. Tutti contro tutti soprattutto dopo la figuraccia rimediata contro la Svezia già eliminata. Meglio diffidare anche se il copione sembra simile a quello di Sudafrica 2010. Però Benzema, Nasri e Menez (ritrovato ad alti livelli) sono una potenziale bomba tecnica pronta ad esplodere in ogni momento e in fondo contro Inghilterra e Svezia si è vista una squadra capace di tutto. E' una vera mina vagante. Possono fermarla solo i dissidi interni e una difesa non all'altezza.

INGHILTERRA - Dio salvi Roy Hodgson e i suoi giovani attaccanti che sono una delle facce belle di questo Europeo. Massacrato da cattiva sorte ed infortuni (Lampard il più importante), il ct di scorta non si è impressionato. Ora che ha recuperato Rooney nulla gli è precluso. Dicono che gioca all'italiana con difesa e contropiede e anche per questo non ha dietro di sè l'entusiasmo di una nazione: buon segno. Forse è la volta buona che i mestri vincono qualcosa.

REPUBBLICA CECA - Ecco l'outsider designato di questo Europeo. Ha già ribaltato il pronostico eliminando la Polonia nell'ultima gara del girone dopo essere stata presa a schiaffi dalla Russia. Ora affronta il Portogallo. E' una squadra che corre ed è appena appena organizzata. Non ha stelle di prima grandezza e si affida a Petr Jiracek, considerato l'erede di Nedved giusto perché anche in tempi di vacche madre bisogna consolarsi. Davanti servono i gol del solito vecchio Baros. Dietro qualche prodezza in più da parte di Cech fin qui assente. Tornassero proprio nella settimana decisiva...

GRECIA - Piace a tutti proprio perché non si capisce come possa essere approdata ai quarti. Un mese fa la sua stessa partecipazione era messa in dubbio per i noti problemi economici. E' una nazionale brutta con la situazione che attraversa il paese, ma proprio per questo sufficientemente disperata da tentare qualsiasi impresa. Rivedere Karagounis decisivo ha emozionato. Il resto è davvero poca cosa a partire dagli attaccanti. In tv (fuori onda) è stata definita "una squadra di merda". Non sottoscriviamo ma ci stupiremmo davvero di ritrovarla a Kiev. Ha un vantaggio: alzi la mano chi tra loro e i tedeschi sceglierà la Merkel-truppen...

Poi ci siamo noi. E' stato detto e scritto tutto. Il nostro rapporto con i campionati europei è pessimo ma prima o poi anche questa è una tradizione che andrà interrotta. Come il Portogallo abbiamo un campione isterico (Balotelli) e come la Francia siamo maestri nel litigare e dividerci. Siamo una summa di tutti i difetti e pregi delle altre sette. Forse per questo spesso siamo arrivati fino in fondo. A Kiev potremmo andarci noi. Sarebbe una sorpresa soprattutto per chi si è convinto che Spagna-Germania sia l'unica finale possibile.

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