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Superbike a Donington Park: grande attesa per il duello Sykes-Rea

Per il quinto round della stagione, le derivate dalla serie volano in Gran Bretagna, su un tracciato che, tradizionalmente, fa del clima imprevedibile uno dei fattori-chiave

Per la ventiduesima volta nella storia del Mondiale Superbike, i bolidi derivati dalla serie fanno tappa nel Leichestershire, sul tracciato di Donington Park.

A dominare la gara dello scorso anno era stato Tom Sykes, che quest'anno è atteso più che mai a fare il bis per non correre il rischio di perdere terreno nei confronti del conterraneo Jonathan Rea, salito al vertice della classifica piloti grazie alla straordinaria doppietta a Imola e alla vittoria in Gara 2 ad Assen .

L'altra grande attesa è nei confronti dell'Aprilia Racing Team, i cui due alfieri vantano un buon palmares sulla pista inglese, con Sylvain Guintoli sul podio in entrambe le gare lo scorso anno e il ravennate che in carriera qui ha vinto due gare e altrettante volte è salito sul secondo gradino del podio.

E poi l'incoglita Ducati, con il risultato migliore firmato da Davide Giuliano che l'anno scorso, in Gara 2, ha sfiorato il podio.

IL CIRCUITO - Costruito nel 1931, il tracciato britannico misura attualmente 4.023 metri, lungo i quali si snodano 7 curve a destra e 5 a sinistra. Si tratta di un tracciato misto abbastanza veloce, con molti saliscendi e alcune curve intervallate da rettilinei che obbligano i piloti a frenate e accelerazioni brusche come alla Melbourne Hairpin (curva 10).

Sul rettilineo in uscita dalla Coppice (curva 8) si raggiunge la più alta accellerazione in uscita di curva. Spesso le gare si corrono sotto la pioggia che rende l’asfalto scivolo e viscido e questo rende ancora più elevato lo sforzo dei piloti mettendo allo stesso tempo in risalto o meno le loro capacità di guida su bagnato.

Gli elementi più interessanti del circuito sono le due curve medie che interrompono il rettilineo opposto all’arrivo (Old Hairpin e McLeans Corner) perchè sono contemporaneamente brusche come un tornante ma veloci come un curvone e la velocità di percorrenza non scende mai sotto i 100 Km/h.

LE GOMME - Trattandosi di un circuito dove non si raggiungono velocità elevatissime e, a causa anche delle condizioni termiche locali, questo si traduce in una condizione di lavoro estremamente fredda per gli pneumatici la cui temperatura superficiale oscilla infatti da un massimo di 110° fino ad un minimo estremamente basso di 50°.

"Nella prima parte del circuito dove è richiesta una grande stabilità sull’avantreno - ci spiega Giorgio Barbier, Racing Director Pirelli Moto - lo pneumatico anteriore dovrà mantenere il più possibile la propria conformazione e garantire il supporto necessario per gestire le curve in discesa; il posteriore è invece messo in esame in particolare nelle fasi di accellerazione brusche e violente che caratterizzano il circuito, specialmente quella in uscita dalla Coppice.

Con il freddo la mescola battistrada, specialmente se morbida, fatica a raggiungere le temperature di esercizio corrette e, per via delle rigidità elevate, rischia di subire in fase di apertura gas lacerazioni e strappi superficiali. In questi casi, è consigliato utilizzare soluzioni posteriori robuste meccanicamente. L’usura da lacerazione tende invece a diminuire con temperature più elevate ma, in questo caso, a diminuire notevolmente è il grip offerto dal tracciato".

Per questa tappa, il fornitore unico del Camionato ha previsto un nuovo pneumatico supersoft da qualifica che dovrebbe garantire un elevato livello di grip permettendo, come sempre, un massimo di due giri lanciati alla ricerca del tempo da pole position.

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